Cronaca

Maltempo, due vittime nelle Marche. Nubifragi e esondazioni in Abruzzo

Le vittime entrambe nel Pesarese, decine di persone evacuate, allagamenti e frane, molte strade chiuse. Problemi e disagi in varie altre regioni. Domani scuole chiuse a Pescara. Ripresi solo stasera i collegamenti marittimi con la Sardegna.

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ROMA - Pesante il bilancio dell'ondata di maltempo che sta investendo l'Italia da sabato scorso. Flagellato il versante adriatico. In queste ore le situazioni più critiche riguardano, infatti, Marche e Abruzzo: due le vittime nel pesarese, decine di persone evacuate nel Fabrianese e nel Piceno, fiumi esondati.  Molto colpite anche le province di Pescara e Teramo. Frane e smottamenti in entrambe le regioni, con numerose strade chiuse. Ora, si spera che l'attenuazione dei venti e la graduale fine delle piogge possa far rientrare quanto prima i diversi allarmati diramati dalle protezioni civili delle singole regioni. Anche se le previsioni non lasciano sperare nulla di buono.

Al momento l'allerta maggiore coinvolge proprio l'Abruzzo. In meno di 48 ore su Pescara è caduta una quantità di pioggia superiore a quella che solitamente cade in tutto il mese di novembre: 120 millimetri su una media di 80 millimetri. Per il protarsi dell'ondata di maltempo, il sindaco del capoluogo ha deciso per domani la chiusura delle scuole. Nel Teramano, invece, chiuso un tratto della strada statale del "Gran Sasso". A causa delle mareggiate, crollato uno degli storici trabocchi presenti sul tratto di costa tra San Vito e Ortona; a rischio anche quello di Punta Turchino, il cosiddetto "trabocco dannunziano", reso celebre dal poeta pescarese nel "Trionfo della morte".

E la situazione non sembra migliorare. La Protezione civile ha emesso un nuovo allarme per stanotte: dalla tarda serata dovrebbe, infatti, arrivare un altro nubifragio sulla città di Pescara. Fortemente sconsigliati gli spostamenti. L'Autostrada A14 è ancora chiusa al traffico nel tratto compreso tra Pescara nord e Giulianova (Teramo), in direzione nord, per lo smottamento di una collina al chilometro 341: l'intera carreggiata è stata invasa dal fango e dai detriti.

Nelle Marche, la regione più colpita dal maltempo, la situazione è in lento miglioramento ma resta alta l'allerta per possibili dissesti idrogeologici. Molte, infatti, le frane anche nella giornata di oggi nonostante la pioggia sia parzialmente cessata. Monitorate con particolare attenzione la zona intorno Fabriano e le province di Ascoli Piceno e Macerata. Riaperto stamattina il porto di Ancona, rimasto chiuso per tutta la giornata di ieri. In lenta normalizzazione anche i collegamenti ferroviari. Ma la situazione è in evoluzione. I vigili del fuoco hanno effettuato centinaia di interventi per liberare dall'acqua case e negozi e alla sala operativa della Protezione civile regionale continuano ad arrivare segnalazioni di danni.

Proprio nelle Marche, ieri notte, due uomini hanno perso la vita, in provincia di Pesaro Urbino. Un settantasettenne, titolare di uno scatolificio a Pesaro, è precipitato dal tetto della fabbrica mentre controllava le coperture. Nella notte, a Monte Cerignone, un uomo è stato trovato esanime accanto alla propria auto, precipitata in una pozza d'acqua: era riuscito ad abbandonare l'abitacolo, ma non c'e l'ha fatta a salvarsi. Inutili i soccorsi dei vigili del fuoco, giunti da Cattolica, e del 118. Vive per miracolo altre due persone travolte da una piena a Cagli, mentre a Roccafluvione (Ascoli Piceno) una giovane automobilista travolta da una frana è stata tratta in salvo dai vigili del fuoco.

In Umbria, sotto osservazione la piena del Tevere. Gli smottamenti stanno in queste ore creando difficoltà nei comuni di Gubbio, Costacciaro e Pietralunga. Venti le persone evacuate a Scheggia. E la Protezione civile sta valutando se organizzare degli elicotteri per recuperare alcuni anziani nei comuni isolati, per prestare loro le cure di cui hanno bisogno. Circa 200 i volontari già in azione nelle zone critiche.

Ma il maltempo, che ha sferzato quasi tutta la penisola nelle ultime 48 ore, ha provocato danni e disagi anche in varie altre regioni.

In Emilia-Romagna si contano i danni, in particolare sulla fascia costiera. La città di Rimini sta valutando se chiedere o meno lo stato di calamità naturale. Qui, una mareggiata particolarmente intensa, con onde alte oltre 3 metri a riva e 6-7 metri al largo e raffiche di vento superiori a 100 chilometri orari, ha riguardato l'arenile della città, provocando il parziale scoperchiamento della piscina comunale. Allagamenti e alberi abbattuti anche a Bellaria, Cattolica, Misano e Milano Marittima.

LE PREVISIONI METEO - IL TRAFFICO IN TEMPO REALE

Prima neve in Sardegna. Imbiancati i monti della Barbagia, all'interno dell'isola, colpita anche da pioggia e vento forte. Solo stasera, grazie all'attenuazione delle mareggiate, sono stati ripristinati i collegamenti regolari con l'isola. In alcuni casi, però, le navi hanno portato 24 ore di ritardo.
Ieri i traghetti erano rimasti fermi in quasi tutti i porti sardi.

A Trieste è tornata a soffiare la bora, con raffiche che nella notte hanno raggiunto i 125 chilometri orari. Numerosi gli interventi dei Vigili del fuoco, impegnati a rimuovere rami spezzati e controllare tetti e cornicioni danneggiati. Problemi per il vento anche in altre aree del Friuli Venezia Giulia. Nel pordenonese sono stati scoperchiate le coperture di alcuni capannoni, mentre in provincia di Gorizia sono stati segnalati diversi alberi caduti.

Migliora la situazione In Toscana. Ma si contano i danni. I problemi riguardano ora le molte zone rimaste senza elettricità a causa della caduta di alberi. Arezzo, Grosseto, Siena, Lucca e Firenze le province più colpite.

Ma le previsioni non sono certo incoraggianti. Il ciclone "Venere" non molla la presa e, nella giornata di domani, continuerà a portare condizioni di maltempo, soprattutto al Sud e sulle regioni adriatiche.
In particolare, ancora una volta Marche, Abruzzo, Molise e Puglia saranno tra le regioni più colpite, Atteso un peggioramento anche sul Salento.

E da venerdì la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Per il fine settimana sono infatti attese le prime nevicate abbondanti, in Piemonte anche a bassa quota. Mentre forti temporali potrebbero colpire la Sicilia.