Il cantiere del santuario dedicato alla mistica era sotto il controllo dei boss
Vicino Vibo Valentia, un luogo frequentato da decine di migliaia di persone che celebrano il culto di Natuzza Evolo. "Questioni di tutela ambientale": l'incredibile giustificazione di un sacerdote
di GIUSEPPE BALDESSARRO
VIBO VALENTIA - Il cemento utilizzato per la costruzione del santuario dedicato alla mistica Natuzza Evolo era fornito dal clan Mancuso. La cosca di Limbadi partecipò quindi alla costruzione del grande complesso religioso che sorge in provincia di Vibo Valentia. Ad confermarlo è stato padre Michele Cordiano - direttore della Fondazione "Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime" e confessore di Natuzza Evolo - che nel corso di un interrogatori ha ammesso di aver scelto di "assecondare il suggerimento" di un boss della 'ndrangheta Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta" allo scopo di assicurare una "tutela ambientale" sui cantieri. Il verbale raccolto dalla Guardia di Finanza di Trieste risale al marzo 2003, ma solo di recente è stato desecretato e pubblicato da il "Quotidiano della Calabria". Pagine in cui il sacerdote spiega: "Nel mese di giugno ricevevo la visita di Mancuso Pantaleo…
VIBO VALENTIA - Il cemento utilizzato per la costruzione del santuario dedicato alla mistica Natuzza Evolo era fornito dal clan Mancuso. La cosca di Limbadi partecipò quindi alla costruzione del grande complesso religioso che sorge in provincia di Vibo Valentia. Ad confermarlo è stato padre Michele Cordiano - direttore della Fondazione "Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime" e confessore di Natuzza Evolo - che nel corso di un interrogatori ha ammesso di aver scelto di "assecondare il suggerimento" di un boss della 'ndrangheta Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta" allo scopo di assicurare una "tutela ambientale" sui cantieri. Il verbale raccolto dalla Guardia di Finanza di Trieste risale al marzo 2003, ma solo di recente è stato desecretato e pubblicato da il "Quotidiano della Calabria". Pagine in cui il sacerdote spiega: "Nel mese di giugno ricevevo la visita di Mancuso Pantaleo…
di GIUSEPPE BALDESSARRO
VIBO VALENTIA - Il cemento utilizzato per la costruzione del santuario dedicato alla mistica Natuzza Evolo era fornito dal clan Mancuso. La cosca di Limbadi partecipò quindi alla costruzione del grande complesso religioso che sorge in provincia di Vibo Valentia. Ad confermarlo è stato padre Michele Cordiano - direttore della Fondazione "Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime" e confessore di Natuzza Evolo - che nel corso di un interrogatori ha ammesso di aver scelto di "assecondare il suggerimento" di un boss della 'ndrangheta Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta" allo scopo di assicurare una "tutela ambientale" sui cantieri. Il verbale raccolto dalla Guardia di Finanza di Trieste risale al marzo 2003, ma solo di recente è stato desecretato e pubblicato da il "Quotidiano della Calabria". Pagine in cui il sacerdote spiega: "Nel mese di giugno ricevevo la visita di Mancuso Pantaleone, al quale dall'aspetto attribuirei una cinquantina d'anni, per suggerirmi, qualora ci fosse stata necessità di calcestruzzo, il nominativo di tale Naso Francesco di Limbadi, da lui indicato come "Ciccio Naso". Io non avevo mai sentito parlare di tale persona, anche perché io per i lavori precedenti di poca entità mi ero rivolto ad altri fornitori". Quindi la giustificazione: "Nella scelta di assecondare il suggerimento di Mancuso Pantaleone ho inteso anche garantire quella che io consideravo una "tutela ambientale" al raggiungimento dello scopo finale nella realizzazione dell'opera e pertanto appariva superfluo un confronto con altre proposte di fornitura di calcestruzzo". Insomma il prete disse si al boss per stare tranquillo e portare l'opera a compimento senza "incidenti" di percorso. In effetti la ditta Mirarchi Antonio e fratelli, una volta vinto l'appalto, su indicazione di padre Cordiano, si rivolse alla ditta indicata da Mancuso, che fornì "tutto il calcestruzzo impiegato nella costruzione".
LE IMMAGINI
A Paravati Natuzza Evolo è stata per oltre cinquant'anni una punto di riferimento per decine di migliaia di seguaci. Ai suoi funerali nel novembre del 2009 si presentarono in 30 mila. Nata nel 1924, quando aveva dieci anni le comparvero per la prima volta le stimmate. Da allora, i "miracoli" si moltiplicarono. Natuzza era analfabeta, ma divenne il centro di un vero e proprio culto, inizialmente mal tollerato dalla Chiesa ufficiale, che poi si dovette "piegare" alla popolarità della guaritrice. Erano tante le persone si rivolgevano a lei per avere soprattutto notizie dei parenti defunti. Tra le capacità attribuite alla "mistica" c'era la bilocazione, la capacità cioè di trovarsi in due posti diversi contemporaneamente. Tra i suoi "visitatori" decine di personalità anche del mondo dello spettacolo e della politica. Molti i fedeli che elargivano donazioni che lei ha utilizzato per la realizzazione di Centro per anziani e per la costruzione del complesso religioso che diceva di avere visto in sogno.
