ROMA - E' il grande blocco. Dei trasporti pubblici e delle città. Bus, tram, metro si fermano per 24 ore in tutta Italia: i principali sindacati - Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl e Faisa Cisal - protestano per il contratto di lavoro scaduto ormai da sette anni. Garantite le fasce di garanzia. Ma dai principali centri della penisola arriva un bollettino di disagi e proteste, fortunatamente mitigati dalle buone condizioni meteo.
Traffico paralizzato. A Roma - dove è previsto anche il blocco della circolazione dei veicoli più inquinanti, dalle 7.30 alle 20.30 all'interno della fascia verde, a causa degli elevati livelli di smog nell'aria - è ferma una linea del metrò mentre sull'altra sono attive pochissime corse, ma le scale mobili sono state fermate per mancanza di personale. Chiusa anche la ferrovia Roma-Viterbo, la Roma-Lido, Termini-Giardinetti attiva con riduzioni di corse. Problemi anche a Milano, dove sono chiuse le quattro linee della metropolitana: ingorghi di auto si sono formati soprattutto sulle arterie della circonvallazione esterna e interna, con traffico più intenso della norma ma senza "paralisi" della circolazione.
Forti disagi anche nelle altre città, da Torino a Bari, da Genova a Bologna, da Firenze, a Napoli.
Nel capoluogo ligure l'adesione allo sciopero è più bassa del solito perché gli autoferrotranvieri stanno ancora pagando le multe per la protesta selvaggia di novembre. Quindi i disagi sono limitati e la metropolitana funziona.
Difficoltà a Venezia e in tutta la laguna dove il trasporto su gomma è fermo quasi al 90% e al 60% per quanto riguarda i vaporetti nonostante i collegamenti garantiti con le principali isole.
Versioni discordanti sull'adesione. Come sempre in questi casi, sindacati e aziende forniscono dati contrastanti sull'adesione allo sciopero. Secondo la Filt Cgil, in alcune aree si è fermato nei depositi fino al 95% dei mezzi. A Roma l'Atac sostiene che l'adesione del personale è stata del 45%. Secondo la Filt, a Milano non circola circa il 50% dei bus, mentre l'Atm riferisce di "riduzioni del servizio". A Torino, l'adesione - stando a Gtt - è del 62%; secondo la Filt si è fermato il 65% dei bus. A Genova stop al 70% del servizio in città ed al 90% dei servizi extraurbani. A Venezia, per Actv, l'desione è quasi del 90% in terraferma e al 60% in laguna; il sindacato riferisce del 70% di vaporetti bloccati e dell'87% dei bus a Mestre. A Bologna adesioni del 90% nella circolazione dei bus. A Firenze stop a circa il 50% dei servizi urbani. A Napoli sono fermi tutti collegamenti ferroviari cittadini, le funicolari e circa l'85% dei bus. A Bari fermi il 95% dei mezzi. Pochi disagi invece a Cagliari: secondo dati provvisori comunicati da Ctm, l'adesione nella tarda mattinata è del 31%.
Per la Filt, l'alta adesione "manda un segnale forte e chiaro affinché la ripresa del confronto proposta dal governo in occasione dell'ultimo incontro al ministero dei Trasporti rappresenti davvero l'occasione per vincere l'atteggiamento datoriale e il disinteresse delle Regioni per chiudere finalmente la vertenza contrattuale". Per Marcello Panettoni e Nicola Biscotti, presidenti delle associazioni datoriali del trasporto pubblico locale, Asstra e Anav, lo sciopero "è una manovra inutile per la categoria dei lavoratori coinvolti e un danno insopportabile per i cittadini, ancora una volta ostaggi inermi di un rituale sindacale datato e sconnesso dalla realtà del paese". Accuse respinte al mittente dal segretario generale della Fit-Cisl Giovanni Luciano, secondo cui le due associazioni restano "chiuse in una comoda posizione di irresponsabilità", "perché lo sciopero loro non lo pagano".
Traffico paralizzato. A Roma - dove è previsto anche il blocco della circolazione dei veicoli più inquinanti, dalle 7.30 alle 20.30 all'interno della fascia verde, a causa degli elevati livelli di smog nell'aria - è ferma una linea del metrò mentre sull'altra sono attive pochissime corse, ma le scale mobili sono state fermate per mancanza di personale. Chiusa anche la ferrovia Roma-Viterbo, la Roma-Lido, Termini-Giardinetti attiva con riduzioni di corse. Problemi anche a Milano, dove sono chiuse le quattro linee della metropolitana: ingorghi di auto si sono formati soprattutto sulle arterie della circonvallazione esterna e interna, con traffico più intenso della norma ma senza "paralisi" della circolazione.
Forti disagi anche nelle altre città, da Torino a Bari, da Genova a Bologna, da Firenze, a Napoli.
Nel capoluogo ligure l'adesione allo sciopero è più bassa del solito perché gli autoferrotranvieri stanno ancora pagando le multe per la protesta selvaggia di novembre. Quindi i disagi sono limitati e la metropolitana funziona.
Difficoltà a Venezia e in tutta la laguna dove il trasporto su gomma è fermo quasi al 90% e al 60% per quanto riguarda i vaporetti nonostante i collegamenti garantiti con le principali isole.
Versioni discordanti sull'adesione. Come sempre in questi casi, sindacati e aziende forniscono dati contrastanti sull'adesione allo sciopero. Secondo la Filt Cgil, in alcune aree si è fermato nei depositi fino al 95% dei mezzi. A Roma l'Atac sostiene che l'adesione del personale è stata del 45%. Secondo la Filt, a Milano non circola circa il 50% dei bus, mentre l'Atm riferisce di "riduzioni del servizio". A Torino, l'adesione - stando a Gtt - è del 62%; secondo la Filt si è fermato il 65% dei bus. A Genova stop al 70% del servizio in città ed al 90% dei servizi extraurbani. A Venezia, per Actv, l'desione è quasi del 90% in terraferma e al 60% in laguna; il sindacato riferisce del 70% di vaporetti bloccati e dell'87% dei bus a Mestre. A Bologna adesioni del 90% nella circolazione dei bus. A Firenze stop a circa il 50% dei servizi urbani. A Napoli sono fermi tutti collegamenti ferroviari cittadini, le funicolari e circa l'85% dei bus. A Bari fermi il 95% dei mezzi. Pochi disagi invece a Cagliari: secondo dati provvisori comunicati da Ctm, l'adesione nella tarda mattinata è del 31%.
Per la Filt, l'alta adesione "manda un segnale forte e chiaro affinché la ripresa del confronto proposta dal governo in occasione dell'ultimo incontro al ministero dei Trasporti rappresenti davvero l'occasione per vincere l'atteggiamento datoriale e il disinteresse delle Regioni per chiudere finalmente la vertenza contrattuale". Per Marcello Panettoni e Nicola Biscotti, presidenti delle associazioni datoriali del trasporto pubblico locale, Asstra e Anav, lo sciopero "è una manovra inutile per la categoria dei lavoratori coinvolti e un danno insopportabile per i cittadini, ancora una volta ostaggi inermi di un rituale sindacale datato e sconnesso dalla realtà del paese". Accuse respinte al mittente dal segretario generale della Fit-Cisl Giovanni Luciano, secondo cui le due associazioni restano "chiuse in una comoda posizione di irresponsabilità", "perché lo sciopero loro non lo pagano".