VERONA - Ancora una storia di suicidio ai tempi della grande crisi. Questa volta, per fortuna, si tratta di un suicidio evitato, lieto fine, per adesso, di una vicenda dai risvolti toccanti e umanissimi. In cui chi crede, chi ha fede, può anche vedere l'intervento del divino. Perché a salvare la vita di un pizzaiolo deciso a farla finita è stato un desiderio: andare sulla tomba di sua madre per un ultimo saluto. Ma i cancelli del cimitero erano chiusi e il tempo trascorso nell'attesa che si aprissero ha dato modo ai carabinieri di giungere sul posto e fermarlo prima che attuasse i suoi tragici propositi.
Ma questo è solo l'epilogo. Le ore precedenti sono la cronaca di un incubo e di una frenetica caccia all'uomo. L'incubo della moglie, destinataria del biglietto in cui il pizzaiolo, prima di allontanarsi da casa, annunciava le sue intenzioni, ma ribadiva anche il suo amore e la vergogna per lo stillicio quotidiano di un'attività finita a rotoli. Con il fastidio crescente di doverti guardare allo specchio.
Dopo aver scritto il biglietto, l'uomo si è allontanato in auto. Altro dettaglio che potrebbe dire tanto del suo tumulto interiore: pur sapendo di essere in procinto di chiudere personalmente i conti con la vita, il professionista porta con sé il suo cane. Probabilmente, per avere accanto il conforto di un amico sicuro e silenzioso, che ti segue sempre e comunque senza protestare, senza provare a convincerti che stai sbagliando.
Nel frattempo, la donna legge il biglietto. Conosce bene il suo uomo, capisce che è tutto vero, che non è un colpo di teatro, non è una sceneggiata messa in atto per impietosire, fare la vittima. Soprattutto, quel biglietto non è stato scritto per porre sulle proprie tracce chi di dovere. E' un vero addio.
Atterrita, la signora chiama i carabinieri. Scatta la caccia all'uomo. La tecnologia accorre in aiuto. Il cellulare del pizzaiolo viene tracciato. E' a Verona, la città che da sempre incarna l'abbraccio tra amore e morte. Le forze dell'ordine perlustrano e presidiano le rive dell'Adige e degli altri canali che attraversano il ventre scaligero. Due ore dopo l'allarme, i carabinieri arrivano al cimitero monumentale.
I cancelli sono chiusi. Fuori, un'auto parcheggiata. Dentro, l'uomo. Sta dormendo. Il suo cane non c'è: dopo aver girovagato in sua compagnia, lo ha affidato a un canile. I militari dell'Arma identificano il pizzaiolo, poi lo confortano e tranquillizzano, raccogliendo il suo racconto. Era lì per l'ultimo saluto a sua madre. Gesto su cui riflettere. Se solo avesse pensato di rimandare all'aldilà quell'abbraccio, quel pizzaiolo probabilmente oggi sarebbe l'ultimo arrivato nella lunga lista di chi alla crisi ha risposto con l'autodistruzione.
Sarebbe solo un numero all'interno di un conteggio freddo e disumano. Nel 2013 sono state complessivamente 149 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni economiche rispetto agli 89 casi registrati l'anno precedente. Un suicidio ogni due giorni e mezzo, secondo i dati resi noti da Link Lab, laboratorio di ricerca socio-economica dell'Università degli studi Link Campus University di Roma.
Il 40% dei suicidi registrati nel 2013 è avvenuto nell'ultimo quadrimestre. Dopo i mesi estivi, il numero dei suicidi è tornato a salire a settembre, con 13 casi registrati, a ottobre (16), a novembre (12) e nell'ultimo mese dell'anno in cui le vittime sono state 18.
Circa un suicida su due (45,6%) è imprenditore (68 i casi nel 2013) ma rispetto al 2012 è raddoppiato il numero dei disoccupati suicidi (58), così come sono quasi triplicati, rispetto al 2012, coloro i quali, seppur in possesso di una occupazione, si sono tolti la vita perché assediati dai debiti, molto spesso a causa di stipendi non percepiti (19 i casi nel 2013).
Ma questo è solo l'epilogo. Le ore precedenti sono la cronaca di un incubo e di una frenetica caccia all'uomo. L'incubo della moglie, destinataria del biglietto in cui il pizzaiolo, prima di allontanarsi da casa, annunciava le sue intenzioni, ma ribadiva anche il suo amore e la vergogna per lo stillicio quotidiano di un'attività finita a rotoli. Con il fastidio crescente di doverti guardare allo specchio.
Dopo aver scritto il biglietto, l'uomo si è allontanato in auto. Altro dettaglio che potrebbe dire tanto del suo tumulto interiore: pur sapendo di essere in procinto di chiudere personalmente i conti con la vita, il professionista porta con sé il suo cane. Probabilmente, per avere accanto il conforto di un amico sicuro e silenzioso, che ti segue sempre e comunque senza protestare, senza provare a convincerti che stai sbagliando.
Nel frattempo, la donna legge il biglietto. Conosce bene il suo uomo, capisce che è tutto vero, che non è un colpo di teatro, non è una sceneggiata messa in atto per impietosire, fare la vittima. Soprattutto, quel biglietto non è stato scritto per porre sulle proprie tracce chi di dovere. E' un vero addio.
Atterrita, la signora chiama i carabinieri. Scatta la caccia all'uomo. La tecnologia accorre in aiuto. Il cellulare del pizzaiolo viene tracciato. E' a Verona, la città che da sempre incarna l'abbraccio tra amore e morte. Le forze dell'ordine perlustrano e presidiano le rive dell'Adige e degli altri canali che attraversano il ventre scaligero. Due ore dopo l'allarme, i carabinieri arrivano al cimitero monumentale.
I cancelli sono chiusi. Fuori, un'auto parcheggiata. Dentro, l'uomo. Sta dormendo. Il suo cane non c'è: dopo aver girovagato in sua compagnia, lo ha affidato a un canile. I militari dell'Arma identificano il pizzaiolo, poi lo confortano e tranquillizzano, raccogliendo il suo racconto. Era lì per l'ultimo saluto a sua madre. Gesto su cui riflettere. Se solo avesse pensato di rimandare all'aldilà quell'abbraccio, quel pizzaiolo probabilmente oggi sarebbe l'ultimo arrivato nella lunga lista di chi alla crisi ha risposto con l'autodistruzione.
Sarebbe solo un numero all'interno di un conteggio freddo e disumano. Nel 2013 sono state complessivamente 149 le persone che si sono tolte la vita per motivazioni economiche rispetto agli 89 casi registrati l'anno precedente. Un suicidio ogni due giorni e mezzo, secondo i dati resi noti da Link Lab, laboratorio di ricerca socio-economica dell'Università degli studi Link Campus University di Roma.
Il 40% dei suicidi registrati nel 2013 è avvenuto nell'ultimo quadrimestre. Dopo i mesi estivi, il numero dei suicidi è tornato a salire a settembre, con 13 casi registrati, a ottobre (16), a novembre (12) e nell'ultimo mese dell'anno in cui le vittime sono state 18.
Circa un suicida su due (45,6%) è imprenditore (68 i casi nel 2013) ma rispetto al 2012 è raddoppiato il numero dei disoccupati suicidi (58), così come sono quasi triplicati, rispetto al 2012, coloro i quali, seppur in possesso di una occupazione, si sono tolti la vita perché assediati dai debiti, molto spesso a causa di stipendi non percepiti (19 i casi nel 2013).