Cronaca

Sciopero dei tir, il garante richiama i forconi: "Pronti a sanzioni e no a blocchi stradali"

La protesta dei forconi nel 2012 
Scatta la protesta di alcune sigle dell'autotrasporto. Si teme una situazione come quella del gennaio 2012, quando un fermo analogo mise in ginocchio i trasporti. Salvini (Lega): "E' peggio chi blocca il lavoro"
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ROMA - Dal Garante per gli scioperi arriva un altolà preventivo a eventuali abusi degli autotrasportatori nello sciopero annunciato da stasera fino a venerdì: "Qualora - spiega in una nota l'Autorità - si dovessero verificare violazioni della legge nel fermo dell'autotrasporto, confermato da alcune sigle del settore, non esiteremo ad applicare le sanzioni". E poi specifica: il fermo deve avvenire "senza blocchi stradali".

Il fermo degli autotrasportatori - dopo lo sciopero di due anni fa che ha bloccato l'Italia, nel gennaio 2012 - fa paura. Pur avendo aderito solo alcune sigle, a cui potrebbero aggiungersi anche i Cobas, sono già più di trenta i presìdi programmati dai camionisti e dal "movimento dei forconi". Il rischio principale riguarda possibili blocchi di strade e di nodi ferroviari in grado paralizzare la circolazione in diverse parti del Paese. I primi blocchi si sono avuti nella serata di domenica nel Frusinate, in particolare ai caselli autostradali di Frosinone, Ferentino, Anagni e Cassino.

In Veneto, invece sono comparsi anche nella tarda serata di domenica i primi presidi. La Polstrada del Veneto segnala almeno quattro raggruppamenti di attivisti, che stanno dispensando volantini con i motivi della protesta: uno formato da una decina di persone sta attuando un sit in all'uscita del casello di Soave (Verona) sulla A4, mentre sono una trentina gli attivisti presenti sulla statale 13 Pontebbana a Ponte della Priula (Treviso); un altro presidio è segnalato sulla A27 all'uscita di Conegliano (Treviso), mentre un gruppo di una cinquantina di persone sta volantinando nella zona industriale di Cittadella (Padova). Per ora gli attivisti dei 'forconi' non hanno causato alcun problema al traffico, e la situazione appare tranquilla.

Sono due le iniziative in corso nel Napoletano e, in entrambi i casi, non si registra al momento alcun intoppo alla circolazione stradale. Sulla strada statale 7, nei pressi di Nola - si apprende dalla Questura di Napoli - vi è stato un volantinaggio, mentre nei pressi del casello di Palma Campania dell'autostrada A30 una sessantina di manifestanti - sempre secondo fonti della polizia - ha tentato un'iniziativa di "sensibilizzazione". I manifestanti sono stati invitati a spostarsi su una strada vicina.

Ci sono anche assembramenti  di Tir a San Benedetto del Tronto e un presidio di attivisti alla stazione Ostiense di Roma con bandiere tricolori e volantini anti-casta.

In risposta al monito del Garante, è arrivata la chiara presa di posizione di Mariano Ferro, leader del movimento in Sicilia: "Non faremo blocchi, ma solo sciopero. In Sicilia non attueranno presidi stabili, ma terremo incontri pubblici e volantinaggi nelle piazze e per le strade". La prima manifestazione si terrà stasera a Siracusa. Ferro critica anche i media, che farebbbero a suo dire disinformazione: "O ci danno l'informazione a livello nazionale, per parlare con gli italiani e spiegare cosa sta accadendo, o vivremo momenti poco piacevoli nel Paese".

Lo stop annunciato partirebbe oggi alle 22 (ma l'Autorità ha detto che dovrà iniziare a mezzanotte) e andare avanti fino
venerdì 13 dicembre. Oltre al garante si è mosso anche il governo: l'esecutivo ha infatti deciso di anticipare l'autorizzazione a circolare ai tir dalle 22 alle 18 di stasera. Una scelta duramente criticata dal sindacato Trasportounito: "Da un lato ci si sforza di ribadire in ogni sede che non si tratta di un fermo nazionale dell'autotrasporto, ma lo stesso governo, che attua questa campagna di disinformazione, assume, mettendo a rischio la sicurezza di migliaia di famiglie sulle strade del rientro domenicale, una decisione senza precedenti, quella di anticipare alle 18 di stasera anzichè alle 22 l'autorizzazione ai Tir a circolare".

Ma il governo si mantiene critico verso la manifestazione. In una nota il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi ribadisce: "Sia chiaro, gli autotrasportatori che domani intenderanno scioperare non hanno tra le loro ragioni nessuna richiesta presentata al governo al ministero dei Trasporti che sia rimasta inevasa e che li giustifichi". Infatti, continua Lupi, è "stato mantenuto il recupero dell'accisa sul gasolio, è stato rifinanziato il fondo per il sostegno al settore, è stato aperto un tavolo di confronto per i problemi degli autotrasportatori delle isole".

Alcuni organizzatori della protesta prendono le distanze dagli estremisti e fanno dichiarazioni responsabili: "La nostra è una manifestazione del popolo italiano e basta - dice Danilo Calvani, leader del movimento dei Forconi e capo del Coordinamento nazionale per le manifestazioni del 9 dicembre - prendiamo categoricamente le distanze da tutti quei partiti estremisti come Forza Nuova o altri, che stanno cercando di strumentalizzarla o di appropriarsene. Al nostro coordinamento aderiscono i semplici cittadini e non importa chi abbiano votato".

Una presa di posizione, se non di appoggio almeno di vicinanza, per la protesta dei forconi arriva dal neo-segretario della Lega Nord Matteo Salvini: "Se devo scegliere se stare con chi
blocca le strade o con chi blocca il lavoro" meglio i primi. "Perché è peggio chi blocca il lavoro piuttosto di chi blocca le strade per protesta perché non ce la fa più".
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