REGGIO CALABRIA - Da 5 a 3 anni di reclusione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso straordinario di Amedeo Matacena riducendo la pena definitiva alla quale era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. L'ex parlamentare di Forza Italia secondo i giudici dovrà scontare due anni in meno rispetto a quando deciso in precedenza. Contro la sentenza definitiva Matacena (difeso dai legali Coppi e Verdirame) aveva proposto un ricorso straordinario per "errore di fatto".
Secondo quanto discusso dall'avvocato Giuseppe Verdirame, ammesso che Matacena abbia avuto rapporti con i clan della 'ndrangheta, questo non poteva essere avvenuto fino al 2006 - come scritto dai giudici che lo hanno condannato - ma non oltre il 1998. Dimostrata la tesi la Corte di Cassazione avrebbe potuto decidere in due diverse direzioni. Avrebbe cioè potuto annullare la pena ritenendo i fatti prescritti, oppure rideterminarla e riducendola come in effetti ha poi deciso. Per capire le ragioni della Suprema Corte bisognerà attendere le motivazioni della nuova sentenza, tuttavia l'avvocato Giuseppe Verdirame definisce il provvedimento un fatto nuovo "non di poco conto".
Matacena come noto si trova a Dubai da agosto 2013 e nei giorni scorsi aveva annunciato la volontà di rientrare in Italia per consegnarsi alla giustizia e scontare i 5 anni che gli erano stati inflitti. Pena che ha sempre ritenuto frutto di "una condanna ingiusta". A questo punto anche i legali dell'ex parlamentare sperano che si convinca definitivamente a rientrare, scelta che potrebbe essere importante anche al fine di chiarire le ultime imputazioni che gli vengono mosse e che l'8 maggio scorso hanno portato all'arresto della madre Raffaella De Carolis, la moglie Chiara Rizzo, l'ex ministro dell'interno Claudio Scajola ed altre 4 presone. Otto persone accusate a vario titolo di aver tentato di occultare i patrimoni di Matacena o di aver cercato di organizzare il suo trasferimento da Dubai a Beirut per fargli ottenere l'asilo politico in Libano.
Il commento di Matacena: "Sono deluso". "Sono veramente deluso, mi aspettavo la prescrizione che, come hanno spiegato i miei legali, scattava nel 2013". Così Amedeo Matacena ha commentato via skype con l'Ansa la decisione della Cassazione.
Secondo quanto discusso dall'avvocato Giuseppe Verdirame, ammesso che Matacena abbia avuto rapporti con i clan della 'ndrangheta, questo non poteva essere avvenuto fino al 2006 - come scritto dai giudici che lo hanno condannato - ma non oltre il 1998. Dimostrata la tesi la Corte di Cassazione avrebbe potuto decidere in due diverse direzioni. Avrebbe cioè potuto annullare la pena ritenendo i fatti prescritti, oppure rideterminarla e riducendola come in effetti ha poi deciso. Per capire le ragioni della Suprema Corte bisognerà attendere le motivazioni della nuova sentenza, tuttavia l'avvocato Giuseppe Verdirame definisce il provvedimento un fatto nuovo "non di poco conto".
Matacena come noto si trova a Dubai da agosto 2013 e nei giorni scorsi aveva annunciato la volontà di rientrare in Italia per consegnarsi alla giustizia e scontare i 5 anni che gli erano stati inflitti. Pena che ha sempre ritenuto frutto di "una condanna ingiusta". A questo punto anche i legali dell'ex parlamentare sperano che si convinca definitivamente a rientrare, scelta che potrebbe essere importante anche al fine di chiarire le ultime imputazioni che gli vengono mosse e che l'8 maggio scorso hanno portato all'arresto della madre Raffaella De Carolis, la moglie Chiara Rizzo, l'ex ministro dell'interno Claudio Scajola ed altre 4 presone. Otto persone accusate a vario titolo di aver tentato di occultare i patrimoni di Matacena o di aver cercato di organizzare il suo trasferimento da Dubai a Beirut per fargli ottenere l'asilo politico in Libano.
Il commento di Matacena: "Sono deluso". "Sono veramente deluso, mi aspettavo la prescrizione che, come hanno spiegato i miei legali, scattava nel 2013". Così Amedeo Matacena ha commentato via skype con l'Ansa la decisione della Cassazione.