La fabbrica della Coppa del Nonno compie 50 anni
Quando nacque, nel 1964, venivano prodotte già più di 100 tonnellate di gelato, pari a più di un milione di pezzi al giorno, e le celle frigorifere immagazzinavano 28 milioni di gelati. Ed è qui che oggi lavorano circa 250 persone tra gli uffici e 13 linee di produzione e dove sono nati la Coppa del Nonno (oggi prodotta nello stabilimento Nestlé di Ferentino) fino all'attuale Cono Vortici Antica Gelateria del Corso, passando dal Tartufo. Prodotti mito che rappresentano un pezzo del costume italiano e che rimangono vivi nella memoria di tutti
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A dare forma alla Fabbrica del Gelato è stato Virginio Marchi, un borghese "bon vivant" goloso e raffinato che, davanti ad una coppa di gelato gustata seduto a un tavolino del Caffè Tanara, ebbe l'intuizione di replicare quella stessa esperienza di gusto e di dolcezza su larga scala. L'estro di Virginio, assieme alle conoscenze economiche e all'esperienza nel campo della finanza del fratello Antonio, consentirono a un sogno di diventare realtà che da 50 anni è fucina dei gelati tra i più celebri della gelateria industriale italiana
La Coppa del Nonno è preparata con una ricetta segreta: latte, panna e infuso di caffè, per la cui preparazione si segue ancora oggi la stessa procedura. I grani di caffè verde, combinati in un mix di varietà robusta ed arabica, vengono tostati e macinati, e la polvere così ottenuta è messa in infusione seguendo un procedimento, affinato in lunghi anni di esperienza, che permette di esaltare al meglio le qualità aromatiche del caffè
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Il Mottarello, nato agli inizi degli anni Sessanta, emblema di un nuovo stile di vita che stava conquistando anche gli italiani. Il famoso gelato su stecco a stampo al gusto di fiordilatte rappresentava la rievocazione del celebre ice-cream americano, simbolo di spensieratezza e ricchezza economica dell'immediato dopoguerra, che divenne anche icona del consumo di massa.. In cucina cominciavano a fare bella presenza ingombranti frigoriferi, dentro cui contenere le prime colorate confezioni di gelato, e nei salotti i primi televisori, dove trasmettevano le storie delle relative mascotte in celluloide
Gli anni Ottanta e Novanta, periodo d'oro della Fabbrica del Gelato che vide in quel ventennio la nascita dei gelati diventati must per due generazioni. Nel 1986, anno in cui Roberto Baggio esordì in Serie A, un'altra palla, ma con un cuore di gelato alla crema ricoperto da gelato al cioccolato, prendeva forma. Nasceva in quel periodo il Tartufo di Antica Gelateria del Corso: anticamente denominato 'mela stregata', il prototipo del gelato-icona a forma sferica, proprio come una piccola palla, veniva realizzato manualmente attraverso uno stampo, facendolo poi rotolare nella polvere di cacao. Le mani esperte dei gelatieri della Fabbrica crearono nello stesso periodo il Gran Moro, tra i primi gelati a stecco a taglio dalla doppia innovazione: dolce dentro e amaro fuori. Una croccante e irresistibile copertura al cacao che racchiude un morbido e cremoso ripieno di gelato alla panna
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Giorgetto Giugiaro, designer famoso a livello planetario e vincitore del Compasso d'Oro, nel 1985 creò per Antica Gelateria del Corso una vetrina di design, considerata una dei primi frigoriferi in verticale, che cambiò il modo di intendere il consumo di gelato all'interno dei bar di tutta Italia. I gelati venivano esposti così in vetrina e non all'interno del tradizionale frigo da bancone. A fare bella mostra di sé furono, tra i tanti, anche i gelati al cucchiaio serviti, per la prima volta, come dessert all'interno di eleganti coppe di ceramiche e di vetro
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Oltre allo stecco, nella prima metà degli anni Ottanta la Fabbrica del Gelato diventò fucina di scoperte e creazioni che hanno cambiato il modo di consumare il gelato in famiglia, in relazione anche alle nuove condizioni socio-economiche
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Anche le case, ma soprattutto le cucine delle famiglie, diventarono sempre più accessoriate di tutti i comfort: si cominciò ad ampliare la scelta dei modelli di freezer e nel 1981 fecero il loro ingresso nei frigo degli italiani le prime torte gelato di Antica Gelateria del Corso. Concepite come ricette della tradizione dolciaria italiana, sono diventati poi elementi imprescindibili per creare gelati-dessert industriali
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Con il trascorrere dei decenni la ricerca è diventata sempre più raffinata, tanto da portare ad una esclusiva innovazione tecnologica che ha permesso di dare alla luce una nuova generazione di coni, il Cono Vortici Antica Gelateria del Corso: un sapiente dosaggio dei pregiati cioccolati Perugina, ad una temperatura di +50°, e di cremoso gelato a - 15°, reso possibile da un macchinario di ultima generazione capace di fondere contemporaneamente i due ingredienti attraverso un movimento vorticoso
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