ROMA - Le forti piogge che stanno flagellando la Toscana hanno fatto una vittima. Un uomo è morto a bordo del suo furgone sulla strada provinciale 64, nel sottopasso ferroviario all'altezza di Serre di Rapolano (Siena): non è ancora chiaro se abbia sbandato a causa del maltempo oppure se l'automezzo sia stato travolto dall'acqua che ha allagato il tunnel. Il corpo è stato trovato da vigili del fuoco e carabinieri nel veicolo dopo che l'acqua è defluita. Una donna invece è stata tratta in salvo nel senese dai vigili del fuoco dopo esser stata per cinque ore aggrappata a un albero. Trascinata via dalla corrente del fiume Ombrone e del torrente Chiusella in località Cappannacce, nel comune di Rapolano Terme (Siena), la titolare di un'azienda agricola è ricoverata per accertamenti con uno stato di ipotermia. Quando è stata travolta dalla piena la donna stava cercando di portare al sicuro i suoi cinque cavalli. Intanto la protezione civile ha prolungato l'allerta meteo già in atto fino alle 12 di domani.
GUARDA IL METEO
Particolarmente critica la situazione in Toscana dove a causa delle piogge intense, in alcuni casi vere e proprie bombe d'acqua, si sono registrati allagamenti e frane in quasi tutte le province. Sono caduti trenta millimetri di pioggia in dodici ore. Le province di Lucca e Siena quelle più colpite. E' qui infatti che si sono verificati diversi smottamenti. Il torrente Turrite, segnala la Protezione civile, ha esondato. Sono in crescita gli affluenti della riva sinistra dell'Arno, l'Elsa, la Greve, il Virginio, l'Egola e la Pesa. Anche il Serchio ha esondato. Scuole chiuse a Barga, Castelnuovo, Gallicano e Molazzana. Alcune famiglie sono state evacuate dalle loro abitazioni in Val D'Arbia, in provincia di Siena. A San Giuliano Terme e Vecchiano i sindaci hanno deciso di sgomberare una ventina di famiglie che abitano in golena. Vicino Firenze alcune persone sono state portate in ospedale dopo che un fulmine ha colpito la loro abitazione.
"La Toscana - scrive il presidente della Regione Enrico Rossi - è ancora una volta piegata dal maltempo. Mi rivolgo al presidente del Consiglio Letta a cui chiedo due cose: un aiuto contenuto per far fronte alle urgenze e soprattutto, e prima di tutto, che gli investimenti per le necessarie opere per il risanamento e il riassetto idraulico e idrogeologico siano tolti da patto di stabilità. Non chiediamo soldi. La Toscana chiede semplicemente di essere lasciata libera di spendere quelli che ha, senza i vincoli imposti dall'Europa, almeno su questo punto delle alluvioni. Non si può morire affogati per Maastricht".
"Mi rivolgo - prosegue Rossi - anche al presidente Giorgio Napolitano. La Regione e gli enti locali sono in grado di affrontare e risolvere i problemi di dissesto e assetto idraulico e idrogeologico con le proprie forze, con progetti mirati, che richiedono spese e tempi contenuti, che possono ridurre notevolmente il rischio. Ma abbiamo bisogno di collocare queste spese fuori patto. Sul nostro territorio abbiamo già bloccato le costruzioni in tutte le zone ad alto rischio idraulico e abbiamo approvato una nuova legge che prevede un consumo del territorio pari a zero".
Molto colpita anche la Liguria. Un black out ha tenuto al buio Genova e il levante ligure a causa di un violento temporale. Le luci si sono spente poco dopo le 20 facendo saltare tra l'altro gli impianti dei semafori e mandando in tilt il traffico. Alcuni sottopassi si sono allagati e a causa della pioggia incidenti si sono verificati sulla A12, fortunatamente senza conseguenze per le persone.
"Intervenire sul dissesto idrogeologico - ha detto il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando - è un'emergenza nazionale". Per il ministro "è necessario un allentamento del patto di stabilità affinché i comuni e le regioni possano realizzare interventi già progettati per i quali sono già a disposizione risorse oggi bloccate da vincoli di bilancio". Inoltre, "è auspicabile - ha aggiunto - che i fondi strutturali 2014 prevedano di essere utilizzati anche per programmi di matrice ambientali con l'obiettivo di mettere in sicurezza le aree a rischio".
