ROMA - Più che una lettera è una "lezione di diritto mafioso". Così l'hanno ribattezzata i finanzieri del Gico che l'hanno trovata nel computer di Pasquale Capano, famoso imprenditore calabrese residente da anni all'Infernetto, a Roma, dove era solito girare con un passaporto diplomatico in tasca. Uomo vicino ai Muto, clan di Cetraro, finito in carcere qualche giorno fa per intestazione fittizia di beni (moglie e cognato sono ai domiciliari) e del cui arresto si ha notizia solo adesso. La 'ndrangheta "come scelta di vita", scrive Capano nella missiva indirizzata a un pregiudicato mafioso, "non solo un'opportunità affaristica".
E dunque, ecco alcuni passaggi di questo pseudo-trattato giuridico su diritti e doveri di chi fa parte di una 'ndrina: "La prima cosa che mi è stata spiegata nelle prime frequentazioni di alcuni ambienti è stata la differenza tra concetto di 'amicizia' e 'fratellanza'". Per il codice non scritto della 'ndrangheta, non sono la stessa cosa. "L'amicizia è frequentazione abituale, la fratellanza rappresenta un legame. È proprio su questo principio (fondamento della filosofia massonica, come annotano i militari nell'ordinanza, ndr) che è stato concepito il "rituale iniziatico" di accettazione e ingresso nella "Sacra famiglia e Onorata società", radicato nella storia antica "della nostra terra d'origine, la Calabria".
Nella follia criminale, il discorso ha pure una logica. Serve a regolare l'ingresso nell'organizzazione mafiosa. "Si entrava a far parte dell'Onorata società attraverso un atto definitivo - scrive Capano - è con un patto di sangue che si stabiliva il legame di fratellanza. Tutto questo perché era stato considerato unico vero meccanismo nel comportamento umano che evitava atti di tradimento". E ancora: "Il tempo ha dato ragione agli uomini d'onore di una volta, che consideravano l'Onorata società pari alla sacra famiglia, di conseguenza non come opportunità affaristica ma come scelta di vita che imponeva "regole" basate sul principio dell'onorabilità e della fratellanza". Essere 'ndranghetisti è una scelta non revocabile. Una delle regole è proprio il dovere del "mutuo soccorso", soprattutto nei casi di "infortuni giudiziari".
È una lettera che documenta due cose: il rudimentale "diritto mafioso" e la presenza sempre più strutturata della 'ndrangheta nella capitale. Solo due giorni fa la scoperta, nell'ambito degli arresti fatti dalla Squadra Mobile di Roma dei killer che hanno ucciso il boss Vincenzo Femia un anno fa, di un altro pezzo di carta scioccante: il giuramento d'iniziazione, premessa per l'apertura a Roma di una "locale" (una cellula base dell'organizzazione), scritto in codice, criptato.
Capano non è un imprenditore come gli altri, non è solo uno dei tanti emigrati calabresi che hanno fatto fortuna a Roma. I militari del Nucleo di polizia tributaria, guidati da Cosimo di Gesù e coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della capitale, già nello scorso marzo gli avevano sequestrato una grossa azienda agricola in Basilicata. Ne hanno poi ricostruito la rete, i legami d'affari, scoprendo che Capano, oltre ad essere vicino ai Muto, è in contatto con Enrico Terribile, conosciuto per i suoi trascorsi di usuraio, con Enrico Nicoletti, l'ex cassiere della Banda della Magliana. Non solo. È anche in affari, sempre per questioni di usura, con il clan dei Casamonica. Insomma, con tutto il milieu criminale della capitale.
E dunque, ecco alcuni passaggi di questo pseudo-trattato giuridico su diritti e doveri di chi fa parte di una 'ndrina: "La prima cosa che mi è stata spiegata nelle prime frequentazioni di alcuni ambienti è stata la differenza tra concetto di 'amicizia' e 'fratellanza'". Per il codice non scritto della 'ndrangheta, non sono la stessa cosa. "L'amicizia è frequentazione abituale, la fratellanza rappresenta un legame. È proprio su questo principio (fondamento della filosofia massonica, come annotano i militari nell'ordinanza, ndr) che è stato concepito il "rituale iniziatico" di accettazione e ingresso nella "Sacra famiglia e Onorata società", radicato nella storia antica "della nostra terra d'origine, la Calabria".
Nella follia criminale, il discorso ha pure una logica. Serve a regolare l'ingresso nell'organizzazione mafiosa. "Si entrava a far parte dell'Onorata società attraverso un atto definitivo - scrive Capano - è con un patto di sangue che si stabiliva il legame di fratellanza. Tutto questo perché era stato considerato unico vero meccanismo nel comportamento umano che evitava atti di tradimento". E ancora: "Il tempo ha dato ragione agli uomini d'onore di una volta, che consideravano l'Onorata società pari alla sacra famiglia, di conseguenza non come opportunità affaristica ma come scelta di vita che imponeva "regole" basate sul principio dell'onorabilità e della fratellanza". Essere 'ndranghetisti è una scelta non revocabile. Una delle regole è proprio il dovere del "mutuo soccorso", soprattutto nei casi di "infortuni giudiziari".
È una lettera che documenta due cose: il rudimentale "diritto mafioso" e la presenza sempre più strutturata della 'ndrangheta nella capitale. Solo due giorni fa la scoperta, nell'ambito degli arresti fatti dalla Squadra Mobile di Roma dei killer che hanno ucciso il boss Vincenzo Femia un anno fa, di un altro pezzo di carta scioccante: il giuramento d'iniziazione, premessa per l'apertura a Roma di una "locale" (una cellula base dell'organizzazione), scritto in codice, criptato.
Capano non è un imprenditore come gli altri, non è solo uno dei tanti emigrati calabresi che hanno fatto fortuna a Roma. I militari del Nucleo di polizia tributaria, guidati da Cosimo di Gesù e coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della capitale, già nello scorso marzo gli avevano sequestrato una grossa azienda agricola in Basilicata. Ne hanno poi ricostruito la rete, i legami d'affari, scoprendo che Capano, oltre ad essere vicino ai Muto, è in contatto con Enrico Terribile, conosciuto per i suoi trascorsi di usuraio, con Enrico Nicoletti, l'ex cassiere della Banda della Magliana. Non solo. È anche in affari, sempre per questioni di usura, con il clan dei Casamonica. Insomma, con tutto il milieu criminale della capitale.