ROMA - È stato trovato ed è in discrete condizioni di salute Giuseppe, il bambino di 8 anni scomparso ieri pomeriggio durante una gita con la parrocchia all'Eremo dei Romiti. Il bambino non si stacca dall'abbraccio del papà ed è stato trasportato in ospedale per un controllo.
Quando è sceso dalla macchina dei soccorritori, Giuseppe è stato accolto da un lungo applauso. Il piccolo, racconta Gian Mario Meneghin, capo del soccorso alpino del Centro Cadore, non ha versato una lacrima, ma è apparso visibilmente frastornato. "Guardava quasi stranito tutta la gente, centinaia di persone, che lo aspettava a Domegge, nel punto di raccolta dei soccorsi - dice - . Sicuramente frastornato dagli applausi, dal rumore degli elicotteri e dall'abbaio dei cani che lo stavano cercando da ieri".
Il piccolo ha trascorso la notte al freddo e, camminando ha raggiunto la strada. "Il bambino - racconta Mirko Zago, uno dei vigili del fuoco che ha partecipato alle ricerche dalla notte scorsa - è stato ritrovato lungo la strada che porta a Lorenzago, la stessa che era stata perlustrata minuziosamente già ieri. Evidentemente - prosegue - si trovava ad una altezza superiore ed è riuscito a scendere da solo sino a raggiungere la strada, capendo che era il modo migliore per farsi raggiungere".
All'alba nuove squadre si sono aggiunte alle ricerche iniziate ieri e alle 6 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una prima ricognizione dall'alto, seguito dall'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, e da quello dei vigili del fuoco. L'area attorno all'Eremo, fino al lago del Centro Cadore, era stata suddivisa in 26 zone, ognuna affidata a una squadra.
Nelle ricerche sono state impegnate oltre cento persone tra personale e volontari del soccorso alpino, vigili del fuoco, carabinieri, forestale e guardia di finanza. Per le ricerche sono stati utilizzati anche cani addestrati.
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Il bimbo era stato visto l' ultima volta attorno alle 17:30 di ieri da una bambina che si trovava con la nonna in un punto intermedio del sentiero per il rientro.
Quando è sceso dalla macchina dei soccorritori, Giuseppe è stato accolto da un lungo applauso. Il piccolo, racconta Gian Mario Meneghin, capo del soccorso alpino del Centro Cadore, non ha versato una lacrima, ma è apparso visibilmente frastornato. "Guardava quasi stranito tutta la gente, centinaia di persone, che lo aspettava a Domegge, nel punto di raccolta dei soccorsi - dice - . Sicuramente frastornato dagli applausi, dal rumore degli elicotteri e dall'abbaio dei cani che lo stavano cercando da ieri".
Il piccolo ha trascorso la notte al freddo e, camminando ha raggiunto la strada. "Il bambino - racconta Mirko Zago, uno dei vigili del fuoco che ha partecipato alle ricerche dalla notte scorsa - è stato ritrovato lungo la strada che porta a Lorenzago, la stessa che era stata perlustrata minuziosamente già ieri. Evidentemente - prosegue - si trovava ad una altezza superiore ed è riuscito a scendere da solo sino a raggiungere la strada, capendo che era il modo migliore per farsi raggiungere".
All'alba nuove squadre si sono aggiunte alle ricerche iniziate ieri e alle 6 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una prima ricognizione dall'alto, seguito dall'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, e da quello dei vigili del fuoco. L'area attorno all'Eremo, fino al lago del Centro Cadore, era stata suddivisa in 26 zone, ognuna affidata a una squadra.
Nelle ricerche sono state impegnate oltre cento persone tra personale e volontari del soccorso alpino, vigili del fuoco, carabinieri, forestale e guardia di finanza. Per le ricerche sono stati utilizzati anche cani addestrati.
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Il bimbo era stato visto l' ultima volta attorno alle 17:30 di ieri da una bambina che si trovava con la nonna in un punto intermedio del sentiero per il rientro.