Cronaca

Mafia, Cei esprime solidarietà a Don Ciotti. Telefonata di Napolitano

Messaggi per sostenere il fondatore di Libera dopo le minacce del boss dei corleonesi Totò Riina.

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ROMA - Messaggi di solidarietà e vicinanza a Don Ciotti dopo le minacce di morte da parte del boss dei corleonesi Totò Riina. Il primo è arrivato attraverso una telefonata del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma sempre oggi il fondatore di Libera ha ricevuto anche una nota della Conferenza episcopale italiana. La Chiesa italiana "che in questi anni non ha mancato di far sentire la sua voce per educare alla legalità conferma la sua vicinanza e la sua stima per don Luigi in un momento in cui viene fatto oggetto di gratuite intimidazioni e rinnova l'augurio che - sul suo esempio - si trasformino luoghi e situazioni di violenza e di morte in contesti ed azioni di vita nuova e di speranza", si legge nel testo inviato dalla presidenza della Cei.

La Cei. "In tal modo - si legge nella nota - la Chiesa continua a svolgere la sua missione. Infatti come ha detto papa Francesco lo scorso 21 marzo: 'una Chiesa che 'interferisce', denunciando senza remore l'incompatibilità tra mafie e Vangelo. E che non dimentica che la denuncia seria, attenta, documentata è annuncio di salvezza. Anche a costo della vita'. Come dimostrato dal beato don Puglisi e da don Diana. Insieme a tanti vescovi e preti che per lo più nell'anonimato continuano a lavorare per una società più umana, secondo il Vangelo di Gesù Cristo". Secondo la presidenza della Cei, "per fedeltà al Vangelo don Luigi Ciotti ha promosso con il gruppo 'Abele' prima e poi con 'Libera' un percorso di educazione al bene contro ogni forma di ingiustizia e di corruzione. La sua azione coraggiosa e intelligente si è allargata ai tanti volti del degrado e del disagio sociale: dalla lotta alla criminalità organizzata fino alla cura da varie forme di dipendenza (da gioco, da usura)".

Don Ciotti: "Impegno continua". Dopo le minacce di Riina, apprese da il presidente di Libera ha ribadito il suo impegno contro le cosche. E ha lanciato un appello alla politica perché vengano approvate misure per combattere la mafia, "soprattutto sulla confisca dei beni".

Azione cattolica. Al prete antimafia, è arrivato un messaggio di solidarietà anche da parte di Azione cattolica.  "Il Vangelo ci chiama ad avere 'fame e sete di giustizia" - osserva la presidenza di Azione cattolica-: da vent'anni l'impegno di don Luigi e di Libera ci sprona a coltivare questa fame e questa sete, a essere cittadini consapevoli e vigili, che lottano contro ogni forma di ingiustizia e di diseguaglianza". Secondo l'Azione Cattolica, "troppo spesso l'illegalità si consuma in un silenzio complice o inconsapevole. La mafia continua a nutrirsi e a prosperare nell'indifferenza di molti: per questo sono necessarie comunità in grado prima di tutto di sviluppare una coscienza critica". Mentre il presidente regionale siciliano di Confindustria, Antonello Montante, ha detto: "A don Ciotti va tutta la mia solidarietà e il pieno sostegno di Confindustria, nella consapevolezza che, nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi vent'anni, non è ancora possibile abbassare la guardia".

Cittadinanza onoraria a Libera. Dopo l'episodio il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria "a tutti coloro che, operando con l'associazione 'Libera' di don Ciotti, vivono l'esperienza di contrasto alla cultura e all'economia della mafia, per l'affermazione dei diritti e della civiltà responsabile".