Don Ciotti, solidarietà e affetto. Grasso: "Al tuo fianco". Vendola: "All'inferno Cosa Nostra"
Tante le manifestazioni di sostegno, soprattutto sui social network, al fondatore di Libera, dopo le minacce di Totò Riina. Il presidente del Senato: "Da venti anni sfidi la mafia con coraggio e passione". Il leader di Sel: "Suo impegno esempio anche per politica"
ROMA - "Tutti noi saremo al tuo fianco". Così, su Facebook, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha voluto esprimere solidarietà a don Luigi Ciotti in riferimento alle minacce di Riina. "Caro Luigi - scrive Grasso sul social network - sono più di venti anni che sfidi la mafia con coraggio e passione. Le minacce di Riina emerse oggi sono l'ennesimo attacco ad una storia di impegno e di memoria che coinvolge ogni anno migliaia di cittadini e che ha contribuito a rendere il nostro Paese più libero e più giusto. Ti conosco da anni - conclude il presidente del Senato - e so che non ti sei lasciato intimorire nemmeno per un attimo: continuerai sulla strada della lotta alla criminalità, e tutti noi saremo al tuo fianco".
Preoccupata, ma non sorpresa per le minacce a don Ciotti, la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Un uomo come Luigi, che da anni promuove la cultura della legalità e combatte contro le mafie…
Preoccupata, ma non sorpresa per le minacce a don Ciotti, la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Un uomo come Luigi, che da anni promuove la cultura della legalità e combatte contro le mafie…
ROMA - "Tutti noi saremo al tuo fianco". Così, su Facebook, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha voluto esprimere solidarietà a don Luigi Ciotti in riferimento alle minacce di Riina. "Caro Luigi - scrive Grasso sul social network - sono più di venti anni che sfidi la mafia con coraggio e passione. Le minacce di Riina emerse oggi sono l'ennesimo attacco ad una storia di impegno e di memoria che coinvolge ogni anno migliaia di cittadini e che ha contribuito a rendere il nostro Paese più libero e più giusto. Ti conosco da anni - conclude il presidente del Senato - e so che non ti sei lasciato intimorire nemmeno per un attimo: continuerai sulla strada della lotta alla criminalità, e tutti noi saremo al tuo fianco".
Preoccupata, ma non sorpresa per le minacce a don Ciotti, la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Un uomo come Luigi, che da anni promuove la cultura della legalità e combatte contro le mafie attraverso azioni concrete, non può che essere un nemico per un boss di Cosa Nostra. Una persona da temere, per aver dimostrato, insieme con Libera, che i beni della criminalità possono essere riutilizzati a scopi sociali", ha scritto su Facebook. Nel post il presidente della Camera spiega ancora che Don Ciotti è temuto "per aver portato i giovani a coltivare le terre che un tempo erano delle cosche; per aver insomma fornito un'alternativa alla logica del sopruso e dell'intimidazione di cui la mafia si nutre". Ma Don Ciotti in questi anni è anche andato oltre "con il suo impegno contro la corruzione, da lui stesso definita 'incubatrice' delle mafie. Il mio primo giorno a Montecitorio ho voluto indossare il braccialetto bianco, simbolo della sua campagna Riparte il futuro, sottoscritta oggi da più di 600 mila cittadini. Il mio impegno a fianco di Don Luigi continua- conclude la Boldrini - oggi più che mai".
Non vuole commentare, invece, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti: "Basta commenti, non voglio e sono stanco di fare da cassa di risonanza a Totò Riina", ha detto.
Propone, invece, di colorare la festa dell'Unità di bianco per esprimere vicinanza a don Ciotti Stefano Pedica del Pd: "Stasera la festa nazionale dell'Unità e quelle locali si colorino di bianco per esprimere solidarietà a don Ciotti. Tutti i partecipanti alle feste dell'Unità - afferma Pedica - portino un fazzoletto bianco per dire no alla mafia e per stringerci attorno a don Ciotti. Le minacce ricevute da Riina dimostrano come uno sciacallo immondo possa agire senza scrupolo da una cella e dettare la linea. Oggi ci dobbiamo sentire tutti don Ciotti e noi del Pd dobbiamo dimostrarlo alle feste dell'Unità in corso in tutta l'Italia. Un pensiero deve andare anche a Di Matteo e ai testimoni di giustizia a volte abbandonati dalle istituzioni. La battaglia contro tutte le mafie non deve avere una tregua perché si annidano dappertutto. Questa peste deve essere debellata con il contributo di tutti noi".