Per domani non sono previste perturbazioni importanti. Le nubi copriranno l'Italia da nord a sud e dei rovesci, di lieve entità, colpiranno il Nord-Est e l'Emilia Romagna. Deboli piogge anche nel nord della Toscana a ridosso degli Appennini. Inoltre a metà settimana arriveranno due perturbazioni che colpiranno soprattutto il nord e il centro nord. Ma già da giovedì il tempo si stabilizzerà con temperature in generale molto miti in tutta Italia a causa di un'anomala risalita dell'anticiclone nordafricano.
GUARDA IL METEO
Particolarmente critica la situazione in Toscana dove a causa delle piogge intense, in alcuni casi vere e proprie bombe d'acqua, si sono registrati allagamenti e frane in quasi tutte le province. Sono caduti trenta millimetri di pioggia in dodici ore. Le province di Lucca e Siena quelle più colpite. E' qui infatti che si sono verificati diversi smottamenti. Il torrente Turrite, segnala la Protezione civile, ha esondato. Sono in crescita gli affluenti della riva sinistra dell'Arno, l'Elsa, la Greve, il Virginio, l'Egola e la Pesa. Anche il Serchio ha esondato. Scuole chiuse a Barga, Castelnuovo, Gallicano e Molazzana. Alcune famiglie sono state evacuate dalle loro abitazioni in Val D'Arbia, in provincia di Siena. A San Giuliano Terme e Vecchiano i sindaci hanno deciso di sgomberare una ventina di famiglie che abitano in golena. Vicino Firenze alcune persone sono state portate in ospedale dopo che un fulmine ha colpito la loro abitazione.
"La Toscana - scrive il presidente della Regione Enrico Rossi - è ancora una volta piegata dal maltempo. Mi rivolgo al presidente del Consiglio Letta a cui chiedo due cose: un aiuto contenuto per far fronte alle urgenze e soprattutto, e prima di tutto, che gli investimenti per le necessarie opere per il risanamento e il riassetto idraulico e idrogeologico siano tolti da patto di stabilità. Non chiediamo soldi. La Toscana chiede semplicemente di essere lasciata libera di spendere quelli che ha, senza i vincoli imposti dall'Europa, almeno su questo punto delle alluvioni. Non si può morire affogati per Maastricht".
"Mi rivolgo - prosegue Rossi - anche al presidente Giorgio Napolitano. La Regione e gli enti locali sono in grado di affrontare e risolvere i problemi di dissesto e assetto idraulico e idrogeologico con le proprie forze, con progetti mirati, che richiedono spese e tempi contenuti, che possono ridurre notevolmente il rischio. Ma abbiamo bisogno di collocare queste spese fuori patto. Sul nostro territorio abbiamo già bloccato le costruzioni in tutte le zone ad alto rischio idraulico e abbiamo approvato una nuova legge che prevede un consumo del territorio pari a zero".
Molto colpita anche la Liguria. Un black out ha tenuto al buio Genova e il levante ligure a causa di un violento temporale. Le luci si sono spente poco dopo le 20 facendo saltare tra l'altro gli impianti dei semafori e mandando in tilt il traffico. Alcuni sottopassi si sono allagati e a causa della pioggia incidenti si sono verificati sulla A12, fortunatamente senza conseguenze per le persone.
"Intervenire sul dissesto idrogeologico - ha detto il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando - è un'emergenza nazionale". Per il ministro "è necessario un allentamento del patto di stabilità affinché i comuni e le regioni possano realizzare interventi già progettati per i quali sono già a disposizione risorse oggi bloccate da vincoli di bilancio". Inoltre, "è auspicabile - ha aggiunto - che i fondi strutturali 2014 prevedano di essere utilizzati anche per programmi di matrice ambientali con l'obiettivo di mettere in sicurezza le aree a rischio".
Per domani non sono previste perturbazioni importanti. Le nubi copriranno l'Italia da nord a sud e dei rovesci, di lieve entità, colpiranno il Nord-Est e l'Emilia Romagna. Deboli piogge anche nel nord della Toscana a ridosso degli Appennini. Inoltre a metà settimana arriveranno due perturbazioni che colpiranno soprattutto il nord e il centro nord. Ma già da giovedì il tempo si stabilizzerà con temperature in generale molto miti in tutta Italia a causa di un'anomala risalita dell'anticiclone nordafricano.