Cronaca

Cucinella: "Pareti nude? No, grazie. C'è bisogno di fisicità"

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UNA libreria ibrida 2.0, con uno schermo piatto per e-book, ma anche con libri in carta a cui fare le orecchie e che soddisfa la parte emotiva. Per Mario Cucinella, architetto di fama internazionale (è sua l'idea di una casa a basso costo per 100 mila euro), è ancora presto per vagheggiare una casa dalle pareti nude.

C'è chi lancia il "de profundis" degli scaffali. È d'accordo?
"Mi sembra un allarme tipico dei momenti di crisi che ci portano a dipingere scenari apocalittici. Indubbiamente i ragazzi hanno più dimestichezza con la ricerca digitale che con quella tra gli scaffali, però credo che come tutte le mode anche quella di cd e libri è destinata a tornare".

Quale può essere il motivo che può spingere i consumatori ad un passo indietro?
"Il digitale a livello di contenuti può essere uguale ma è profondamente immateriale. I libri in carta e i dischi soddisfano quella parte tattile e fisica di cui sentiamo tutti il bisogno. Ne vediamo un esempio ultimamente".

E cioè?
"Il boom del vinile, impensabile dieci anni fa. Ora tutti vogliono i 33 giri, e in qualche scaffale bisognerà pur sistemarli".

L'Italia come si pone rispetto allo scaffale 2.0?
"Siamo indubbiamente indietro, anche perché i nostri ragazzi studiano in scuole dove la carta ha ancora un notevole peso. Dei colleghi architetti in Israele mi raccontavano come negli studi di architettura si riducono le scaffalature per fare spazio a una maggiore strumentazione digitale. Nei nostri studi il fascino del faldone ha ancora il suo peso".