Parole di incoraggiamento al fondatore di Libera, che gestisce diversi beni confiscati alla mafia, sono arrivate anche dal presidente di Sinistra e libertà, Nichi Vendola che, lodando la tenacia e l'impegno di don Ciotti, esprime affetto e stima: "Un forte abbraccio don Luigi! All'inferno la mafia! - dice Vendola -. L'impegno di don Luigi - aggiunge - ci dice che per la lotta alla mafia non servono proclami o moralismi. Bensì ogni giorno, con un umile coraggio, serve condurre la battaglia per affermare i diritti dei più deboli e affermare la legalità con fatti concreti, che anche la politica deve compiere".
''Don Ciotti non sarà mai solo: fra lui e Riina l'Italia civile ha scelto da che parte stare. Sempre contro la mafia!'', sottolinea sempre su Twitter Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei
deputati.
"Oggi più che mai con Don Luigi Ciotti e Libera. Siamo con voi tutti i giorni per la legalità. Contro la mafia sempre #siamotuttiDonCiotti", scrive sul suo profilo Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che ha postato anche una foto che lo ritrae con Don Ciotti.
Su Twitter anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino: "Caro Luigi, nessuna minaccia potrà fermare il tuo impegno contro le mafie e per la legalità. Roma è al tuo fianco. #donciotti".
Anche Legambiente si schiera al fianco del sacerdote: "Legambiente è al fianco di don Ciotti per combattere l'illegalità e l'ingiustizia e contribuire a rendere l'Italia un Paese finalmente libero dalle mafie", sostiene l'associazione ambientalista, che esprime solidarietà e vicinanza "all'amico presidente di Libera, ringraziandolo sentitamente per quanto fatto in tutti questi anni". "Le parole espresse da Riina su don Ciotti - afferma Legambiente - dimostrano quanto la mafia possa temere il lavoro instancabile e pervicace di un uomo da sempre impegnato contro lo strapotere economico e sociale della criminalità organizzata, da sempre punto di riferimento per tutto il movimento antimafia".
Articolo 21, poi, propone, oltre a un incremento della vigilanza, la realizzazione di una 'scorta mediatica'. "Toto' Riina dal carcere di Opera ha fatto sapere che Don Ciotti non gli piace e che avrebbe potuto fare la fine di Don Puglisi... Articolo 21 è solidale con Don Ciotti e ritiene che il modo migliore per 'tutelarlo' sia quello non solo di rafforzare i controlli e l vigilanza, ma anche quello di realizzare una sorta di 'scorta mediatica' capace di dare forza e sostegno a lui, a Libera e a quanti ogni giorno tentano di illuminare le zone dell'oscurità e del malaffare" si legge in una nota congiunta il direttore di Articolo 21 Stefano Corradino e il portavoce Giuseppe Giulietti. "La circostanza - concludono Corradino e Giulietti - che anche queste dichiarazioni di Riina siano state ottenute solo grazie al metodo delle intercettazioni dovrebbe consigliare quanto meno una grande prudenza a chi pensa di limitarne l'uso e magari di proibirne in tutto o in parte la conoscenza alla pubblica opinione".
Preoccupata, ma non sorpresa per le minacce a don Ciotti, la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Un uomo come Luigi, che da anni promuove la cultura della legalità e combatte contro le mafie attraverso azioni concrete, non può che essere un nemico per un boss di Cosa Nostra. Una persona da temere, per aver dimostrato, insieme con Libera, che i beni della criminalità possono essere riutilizzati a scopi sociali", ha scritto su Facebook. Nel post il presidente della Camera spiega ancora che Don Ciotti è temuto "per aver portato i giovani a coltivare le terre che un tempo erano delle cosche; per aver insomma fornito un'alternativa alla logica del sopruso e dell'intimidazione di cui la mafia si nutre". Ma Don Ciotti in questi anni è anche andato oltre "con il suo impegno contro la corruzione, da lui stesso definita 'incubatrice' delle mafie. Il mio primo giorno a Montecitorio ho voluto indossare il braccialetto bianco, simbolo della sua campagna Riparte il futuro, sottoscritta oggi da più di 600 mila cittadini. Il mio impegno a fianco di Don Luigi continua- conclude la Boldrini - oggi più che mai".
