ASCOLI PICENO - E' del capitano Paolo Piero Franzese il corpo recuperato dagli uomini del soccorso alpino, in località Poggio Anzù. Si tratta del terzo militare ritrovato, dopo lo scontro fra i due Tornado dell'Aeronautica avvenuto sui cieli di Ascoli Piceno il 19 agosto. Mercoledì erano stati recuperati i resti dei primi due ufficiali, verosimilmente Alessandro Dotto e Giuseppe Palminteri. Ritrovata anche la cabina di pilotaggio di
uno dei due Tornado, completamente bruciata, nelle vicinanze di Poggio Anzu', in una vallata a circa quattrocento metri dal centro di coordinamento dei soccorsi.
Il ritrovamento del terzo corpo è avvenuto in un luogo piuttosto distante dal precedente. Franzese era il navigatore del caccia pilotato dal capitano Mariangela Valentini, di cui è stato rinvenuto soltanto il casco finora. Dovrebbe essere lei, a questo punto, il militare mancante all'appello.
[[ge:rep-locali:repubblica:94126875]]
Dall'altra parte del crinale, invece, questa mattina è stato ritrovato un pezzo di una delle due carlinghe: si tratterebbe di uno dei reperti più grandi finora individuati, che verrà georeferenziato e recuperato al più presto.
Ieri è stata rinvenuta una delle due scatole nere dei caccia, peraltro danneggiata. La Procura della Repubblica di Ascoli è al lavoro per accertare le cause dello scontro, al momento l'ipotesi più probabile è quella di un errore umano. Gli inquirenti hanno acquisito i tracciati radar e i piani di volo dei due velivoli, oltre a uno "storico" dei voli precedenti sulla stessa rotta.
Procura e Aeronautica militare hanno precisato - in una nota congiunta - che "deve categoricamente escludersi la possibilità di inquinamento radioattivo. I due velivoli erano privi di armamento a bordo". "La maggior parte del contenuto di cherosene dei due serbatoi - si legge nel comunicato - si è disperso in aria a seguito dell'impatto e solo una minima quantità è precipitata al suolo, per la quasi totalità in zona boschiva".
"Due missioni diverse". Sempre l'Aeronautica fa sapere che i due Tornado stavano svolgendo "due missioni addestrative separate ed erano impegnati in task diversi. Si stavano recando in un punto in cui avrebbero dovuto svolgere separatamente i compiti loro assegnati, che non comprendevano pratiche di combattimento simulato". Stavano "percorrendo un corridoio approvato e autorizzato, percorso che fa parte del task, ma non si sarebbero dovuti trovare lì "contemporaneamente alla stessa quota e allo stesso orario". "Il perchè si siano trovati lì insieme - spiega la stessa fonte - è una delle cose che dovrà chiarire l'inchiesta, anzi la cosa principale".
uno dei due Tornado, completamente bruciata, nelle vicinanze di Poggio Anzu', in una vallata a circa quattrocento metri dal centro di coordinamento dei soccorsi.
Il ritrovamento del terzo corpo è avvenuto in un luogo piuttosto distante dal precedente. Franzese era il navigatore del caccia pilotato dal capitano Mariangela Valentini, di cui è stato rinvenuto soltanto il casco finora. Dovrebbe essere lei, a questo punto, il militare mancante all'appello.
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Dall'altra parte del crinale, invece, questa mattina è stato ritrovato un pezzo di una delle due carlinghe: si tratterebbe di uno dei reperti più grandi finora individuati, che verrà georeferenziato e recuperato al più presto.
Ieri è stata rinvenuta una delle due scatole nere dei caccia, peraltro danneggiata. La Procura della Repubblica di Ascoli è al lavoro per accertare le cause dello scontro, al momento l'ipotesi più probabile è quella di un errore umano. Gli inquirenti hanno acquisito i tracciati radar e i piani di volo dei due velivoli, oltre a uno "storico" dei voli precedenti sulla stessa rotta.
Procura e Aeronautica militare hanno precisato - in una nota congiunta - che "deve categoricamente escludersi la possibilità di inquinamento radioattivo. I due velivoli erano privi di armamento a bordo". "La maggior parte del contenuto di cherosene dei due serbatoi - si legge nel comunicato - si è disperso in aria a seguito dell'impatto e solo una minima quantità è precipitata al suolo, per la quasi totalità in zona boschiva".
"Due missioni diverse". Sempre l'Aeronautica fa sapere che i due Tornado stavano svolgendo "due missioni addestrative separate ed erano impegnati in task diversi. Si stavano recando in un punto in cui avrebbero dovuto svolgere separatamente i compiti loro assegnati, che non comprendevano pratiche di combattimento simulato". Stavano "percorrendo un corridoio approvato e autorizzato, percorso che fa parte del task, ma non si sarebbero dovuti trovare lì "contemporaneamente alla stessa quota e allo stesso orario". "Il perchè si siano trovati lì insieme - spiega la stessa fonte - è una delle cose che dovrà chiarire l'inchiesta, anzi la cosa principale".