Cronaca

Trenitalia: "Per ora nessuna cancellazione di Intercity". Ma lo Stato dovrà farsi carico dei costi

Dopo le proteste dei consumatori, la società precisa: "Prima di intraprendere nuove iniziative, attenderemo gli esiti delle analisi del Ministero dei trasporti per valutare eventuali azioni conseguenti"

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ROMA - Ieri l'ira dei consumatori alla notizia, data alla Camera dal sottosegretario ai Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, della intenzione di Trenitalia di sospendere dal "servizio in regime di mercato" dieci treni Intercity, motivata da una gestione pesantemente antieconomica, accompagnata dalla "disponibilità e l'impegno a mantenere i suddetti Intercity a mercato almeno fino al mese di giugno, cioè fino al nuovo orario estivo".

Trenitalia oggi ha voluto precisare la propria posizione, spiegando che "per nessuno dei 10 InterCity 'a mercato', oggetto di un'interrogazione parlamentare, è stata programmata la cancellazione al cambio orario di giugno". Il che non vuol dire che quei treni resteranno, ma che ogni decisione è sospesa: "Prima di intraprendere nuove iniziative in ordine ai suddetti treni - spiega Trenitalia - si attenderà l'esito delle analisi del ministero delle Infrastrutture per valutare, successivamente, assieme alle Regioni interessate, le eventuali azioni conseguenti".

Alla luce della nota, le "azioni conseguenti" appaiono però intuibili: quei dieci Intercity continueranno a viaggiare soltanto se lo Stato li comprenderà nel contratto di "servizio universale" con le Fs, quello per il quale lo Stato pareggia il disavanzo tra costi di gestione e incassi da biglietti e abbonamenti, gli unici, questi ultimi, che derivano dai treni coperti dal "servizio in regime di mercato".

"Questi treni - spiegavano ieri dalle Ferrovie a Repubblica.it - sopravvivono solo con l'incasso di biglietti e abbonamenti e ogni anno registrano perdite pari a 30 milioni di euro. I costi superano i ricavi e per noi questa situazione è insostenibile. Per questo abbiamo comunicato al ministero dei Trasporti la sospensione del servizio in regime di mercato".

La situazione costi è ribadita anche oggi: "A differenza di tutti gli altri treni InterCity che rientrano nel Contratto di Servizio con lo Stato, per i quali la differenza tra costi di esercizio e ricavi da biglietti e abbonamenti è compensata da un apposito corrispettivo, - spiega ancora Trenitalia nel comunicato - i 10 InterCity in questione sono invece effettuati a mercato a totale carico di Trenitalia, che per questi treni ha registrato nel 2013 perdite per quasi 30 milioni di euro l'anno".

Per trasformare il contratto relativo ai dieci Intercity da "servizio in regime di mercato" a "servizio universale", il Ministero dei Trasporti dovrà valutare la loro valenza sociale. Quei treni effettuano servizio in nove regioni italiane: Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Umbria e Campania. E offrono ai consumatori, soprattutto ai pendolari, una alternativa più economica rispetto alle "Frecce", più veloce rispetto ai Regionali. Nella sua valutazione, il governo dovrà considerare anche le conseguenze per i viaggiatori, soprattutto dopo le proteste delle associazioni dei consumatori.

Il Codacons, che ieri era insorto sia contro le Ferrovie che contro il sottosegretario De Caro, esulta dopo la marcia indietro di Trenitalia e precisa: "Qualora il tavolo tra il ministro dei Trasporti e Trenitalia dovesse portare alla soppressione di uno o più intercity, il Codacons presenterà una raffica di denunce alle Procure della Repubblica delle città interessate contro la società ferroviaria e i responsabili del governo, per i reati di interruzione di pubblico servizio e truffa, considerato che la cancellazione di treni più lenti in favore di treni più veloci e assai più costosi, costituisce un artificioso aumento delle tariffe ferroviarie a danno dei cittadini".

Nel pomeriggio arriva una nota del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi che ribadisce: "Non è prevista nessuna sospensione di treni Intercity a giugno. Ho già convocato una riunione  con Trenitalia per la prossima settimana. La frequenza dei treni non verrà toccata finchè il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non completerà, sentite in merito le Regioni, lo studio sul contratto di servizio con Trenitalia".