Non vuole commentare, invece, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti: "Basta commenti, non voglio e sono stanco di fare da cassa di risonanza a Totò Riina", ha detto.
Propone, invece, di colorare la festa dell'Unità di bianco per esprimere vicinanza a don Ciotti Stefano Pedica del Pd: "Stasera la festa nazionale dell'Unità e quelle locali si colorino di bianco per esprimere solidarietà a don Ciotti. Tutti i partecipanti alle feste dell'Unità - afferma Pedica - portino un fazzoletto bianco per dire no alla mafia e per stringerci attorno a don Ciotti. Le minacce ricevute da Riina dimostrano come uno sciacallo immondo possa agire senza scrupolo da una cella e dettare la linea. Oggi ci dobbiamo sentire tutti don Ciotti e noi del Pd dobbiamo dimostrarlo alle feste dell'Unità in corso in tutta l'Italia. Un pensiero deve andare anche a Di Matteo e ai testimoni di giustizia a volte abbandonati dalle istituzioni. La battaglia contro tutte le mafie non deve avere una tregua perché si annidano dappertutto. Questa peste deve essere debellata con il contributo di tutti noi".
Parole di incoraggiamento al fondatore di Libera, che gestisce diversi beni confiscati alla mafia, sono arrivate anche dal presidente di Sinistra e libertà, Nichi Vendola che, lodando la tenacia e l'impegno di don Ciotti, esprime affetto e stima: "Un forte abbraccio don Luigi! All'inferno la mafia! - dice Vendola -. L'impegno di don Luigi - aggiunge - ci dice che per la lotta alla mafia non servono proclami o moralismi. Bensì ogni giorno, con un umile coraggio, serve condurre la battaglia per affermare i diritti dei più deboli e affermare la legalità con fatti concreti, che anche la politica deve compiere".
''Don Ciotti non sarà mai solo: fra lui e Riina l'Italia civile ha scelto da che parte stare. Sempre contro la mafia!'', sottolinea sempre su Twitter Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei
deputati.
"Oggi più che mai con Don Luigi Ciotti e Libera. Siamo con voi tutti i giorni per la legalità. Contro la mafia sempre #siamotuttiDonCiotti", scrive sul suo profilo Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che ha postato anche una foto che lo ritrae con Don Ciotti.
Su Twitter anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino: "Caro Luigi, nessuna minaccia potrà fermare il tuo impegno contro le mafie e per la legalità. Roma è al tuo fianco. #donciotti".
Anche Legambiente si schiera al fianco del sacerdote: "Legambiente è al fianco di don Ciotti per combattere l'illegalità e l'ingiustizia e contribuire a rendere l'Italia un Paese finalmente libero dalle mafie", sostiene l'associazione ambientalista, che esprime solidarietà e vicinanza "all'amico presidente di Libera, ringraziandolo sentitamente per quanto fatto in tutti questi anni". "Le parole espresse da Riina su don Ciotti - afferma Legambiente - dimostrano quanto la mafia possa temere il lavoro instancabile e pervicace di un uomo da sempre impegnato contro lo strapotere economico e sociale della criminalità organizzata, da sempre punto di riferimento per tutto il movimento antimafia".
Articolo 21, poi, propone, oltre a un incremento della vigilanza, la realizzazione di una 'scorta mediatica'. "Toto' Riina dal carcere di Opera ha fatto sapere che Don Ciotti non gli piace e che avrebbe potuto fare la fine di Don Puglisi... Articolo 21 è solidale con Don Ciotti e ritiene che il modo migliore per 'tutelarlo' sia quello non solo di rafforzare i controlli e l vigilanza, ma anche quello di realizzare una sorta di 'scorta mediatica' capace di dare forza e sostegno a lui, a Libera e a quanti ogni giorno tentano di illuminare le zone dell'oscurità e del malaffare" si legge in una nota congiunta il direttore di Articolo 21 Stefano Corradino e il portavoce Giuseppe Giulietti. "La circostanza - concludono Corradino e Giulietti - che anche queste dichiarazioni di Riina siano state ottenute solo grazie al metodo delle intercettazioni dovrebbe consigliare quanto meno una grande prudenza a chi pensa di limitarne l'uso e magari di proibirne in tutto o in parte la conoscenza alla pubblica opinione".