Cronaca

Terrorismo, Jihad: cinque indagati in Veneto

L'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros riguarda presunti reclutatori stranieri. Avevano l'obiettivo di scovare aspiranti jihadisti da arruolare e inviare nei teatri di guerra, a cominciare dalla Siria

1 minuti di lettura
VENEZIA - Cinque persone residenti in Veneto risultano indagate nell'ambito di un'inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros. Si tratterebbe - scrive oggi il 'Corriere del Veneto' - di elementi sospettati di essere vicini alle organizzazioni che si battono per la Jihad islamica.

Il Ros e la Digos tengono sotto stretto controllo una trentina di sospetti. Uomini considerati troppo vicini al fondamentalismo islamico. In particolare l'indagine che sta impegnando la procura distrettuale di Venezia, competente per fatti di terrorismo, ipotizza il reato 270bis, l'articolo del codice penale che punisce le associazioni eversive. Le cinque persone iscritte nel registro degli indagati e finite nel mirino del Reparto operativo speciale (Ros) di Padova, sono stranieri, quasi tutti residenti in Veneto. Tra questi figurano alcuni presunti reclutatori, fanatici con l'obiettivo di scovare aspiranti jihadisti da arruolare e inviare nei teatri di guerra, a cominciare dalla Siria. E in almeno un caso ci sarebbero riusciti.

Dopo una serie di tappe intermedie, che servono a far perdere le loro tracce, i futuri jihadisti finiscono nei campi di addestramento, ultimo approdo prima di imbracciare le armi e combattere per la costituzione di uno Stato islamico. Secondo i servizi segreti sono cinquanta gli italiani – in genere di origini arabe, ma anche slavi e africani – che avrebbero sposato la causa della jihad e che ora combatterebbero in Siria. Si contano sulle dita di una mano, invece, i veneti che sarebbero direttamente collegati alla Guerra Santa, per aver fatto parte di milizie o per aver dato la propria disponibilità a partire. Uno dei centri di reclutamento indicato dall'intelligence è Padova.

Il Governatore del Veneto Luca Zaia rileva che in Veneto "abbiamo 600mila immigrati su 5 milioni di abitanti. Ed è inevitabile che nei grandi numeri possano esserci delle mele marce". "Sono figli di profughi, ma il cordone ombelicale si è mantenuto. In quelle famiglie, poche famiglie, non si sono voluti integrare e non hanno accettato l'Occidente". Per Zaia "la preoccupazione è alta", serve un controllo trasversale delle forze dell'ordine, delle frontiere e all'interno dei centri islamici".

Dopo l'allerta terrorismo lanciata nei giorni scorsi dal Ministero dell'Interno, si era intensificata in Veneto l'attività di intelligence sui centri islamici e sui soggetti considerati pericolosamente vicini al fondamentalismo. Come aveva detto nei giorni scorsi il ministro degli Interni Angelino Alfano il rischio è concreto. Le forze dell'ordine italiane si muovono su due fronti: attentati interni e proselitismo.