Cronaca

Concordia, l'amore che rimane

Lui, saldatore inglese. Lei, nipote dell'albergatrice del Giglio che accolse Schettino e centinaia di naufraghi. Stanno per avere un figlio.

2 minuti di lettura
di LAURA PERTICI

ISOLA DEL GIGLIO - Il bambino nascerà a metà agosto e si chiamerà Filippo, come il nonno che non c'è più. Prima della Toscana conoscerà i paesaggi inglesi, dove verrà al mondo. Poi arriverà all'Isola Giglio, un giorno. E qui continueranno a raccontargli la sua storia, cominciata con il disastro della Concordia, tanto tempo fa. Il papà in attesa si chiama Simon, è un trentenne che lavora alla Titan. Britannico, fa il saldatore. La ragazza col pancione di anni ne ha solo 22. Lei è Virginia, di Grosseto. Ora vivono insieme vicino a Brighton.

All'alba del 17 settembre 2013, con gli occhi pieni dell'emozione scura del parbuckling, tutti e due stavano al molo, per abbracciarsi e darsi un bacio ancora: lui andava in mare, c'era da dare il cambio ai compagni che alle 4 di notte avevano rialzato il mostro, tirando fuori dall'acqua il fianco sventrato che nessuno aveva visto fino ad allora. Lei aveva un po' paura, perché non era così chiaro cosa sarebbe accaduto da quel momento in poi. Invece è successo che è arrivata una vita. Almeno una, dopo averne perse 32, e prima che alle vittime del naufragio si aggiungesse lo spagnolo Israel, compagno sub di Simon, anche lui nel team cosmopolita della Titan, morto lo scorso febbraio per colpa di un cassone.

"Sarà stato ottobre quando sono partiti", dice delicata la zia di Virgina, Liliana Fanciulli, proprietaria dell'Hotel Bahamas, quello dove andò a radersi Schettino dopo aver guardato l'orrore da lontano, appollaiato su uno scoglio. "Oramai stanno insieme da tempo, si sono conosciuti nell'inverno del 2012, quando lui aveva già imparato un po' di italiano. Lei era venuta ad aiutarci con l'albergo per l'estate, poi, con tutta quella gente che rimaneva per la rotazione della nave, s'è fermata, non è tornata a casa sua a Grosseto. È la figlia della sorella di mio marito, Paolo. Quella con Simon è stata la sua prima storia seria. Lei è bellissima".

Ma non vuole farsi vedere. Al telefono risponde che sì, di questo amore si può pure dire. Però senza le sue parole. "Sa, lì è sola, e poi il momento è particolare, siamo all'ottavo mese, ancora la mamma non è andata ad aiutarla", aggiunge la zia, per giustificare un rispettabilissimo pudore. ''Perché vede, a noi questa faccenda del cantiere certamente ci ha fatto lavorare, eppure è iniziato tutto quando abbiamo accolto i primi che scendevano dalla Concordia, quella notte di gennaio. Pensi che da subito arrivava gente asciutta, saranno state le 11 di sera. Gente fuggita facilmente. Poi, pian pianino, ci hanno portato quelli disperati. Li abbiamo stesi con le tovaglie sui tavoli della colazione, quando sono finite le trenta camere. I fortunati si son messi sui lettini, sulle sdraio. E quelle scene non si possono dimenticare".