ROMA - Tre donne uccise dai loro compagni o dagli ex in 48 ore. Tre delitti che in coincidenza con l'8 marzo confermano come la violenza sulle donne sia ormai una piaga diffusa in tutti gli strati sociali e culturali. I numeri forniti dal Viminale parlano chiaro: gli omicidi in generale sono in calo, quelli in cui la vittima è donna aumentano. L'anno scorso sono stati 177, quasi uno ogni tre giorni, contro i 159 del 2012. E se i primi due mesi del 2014 sembravano segnare un'inversione di tendenza, a marzo sono state uccise già sei donne. Le ultime tre, come detto, fra giovedì e sabato.
Picchiata e buttata giù dalle scale. La prima vittima di questi giorni è Silvana Spaziali, 46 anni, assassinata giovedì sera dal marito, Sebastiano Fedele, un operaio quarantaquattrenne che era già stato condannato per maltrattamenti, a Giglio di Veroli, in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, dopo averla picchiata con un'asta di metallo l'ha spinta giù dalle ripide scale della loro modesta abitazione. Quindi l'ha riportata al primo piano, l'ha adagiata nel letto e si è messo a dormire, senza chiamare i soccorsi. Quando si è svegliato, dopo qualche ora, la moglie era morta. A quel punto Fedele ha chiamato un suo amico (sarà lui, poco dopo, ad avvertire i carabinieri) che gestisce un'agenzia di pompe funebri. Per simulare, sostengono gli inquirenti, un incidente domestico. Ma ai militari è bastato poco per capire che si trattava di altro. Hanno trovato tracce di sangue su una barra di metallo. Altro sangue era nel letto e dietro i cuscini. Inoltre le lesioni riportate dalla donna non erano compatibili con una semplice caduta. Messo alle strette, dopo tre ore di interrogatorio Fedele ha confessato. La coppia aveva problemi economici e da tempo il rapporto era diventato molto teso. Le cose erano peggiorate dopo la morte dell'unico figlio, nel 2005 per una grave malattia genetica, a soli quattordici anni. Continue liti che sfociavano anche in maltrattamenti. Per questo Silvana Spaziali aveva già denunciato tre volte il marito pur decidendo poi di restare a vivere con lui. Fedele era stato condannato in primo grado a quattro anni di carcere, pena sospesa in attesa dell'appello.
Accoltellata nel bar. Assunta Sicignano è stata uccisa dall'uomo che aveva lasciato nel bar che gestivano insieme a Vigevano. Lei, 43 anni, si era trasferita da qualche giorno a casa di un'amica insieme alle figlie di 19 e 16 anni. Lui, Francesco Albano, 71 anni, non aveva accettato la scelta della compagna di una vita. E ieri mattina, quando davanti al bar ha visto l'auto del trentottenne che l'aveva sostituito nel cuore di Assunta, è entrato nel locale, dove la donna era sola, e l'ha accoltellata più volte dietro al bancone. Poi ha sistemato due sedie coperte da una tovaglia in modo che non si riuscisse a vedere l'interno e sulla porta ha attaccato un cartello con scritto a penna "Torno subito". E' uscito, con i vestiti macchiati di sangue e strappati e si è allontanato in macchina. I carabinieri lo hanno fermato quando era vicino alla caserma dove probabilmente stava andando per costituirsi, avvisati dai commercianti vicini che qualcosa non andava.
Assassinata nella stanza di un affittacamere. La terza vittima è Ofelia Bontoiu, badante romena di 28 anni, accoltellata alla gola dal fidanzato, un connazionale ventottenne, in una stanza di un affittacamere a Gualdo Tadino. L'uomo ha poi tentato di uccidersi con la stessa arma: è in prognosi riservata, non rischia la vita. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, lui era andato a lavorare come muratore in Inghilterra ed era tornato per qualche giorno. Alloggiava in quella stanza dove ieri pomeriggio ha incontrato Ofelia. Voleva convincerla a seguirlo in Gran Bretagna. Al rifiuto di lei, deve essere scoppiata l'ennesima lite, sfociata in tragedia.
Picchiata e buttata giù dalle scale. La prima vittima di questi giorni è Silvana Spaziali, 46 anni, assassinata giovedì sera dal marito, Sebastiano Fedele, un operaio quarantaquattrenne che era già stato condannato per maltrattamenti, a Giglio di Veroli, in provincia di Frosinone. L'uomo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, dopo averla picchiata con un'asta di metallo l'ha spinta giù dalle ripide scale della loro modesta abitazione. Quindi l'ha riportata al primo piano, l'ha adagiata nel letto e si è messo a dormire, senza chiamare i soccorsi. Quando si è svegliato, dopo qualche ora, la moglie era morta. A quel punto Fedele ha chiamato un suo amico (sarà lui, poco dopo, ad avvertire i carabinieri) che gestisce un'agenzia di pompe funebri. Per simulare, sostengono gli inquirenti, un incidente domestico. Ma ai militari è bastato poco per capire che si trattava di altro. Hanno trovato tracce di sangue su una barra di metallo. Altro sangue era nel letto e dietro i cuscini. Inoltre le lesioni riportate dalla donna non erano compatibili con una semplice caduta. Messo alle strette, dopo tre ore di interrogatorio Fedele ha confessato. La coppia aveva problemi economici e da tempo il rapporto era diventato molto teso. Le cose erano peggiorate dopo la morte dell'unico figlio, nel 2005 per una grave malattia genetica, a soli quattordici anni. Continue liti che sfociavano anche in maltrattamenti. Per questo Silvana Spaziali aveva già denunciato tre volte il marito pur decidendo poi di restare a vivere con lui. Fedele era stato condannato in primo grado a quattro anni di carcere, pena sospesa in attesa dell'appello.
Accoltellata nel bar. Assunta Sicignano è stata uccisa dall'uomo che aveva lasciato nel bar che gestivano insieme a Vigevano. Lei, 43 anni, si era trasferita da qualche giorno a casa di un'amica insieme alle figlie di 19 e 16 anni. Lui, Francesco Albano, 71 anni, non aveva accettato la scelta della compagna di una vita. E ieri mattina, quando davanti al bar ha visto l'auto del trentottenne che l'aveva sostituito nel cuore di Assunta, è entrato nel locale, dove la donna era sola, e l'ha accoltellata più volte dietro al bancone. Poi ha sistemato due sedie coperte da una tovaglia in modo che non si riuscisse a vedere l'interno e sulla porta ha attaccato un cartello con scritto a penna "Torno subito". E' uscito, con i vestiti macchiati di sangue e strappati e si è allontanato in macchina. I carabinieri lo hanno fermato quando era vicino alla caserma dove probabilmente stava andando per costituirsi, avvisati dai commercianti vicini che qualcosa non andava.
Assassinata nella stanza di un affittacamere. La terza vittima è Ofelia Bontoiu, badante romena di 28 anni, accoltellata alla gola dal fidanzato, un connazionale ventottenne, in una stanza di un affittacamere a Gualdo Tadino. L'uomo ha poi tentato di uccidersi con la stessa arma: è in prognosi riservata, non rischia la vita. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, lui era andato a lavorare come muratore in Inghilterra ed era tornato per qualche giorno. Alloggiava in quella stanza dove ieri pomeriggio ha incontrato Ofelia. Voleva convincerla a seguirlo in Gran Bretagna. Al rifiuto di lei, deve essere scoppiata l'ennesima lite, sfociata in tragedia.