Cronaca

Lorenzin: "Serve una legge per evitare il caos"

Il ministro alla Sanità: "La decisione della Corte va rispettata, tocca a noi attuarla. Ma adesso dobbiamo rilanciare le strutture pubbliche"

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ROMA. La notizia della bocciatura del divieto alla fecondazione eterologa arriva al ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin mentre sono in corso gli "Stati generali della salute", maxi convegno dedicato al futuro del settore, alla ricerca, alla prevenzione e a come migliorare i servizi tenendo sotto controllo i costi. La sentenze spinge il ministro a ipotizzare un intervento più profondo: "Rivedremo tutto il settore". L'idea è di rilanciare il settore pubblico perché in certe aree del Paese strutture private e convenzionate sono quasi monopoliste, talvolta con scarsi risultati, come dimostra anche il gran numero di coppie che si spostano per fare la fecondazione.

Ministro, cosa pensa della decisione della Consulta?
"Non voglio dare un giudizio di merito, devo leggere le motivazioni. Coincidenza vuole che me l'abbiano comunicata mentre parlavamo di medicina dedicata alle donne. Comunque le sentenze si applicano. Ci tengo a dire che su questi temi bisogna essere molto equilibrati anche nel linguaggio, perché tutte le persone che fanno ricorso alla procreazione vivono grandi sofferenze".

Cosa succederà adesso?
"Ho parlato brevemente con gli uffici e ci sono varie questioni in campo. Amministrative e giuridiche. Altre invece hanno risvolti politici. Ora che la legge 40 è stata smantellata a colpi di sentenze è necessario riaffrontare il tema della pma in modo organico, con calma e serenità".

In che senso?
"Intanto adesso dobbiamo capire se toccherà al Parlamento, come credo, occuparsi di aspetti come l'eventuale anonimato di chi cede i gameti. Come ci comporteremo con i figli dell'eterologa? In certi Paesi spediscono una lettera a casa il giorno del diciottesimo compleanno per comunicare l'identità del padre, ad esempio. Poi c'è da risolvere il problema dei fratelli naturali. Ci vorrà una norma, non credo che bastino i decreti. Non siamo nel tipico caso in cui togli una legge e torna tutto come prima, perché prima non c'erano leggi".

E gli aspetti amministrativi?
"Di quelli si occuperà il ministero, faremo la nostra parte. Va affrontato per esempio il tema delle analisi, bisogna dare disposizione per assicurarle al donatore, visto che dovrà fare tutti i controlli sul suo stato di salute. Va regolata poi la questione delle banche del seme e degli ovociti e ribadita la gratuità della donazione, già prevista per sangue e organi".

Eterologa a parte, come interverrete nel settore della fecondazione assistita?
"Dobbiamo tenere conto che l'ultima decisione della Consulta riguarda una minima parte di persone. La grande maggioranza dei trattamenti di non prevede il coinvolgimento di terzi. Io voglio rendere la procreazione più efficace, sicura e trasparente di adesso. Deve essere possibile farla in centri pubblici in sicurezza, anche per le donne che affrontano le cure ormonali. Per come è organizzato adesso il sistema, ci sono aree del territorio dove il pubblico non esiste".