PESCARA - L'interporto della droga, dell'eroina, si trova a Pescara, in un punto preciso della città. Nel quartiere di Rancitelli. E' qui che secondo l'Europol, la Direzione nazionale antimafia e la distrettuale dell'Aquila che si trova lo snodo, il cuore nevralgico del traffico di eroina. Ed è sempre qui che stanotte duecento carabinieri hanno fatto irruzioni in appartamenti, garage, piccoli negozi.
Una operazione che è scattata simultaneamente anche in Bosnia ed in Albania ed ha decapitato tre organizzazioni criminali che gestivano il più grande traffico di eroina in Europa degli ultimi anni. Otto anni di indagine, quattro collaboratori di giustizia, un agente dei Ros sotto copertura, 71 arresti, cento indagati. Questi i numeri.
"All'esito dell'indagine - scrive il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella del tribunale dell'Aquila - è emersa la prova di una associazione criminale che ha disposto un numero rilevantissimo di rifornimenti di eroina verso l'Italia, e si sono individuati i rapporti tra i vari personaggi implicati in un vasto traffico di sostanze stupefacenti sull'asse Albania-Kosovo-Bosnia Erzegovina-Croazia-Slovenia-Italia".
"L'inchiesta - scrive ancora il giudice - ha permesso di accertare l'esistenza di tre associazioni a delinquere dedite al narcotraffico di eroina su scala internazionale: una organizzazione criminale dedita all'importazione ed alla vendita all'ingrosso di ingentissimi quantitativi di eroina, composta quasi esclusivamente da soggetti di nazionalità albanese, avente base in Albania e Kosovo con referenti e cellule in diverse piazze italiane (il "Gruppo degli albanesi"); una organizzazione criminosa dedita al trasporto internazionale di eroina, avente base in Bosnia ed operante fino in Italia (il "Gruppo dei corrieri"); una organizzazione criminosa dedita al traffico di ingenti quantitativi di eroina - e di altre sostanze stupefa centi - operante a Pescara e comuni limitrofi (il "Gruppo Gargivolo").
"L'area pescarese è stata individuata quale principale snodo di smercio dell'eroina arrivata in Italia - si legge nel dispositivo - qui gestita da Gostivari Besnik (referente per i fornitori albanesi) ed il gruppo Gargivolo, operante per la rivendita sul mercato locale".
Fondamentali per le indagini anche le intercettazioni telefoniche: "Mi stanno facendo rischiare vent'anni di carcere per questi stronzi qua! Mi hanno fermato anche i carabinieri - si sfoga al telefono uno dei corrieri della droga durante una delle missioni lungo l'autostrada A14 in direzione Pescara - meno male che ho buttato la roba. Io l'ho buttata ai fianchi dell'autostrada. Hanno spento i telefoni! Io l'ho buttata. Se la vogliono che la vengano a prendere, se no la lasciano perdere... Io sto andando avanti e indietro per l'autostrada con 10 chili in mano! Io l'avevo buttata e adesso l'ho ripresa. Ho paura che la rubano e non vorrei pagare i loro debiti!".
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Una operazione che è scattata simultaneamente anche in Bosnia ed in Albania ed ha decapitato tre organizzazioni criminali che gestivano il più grande traffico di eroina in Europa degli ultimi anni. Otto anni di indagine, quattro collaboratori di giustizia, un agente dei Ros sotto copertura, 71 arresti, cento indagati. Questi i numeri.
"All'esito dell'indagine - scrive il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella del tribunale dell'Aquila - è emersa la prova di una associazione criminale che ha disposto un numero rilevantissimo di rifornimenti di eroina verso l'Italia, e si sono individuati i rapporti tra i vari personaggi implicati in un vasto traffico di sostanze stupefacenti sull'asse Albania-Kosovo-Bosnia Erzegovina-Croazia-Slovenia-Italia".
"L'inchiesta - scrive ancora il giudice - ha permesso di accertare l'esistenza di tre associazioni a delinquere dedite al narcotraffico di eroina su scala internazionale: una organizzazione criminale dedita all'importazione ed alla vendita all'ingrosso di ingentissimi quantitativi di eroina, composta quasi esclusivamente da soggetti di nazionalità albanese, avente base in Albania e Kosovo con referenti e cellule in diverse piazze italiane (il "Gruppo degli albanesi"); una organizzazione criminosa dedita al trasporto internazionale di eroina, avente base in Bosnia ed operante fino in Italia (il "Gruppo dei corrieri"); una organizzazione criminosa dedita al traffico di ingenti quantitativi di eroina - e di altre sostanze stupefa centi - operante a Pescara e comuni limitrofi (il "Gruppo Gargivolo").
"L'area pescarese è stata individuata quale principale snodo di smercio dell'eroina arrivata in Italia - si legge nel dispositivo - qui gestita da Gostivari Besnik (referente per i fornitori albanesi) ed il gruppo Gargivolo, operante per la rivendita sul mercato locale".
Fondamentali per le indagini anche le intercettazioni telefoniche: "Mi stanno facendo rischiare vent'anni di carcere per questi stronzi qua! Mi hanno fermato anche i carabinieri - si sfoga al telefono uno dei corrieri della droga durante una delle missioni lungo l'autostrada A14 in direzione Pescara - meno male che ho buttato la roba. Io l'ho buttata ai fianchi dell'autostrada. Hanno spento i telefoni! Io l'ho buttata. Se la vogliono che la vengano a prendere, se no la lasciano perdere... Io sto andando avanti e indietro per l'autostrada con 10 chili in mano! Io l'avevo buttata e adesso l'ho ripresa. Ho paura che la rubano e non vorrei pagare i loro debiti!".
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