Cronaca

Alfano: "Nessuna trattativa con gli ultrà. Ps ha bloccato reazione dei tifosi del Napoli"

Audizione alla Camera sulle violenze che hanno preceduto la finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma. "La partita si sarebbe giocata. Hamsik sotto la curva, decisione del Napoli per calmare gli animi". "Su De Santis nuovi rilievi, ma tutti gli elementi indicano sue responsabilità". Conclusioni diverse da parte del giudice sportivo

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ROMA - Il ministro dell'Interno Angelino Alfano parla in audizione alla Camera degli scontri che hanno preceduto la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina sabato scorso, con il ferimento a colpi di arma da fuoco del tifoso napoletano Ciro Esposito. E conferma quanto sin qui ribadito dai vertici della polizia di Roma: "Non c'è stata alcuna trattativa con gli ultras".

Le forze di polizia, ha spiegato il ministro Alfano alla Camera, "hanno dovuto sedare la reazione dei supporter partenopei, convinti che responsabili del ferimento di Ciro Esposito fossero state le forze dell'ordine. A fatica è stata riportata la calma". Ma "è infondato - sottolinea - che il dispositivo di sicurezza abbia avuto lacune con l'impegno di 1486 uomini delle forze dell'ordine, a cui va aggiunto il consistente numero di steward, 920, utilizzati" nel prefiltraggio e nel controllo biglietti.

"L'impegno delle forze di polizia è stato elevatissimo e va elogiato senza riserva - ha aggiunto il ministro -. Grazie alle persone che in strada e dentro lo stadio hanno onorato la divisa". Piuttosto, ha aggiunto Alfano, "sono rimasto indignato per i tentativi di strumentalizzazione dei fatti accaduti, la cui gravità non è stata mai e non potrà essere mai minimizzata".

Alfano ha confermato la gravità delle condizioni in cui versa Ciro Esposito: "E' stato trasferito al Gemelli in prognosi riservata, in terapia intensiva e le condizioni restano delicatissime. E' stato sottoposto a nuovo intervento chirurgico per sopravvenute complicazioni".
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Quanto al presunto sparatore, "si stanno svolgendo approfondimenti che chiariranno se De Santis abbia agito da solo", ha aggiunto Alfano. In particolare, sono in corso "ulteriori rilievi per l'uso dell'arma da fuoco a seguito del risultato non dirimente della prova stub. A questo riguardo si sta valutando anche l'incidenza sull'esito di tale prova della probabile fabbricazione artigianale dei proiettili. Altre verifiche serviranno poi a chiarire se, come sembra, siano intervenute terze persone nel posizionamento dell'arma".

"Comunque De Santis - ha aggiunto - risulta da qualche tempo lontano dalla tifoseria attiva e non è inibito da provvedimenti restrittivi" ma nei suoi confronti "sono comunque emersi evidenti elementi di responsabilità per il ferimento dei tre supporter napoletani". Elementi di responsabilità che, ha aggiunto il ministro, derivano da "elementi testimoniali acquisiti e dalle immagini a disposizione della polizia sulla sequenza degli accadimenti". "Il video - ha proseguito Alfano - non riprende la persona che ha sparato, ma riproduce il rumore di quattro colpi in rapida successione".

Sulla presunta trattativa, Alfano ha spiegato: "La sequenza dei fatti all'Olimpico, con l'atteggiamento di De Tommaso (il capo ultrà Genny a' carogna, ndr) tracotante con la vergognosa scritta sulla maglietta (inneggiante alla libertà di Speziale, tifoso condannato per la morte dell'ispettore Raciti a margine di un derby Catania-Palermo, ndr) ha fatto nascere il dubbio che la partita si sia svolta dopo l'assenso di De Tommaso. In realtà nessuna trattativa c'è stata, la partita si sarebbe svolta comunque anche per scongiurare rischi da deflusso".

In merito al colloquio intercorso tra lo stesso De Tommaso e il capitano del Napoli, Marek Hamsik, sotto la curva occupata dai tifosi napoletani, Alfano ha spiegato che il calciatore è stato accompagnato sotto la curva dai dirigenti del Napoli e da alcuni funzionari delle forze dell'ordine "esclusivamente per garantire la sua incolumità". L'essere andati sotto la curva, ha scandito Alfano, è stata una decisione della società del Napoli al "solo scopo di stemperare la tensione" e chiarire che il ferimento del tifoso non era avvenuto a causa di scontri tra opposte tifoserie.

Alfano, che ha rivolto un "grato ricordo" alla memoria dell'ispettore Raciti, si è quindi augurato che "alla definizione delle misure più idonee per restituire gli stadi ai cittadini diano tutto il positivo apporto anche le società sportive, recidendo gli intrecci con gli ambienti più violenti del tifo".

I provvedimenti per arginare la violenza negli stadi non saranno adottati "sull'emotività del momento", ha sottolineato il ministro, aggiungendo che l'obiettivo è quello di "affinare gli strumenti di contrasto" attraverso l'ampliamento dei reati per i quali è possibile applicare il Daspo e inasprendo le sanzioni. Alfano ha voluto ringraziare anche "le tifoserie di Napoli e Fiorentina, che nella stragrande maggioranza sono civili, amano il calcio e hanno la passione per questo sport". 

A conclusioni all'apparenza diverse, rispetto a quelle ufficiali, sembra essere arrivato il giudice sportivo nelle motivazioni delle sanzioni inflitte al Napoli e alla Fiorentina. Secondo il giudice della Lega di serie A, gli ultrà partenopei erano intenzionati a invadere il campo qualora il capitano della loro squadra non fosse andato sotto la curva. In serata, arriva la precisazione di Stefano Palazzi, capo della procura della Federcalcio: "Da giurista posso solo dire che l'analisi della motivazione della decisione del giudice sportivo non consente la conclusione che ci sia stata una trattativa".

Sul piano delle indagini, il gip di Roma, dopo la convalida degli arresti effettuati sabato dalla polizia, ha disposto la detenzione in carcere per Daniele De Santis (quando sarà dimesso dall'ospedale), mentre per i tre tifosi napoletani feriti (oltre a Ciro Esposito, Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti) ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dai pm e disposto la misura dell'obbligo di firma. Per Ciro Esposito invece non è stato disposto nemmeno l'obbligo di firma.