BOLOGNA - L'ex ministro Corrado Clini è indagato a Ferrara anche per corruzione, oltre che per peculato. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Piera Tassoni. Clini è accusato di corruzione anche a Roma e non si esclude che i presunti episodi corruttivi oggetto dell'inchiesta ferrarese siano in tutto o in parte sovrapponibili a quelli oggetto delle indagini della procura della Capitale, dove quindi potrebbero confluire. L'ex ministro venne ascoltato a Ferrara il 12 ottobre 2013, agli inizi dell'inchiesta, non per peculato ma appunto per corruzione "commessa - ricorda il gip Tassoni nel suo atto - in concorso con Pretner e Gonella (i referenti dei due studi tecnici di ingegneria coinvolti nel progetto Eden Iraq) per incarichi professionali a vantaggio della convivente di Clini, Martina Hauser".
Indagato anche Alwash. A Ferrara è indagato, ma per concorso in peculato, anche Azzam Alwash, president board di Nature Iraq, società che gestì i fondi del Ministero dell'ambiente, al centro dell'inchiesta che ha portato agli arresti di Clini. L'ex ministro si era difeso, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Nella circostanza, però, aveva rilasciato solo dichiarazioni spontanee: per Clini, i soldi che secondo la procura avrebbe distratto non erano di provenienza pubblica, bensì frutto di consulenze private. Ma quei fondi, sempre secondo la procura, Clini li avrebbe ricevuti dalla stessa organizzazione non governativa che ha ottenuto il finanziamento di 54 milioni del ministero, appunto la Nature Iraq Organisation, di cui Alwash è presidente.
L'inchiesta di Roma. Oltre all'inchiesta di Ferrara, l'ex ministro nei giorni scorsi è stato investito da una nuova bufera giudiziaria a Roma, dove è indagato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione: nel mirino, la gestione ministeriale di una gran massa di milioni utilizzati per finanziare progetti all'estero. E l'inchiesta della capitale, che marcia parallela a quella della procura di Ferrara, si è allargata: oltre a presunte provviste realizzate tramite progetti per centinaia di milioni realizzati in Cina e Montenegro, nel mirino del pm Alberto Galanti ci sono anche i finanziamenti elargiti per piani ambientali in Africa e Sudamerica.
Oltre all'ex titolare del dicastero, nel registro degli indagati sono state iscritte altre persone tra cui la compagna di Clini, Martina Hauser, ex moglie del ministro dell'Interno montenegrino Andrjia Jovivevic e assessore comunale a Cosenza.
Indagato anche Alwash. A Ferrara è indagato, ma per concorso in peculato, anche Azzam Alwash, president board di Nature Iraq, società che gestì i fondi del Ministero dell'ambiente, al centro dell'inchiesta che ha portato agli arresti di Clini. L'ex ministro si era difeso, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Nella circostanza, però, aveva rilasciato solo dichiarazioni spontanee: per Clini, i soldi che secondo la procura avrebbe distratto non erano di provenienza pubblica, bensì frutto di consulenze private. Ma quei fondi, sempre secondo la procura, Clini li avrebbe ricevuti dalla stessa organizzazione non governativa che ha ottenuto il finanziamento di 54 milioni del ministero, appunto la Nature Iraq Organisation, di cui Alwash è presidente.
L'inchiesta di Roma. Oltre all'inchiesta di Ferrara, l'ex ministro nei giorni scorsi è stato investito da una nuova bufera giudiziaria a Roma, dove è indagato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione: nel mirino, la gestione ministeriale di una gran massa di milioni utilizzati per finanziare progetti all'estero. E l'inchiesta della capitale, che marcia parallela a quella della procura di Ferrara, si è allargata: oltre a presunte provviste realizzate tramite progetti per centinaia di milioni realizzati in Cina e Montenegro, nel mirino del pm Alberto Galanti ci sono anche i finanziamenti elargiti per piani ambientali in Africa e Sudamerica.
Oltre all'ex titolare del dicastero, nel registro degli indagati sono state iscritte altre persone tra cui la compagna di Clini, Martina Hauser, ex moglie del ministro dell'Interno montenegrino Andrjia Jovivevic e assessore comunale a Cosenza.