REGGIO CALABRIA - Chiara Rizzo resta in carcere mentre Claudio Scajola va ai domiciliari. Queste le decisioni del Tribunale della libertà di Reggio Calabria che ha rigettato il ricorso presentato dagli avvocati Alfredo Biondi e Bonaventura Candido per conto della moglie di Amedeo Matacena mentre ha invece accettato, in parte, la richiesta dell'ex ministro. La decisione dei giudici è stata depositata stamani. I due sono accusati di aver favorito la latitanza dell'ex deputato del Pdl ora a Dubai. Contestano la decisione i legali della Rizzo, che parlano di "due pesi e due misure" per gli imputati e annunciano ricorso alla Corte di Cassazione. Ieri era stato diffuso l'audio dell'interrogatorio di Scajola con i pm, nel quale l'ex ministro ha respinto le accuse a lui rivolte e ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad aiutare Chiara Rizzo.
ASCOLTA l'audio dell'interrogatorio di Claudio Scajola
Scajola ha lasciato, poco prima della 14, il carcere di Regina Coeli a Roma, dove si trovava dall'8 maggio scorso, per raggiungere la sua abitazione ad Imperia dove sconterà gli arresti domiciliari. Il suo avvocato Giorgio Perroni ha annunciato che l'ex ministro potrà comunicare solo con i parenti conviventi e con nessun altro, per disposizione del magistrato e non esclude "che vada a casa della madre". Il legale ha fatto sapere che le motivazioni dei giudici del Tribunale del Riesame arriveranno non prima di 15 giorni.
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Scajola ha lasciato, poco prima della 14, il carcere di Regina Coeli a Roma, dove si trovava dall'8 maggio scorso, per raggiungere la sua abitazione ad Imperia dove sconterà gli arresti domiciliari. Il suo avvocato Giorgio Perroni ha annunciato che l'ex ministro potrà comunicare solo con i parenti conviventi e con nessun altro, per disposizione del magistrato e non esclude "che vada a casa della madre". Il legale ha fatto sapere che le motivazioni dei giudici del Tribunale del Riesame arriveranno non prima di 15 giorni.