VICENZA - Del futuro sposo non ne volevano sapere. La figlia di 27 anni non si sarebbe sposata con un ex pugile vent'anni più grande di lei, e con un passato difficile. Avevano deciso così, avrebbero impedito l'unione a tutti i costi. Prima gliel'hanno detto, in ogni modo per mesi, ma lei è andata avanti fino a convolare a nozze. In primavera, e senza invitati. Ma i genitori della ragazza vicentina non si sono arresi, aiutati dall'altro figlio, hanno deciso di sequestrare il marito. Poi lo hanno picchiato, minacciato con un coltello, riempito di botte due mesi dopo i fiori d'arancio. E' accaduto a Trissino, un paese di ottomila abitanti nella valle veneta, in provincia.
Secondo la famiglia l'uomo non era adatto perché in passato avrebbe avuto problemi di droga. Quando lei ha messo la fede, hanno progettato il piano infallibile. Si sono appostati tutti e tre in macchina, sapevano di un appuntamento della coppia dal medico e sono rimasti in attesa nel parcheggio dell'ambulatorio, vicino al supermercato di zona, vicino ai passanti. Quando lui è uscito sono passati all'azione. L'hanno bloccato mettendogli un cappio intorno al collo, gli hanno serrato i polsi con nastro da pacchi, e caricato in auto dopo avergli spruzzato sul volto dello spray urticante.
Non hanno aspettato ma l'hanno picchiato selvaggiamente in macchina puntandogli il coltello addosso. Infine l'hanno portato a casa sua e costretto a scrivere una lettera in cui la lasciava, si assumeva tutte le colpe, le dichiarava di non essere adatto a lei e che d'ora in poi l'avrebbe lasciata in pace. La figlia uscita dallo studio medico è stata affrontata dalla madre che ha tentato di metterle sulla bocca una garza imbevuta di cloroformio.
Sono stati i passanti del paese che avevano assistito al rapimento, a chiamare i carabinieri. Tutti avevano visto. Tutti hanno raccontato. E i carabinieri di Vicenza e Valdagno li hanno arrestati tra San Bonifacio e Montebello. Tutti e tre: il padre della sposa, Maurizio Pastore, 62 anni, sua moglie Serenella Luciani, 52, e il figlio, Mirco, 27. Erano incensurati ma ora sono accusati di rapina, sequestro di persona pluriaggravato, rapina, violenza privata e lesioni pluriaggravate.
Secondo la famiglia l'uomo non era adatto perché in passato avrebbe avuto problemi di droga. Quando lei ha messo la fede, hanno progettato il piano infallibile. Si sono appostati tutti e tre in macchina, sapevano di un appuntamento della coppia dal medico e sono rimasti in attesa nel parcheggio dell'ambulatorio, vicino al supermercato di zona, vicino ai passanti. Quando lui è uscito sono passati all'azione. L'hanno bloccato mettendogli un cappio intorno al collo, gli hanno serrato i polsi con nastro da pacchi, e caricato in auto dopo avergli spruzzato sul volto dello spray urticante.
Non hanno aspettato ma l'hanno picchiato selvaggiamente in macchina puntandogli il coltello addosso. Infine l'hanno portato a casa sua e costretto a scrivere una lettera in cui la lasciava, si assumeva tutte le colpe, le dichiarava di non essere adatto a lei e che d'ora in poi l'avrebbe lasciata in pace. La figlia uscita dallo studio medico è stata affrontata dalla madre che ha tentato di metterle sulla bocca una garza imbevuta di cloroformio.
Sono stati i passanti del paese che avevano assistito al rapimento, a chiamare i carabinieri. Tutti avevano visto. Tutti hanno raccontato. E i carabinieri di Vicenza e Valdagno li hanno arrestati tra San Bonifacio e Montebello. Tutti e tre: il padre della sposa, Maurizio Pastore, 62 anni, sua moglie Serenella Luciani, 52, e il figlio, Mirco, 27. Erano incensurati ma ora sono accusati di rapina, sequestro di persona pluriaggravato, rapina, violenza privata e lesioni pluriaggravate.