E' anche per questo che le dichiarazioni del suo confessore hanno creato un certo imbarazzo negli ambienti religiosi. Parole che ora sono finite agli atti dell'inchiesta della Dda di Catanzaro "Black money - Overseas - Purgatorio" , chiusa il 30 ottobre scorso, nella quale sono indagati boss, picciotti e teste di legno del clan Mancuso. Un fascicolo che porta la firma del Procuratore Aggiunto Giuseppe Borrelli (i pm sono Pierpaolo Bruni e Simona Rossi) e che dimostra la caratura di "Vetrinetta" Mancuso sin dal 2002, periodo in cui il boss era indagato anche a Trieste. E proprio dal Friuli erano partiti gli ufficiali del Gico delle Fiamme gialle arrivati a Paravati, dove erano in corso i lavori di costruzione della "Villa della Gioia", l'imponente complesso architettonico di tipo religioso e assistenziale sorto sulla scorta di una visione di Natuzza Evolo.
Che i Mancuso fossero intervenuto sui cantieri del santuario ispirato dalla mistica di Paravati, era emerso già dopo la notifica dei primi provvedimenti cautelari della Dda catanzarese, risalenti allo scorso mese di marzo. A parlarne era lo stesso capomafia nel corso di una conversazione intercettata con un imprenditore. Una registrazione nella quale si chiede il suo intervento dopo un atto d'intimidazione ad una ditta che lavorava sui cantieri. Un accenno che, di fatto, trova conferma nelle parole di padre Michele Cordiano.
VIBO VALENTIA - Il cemento utilizzato per la costruzione del santuario dedicato alla mistica Natuzza Evolo era fornito dal clan Mancuso. La cosca di Limbadi partecipò quindi alla costruzione del grande complesso religioso che sorge in provincia di Vibo Valentia. Ad confermarlo è stato padre Michele Cordiano - direttore della Fondazione "Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime" e confessore di Natuzza Evolo - che nel corso di un interrogatori ha ammesso di aver scelto di "assecondare il suggerimento" di un boss della 'ndrangheta Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta" allo scopo di assicurare una "tutela ambientale" sui cantieri. Il verbale raccolto dalla Guardia di Finanza di Trieste risale al marzo 2003, ma solo di recente è stato desecretato e pubblicato da il "Quotidiano della Calabria". Pagine in cui il sacerdote spiega: "Nel mese di giugno ricevevo la visita di Mancuso Pantaleone, al quale dall'aspetto attribuirei una cinquantina d'anni, per suggerirmi, qualora ci fosse stata necessità di calcestruzzo, il nominativo di tale Naso Francesco di Limbadi, da lui indicato come "Ciccio Naso". Io non avevo mai sentito parlare di tale persona, anche perché io per i lavori precedenti di poca entità mi ero rivolto ad altri fornitori". Quindi la giustificazione: "Nella scelta di assecondare il suggerimento di Mancuso Pantaleone ho inteso anche garantire quella che io consideravo una "tutela ambientale" al raggiungimento dello scopo finale nella realizzazione dell'opera e pertanto appariva superfluo un confronto con altre proposte di fornitura di calcestruzzo". Insomma il prete disse si al boss per stare tranquillo e portare l'opera a compimento senza "incidenti" di percorso. In effetti la ditta Mirarchi Antonio e fratelli, una volta vinto l'appalto, su indicazione di padre Cordiano, si rivolse alla ditta indicata da Mancuso, che fornì "tutto il calcestruzzo impiegato nella costruzione".
LE IMMAGINI
A Paravati Natuzza Evolo è stata per oltre cinquant'anni una punto di riferimento per decine di migliaia di seguaci. Ai suoi funerali nel novembre del 2009 si presentarono in 30 mila. Nata nel 1924, quando aveva dieci anni le comparvero per la prima volta le stimmate. Da allora, i "miracoli" si moltiplicarono. Natuzza era analfabeta, ma divenne il centro di un vero e proprio culto, inizialmente mal tollerato dalla Chiesa ufficiale, che poi si dovette "piegare" alla popolarità della guaritrice. Erano tante le persone si rivolgevano a lei per avere soprattutto notizie dei parenti defunti. Tra le capacità attribuite alla "mistica" c'era la bilocazione, la capacità cioè di trovarsi in due posti diversi contemporaneamente. Tra i suoi "visitatori" decine di personalità anche del mondo dello spettacolo e della politica. Molti i fedeli che elargivano donazioni che lei ha utilizzato per la realizzazione di Centro per anziani e per la costruzione del complesso religioso che diceva di avere visto in sogno.
E' anche per questo che le dichiarazioni del suo confessore hanno creato un certo imbarazzo negli ambienti religiosi. Parole che ora sono finite agli atti dell'inchiesta della Dda di Catanzaro "Black money - Overseas - Purgatorio" , chiusa il 30 ottobre scorso, nella quale sono indagati boss, picciotti e teste di legno del clan Mancuso. Un fascicolo che porta la firma del Procuratore Aggiunto Giuseppe Borrelli (i pm sono Pierpaolo Bruni e Simona Rossi) e che dimostra la caratura di "Vetrinetta" Mancuso sin dal 2002, periodo in cui il boss era indagato anche a Trieste. E proprio dal Friuli erano partiti gli ufficiali del Gico delle Fiamme gialle arrivati a Paravati, dove erano in corso i lavori di costruzione della "Villa della Gioia", l'imponente complesso architettonico di tipo religioso e assistenziale sorto sulla scorta di una visione di Natuzza Evolo.
Che i Mancuso fossero intervenuto sui cantieri del santuario ispirato dalla mistica di Paravati, era emerso già dopo la notifica dei primi provvedimenti cautelari della Dda catanzarese, risalenti allo scorso mese di marzo. A parlarne era lo stesso capomafia nel corso di una conversazione intercettata con un imprenditore. Una registrazione nella quale si chiede il suo intervento dopo un atto d'intimidazione ad una ditta che lavorava sui cantieri. Un accenno che, di fatto, trova conferma nelle parole di padre Michele Cordiano.