ORISTANO - Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita di Antonio Murranca, il venditore ambulante 59enne di Pompu (Oristano) sparito da casa mercoledì e trovato due giorni fa carbonizzato all'interno del suo Citroen Berlingo bruciato nelle campagne dell'oristanese. E più passa il tempo, più le indagini sono indirizzate verso l'ipotesi che l'uomo sia stato ucciso, mentre perdono corpo quelle dell'incidente o del suicidio.
FOTO I rilievi sul luogo dell'omicidio
Sul fatto che il cadavere sia il suo, gli investigatori non hanno più dubbi. Le fiamme hanno quasi completamente distrutto il corpo (sono rimaste solo alcune ossa e il teschio) e per avere l'ufficialità che si tratti di Murranca si dovrà attendere l'esito dell'esame del dna, ma ormai gli investigatori hanno raggiunto questa convinzione e si tratta più che altro di un atto dovuto.
Domani, invece, sarà effettuata l'autopsia da cui, anche se le condizioni del cadavere rendono tutto più difficoltoso, si spera comunque emergano particolari importanti per risolvere il giallo. A cominciare dalle cause del decesso.
Il corpo è stato trovato al posto del guidatore e non presenta apparenti tentativi da parte di Murranca di ripararsi dalle fiamme o di uscire dal furgone. Particolare che fa sospettare agli inquirenti che l'uomo fosse già morto quando è stato appiccato l'incendio e che, allo stesso tempo, fa escludere che il fuoco sia partito per cause accidentali o che Murranca si sia cosparso di liquido infiammabile per suicidarsi. Ipotesi, quest'ultima, che in un primo momento sembrava plausibile considerato che è stato stabilito che il rogo è partito dall'interno dell'abitacolo e i segni di bruciatura nell'area attorno al furgone, non particolarmente estesi, potevano far pensare essere frutto della propagazione delle fiamme. Le successive indagini hanno però rivelato che l'incendio è stato appiccato in più punti: certamente dentro l'auto e nel cassone e forse anche all'esterno, ma questo è ancora oggetto di studio da parte dei Ris di Cagliari.
Altro elemento che fa propendere per l'omicidio è che il giorno della scomparsa Murranca, impegnato in un giro nei paesi del circondario per vendere verdura, abbia telefonato al figlio dicendo che si trovava sulla via del rientro. Poi più nulla. Dopo quella conversazione il telefonino è risultato sempre spento e al momento non è stato ritrovato. I tabulati telefonici, da ieri al vaglio dei carabinieri, sveleranno quali siano stati gli ultimi contatti di Murranca prima di scomparire e saranno utili anche per capire se ne emergono di sospetti anche dal passato meno recente.
La soluzione del caso è resa ancora più difficile dall'esistenza apparentemente limpida dell'ambulante, sposato e padre di due figli. I testimoni sentiti finora dalle forze dell'ordine, infatti, lo hanno descritto come una persona senza problemi, con una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Possibile, quindi, che se di omicidio si è trattato, il movente vada ricercato in qualcosa accaduto il giorno stesso della scomparsa da casa.
FOTO I rilievi sul luogo dell'omicidio
Sul fatto che il cadavere sia il suo, gli investigatori non hanno più dubbi. Le fiamme hanno quasi completamente distrutto il corpo (sono rimaste solo alcune ossa e il teschio) e per avere l'ufficialità che si tratti di Murranca si dovrà attendere l'esito dell'esame del dna, ma ormai gli investigatori hanno raggiunto questa convinzione e si tratta più che altro di un atto dovuto.
Domani, invece, sarà effettuata l'autopsia da cui, anche se le condizioni del cadavere rendono tutto più difficoltoso, si spera comunque emergano particolari importanti per risolvere il giallo. A cominciare dalle cause del decesso.
Il corpo è stato trovato al posto del guidatore e non presenta apparenti tentativi da parte di Murranca di ripararsi dalle fiamme o di uscire dal furgone. Particolare che fa sospettare agli inquirenti che l'uomo fosse già morto quando è stato appiccato l'incendio e che, allo stesso tempo, fa escludere che il fuoco sia partito per cause accidentali o che Murranca si sia cosparso di liquido infiammabile per suicidarsi. Ipotesi, quest'ultima, che in un primo momento sembrava plausibile considerato che è stato stabilito che il rogo è partito dall'interno dell'abitacolo e i segni di bruciatura nell'area attorno al furgone, non particolarmente estesi, potevano far pensare essere frutto della propagazione delle fiamme. Le successive indagini hanno però rivelato che l'incendio è stato appiccato in più punti: certamente dentro l'auto e nel cassone e forse anche all'esterno, ma questo è ancora oggetto di studio da parte dei Ris di Cagliari.
Altro elemento che fa propendere per l'omicidio è che il giorno della scomparsa Murranca, impegnato in un giro nei paesi del circondario per vendere verdura, abbia telefonato al figlio dicendo che si trovava sulla via del rientro. Poi più nulla. Dopo quella conversazione il telefonino è risultato sempre spento e al momento non è stato ritrovato. I tabulati telefonici, da ieri al vaglio dei carabinieri, sveleranno quali siano stati gli ultimi contatti di Murranca prima di scomparire e saranno utili anche per capire se ne emergono di sospetti anche dal passato meno recente.
La soluzione del caso è resa ancora più difficile dall'esistenza apparentemente limpida dell'ambulante, sposato e padre di due figli. I testimoni sentiti finora dalle forze dell'ordine, infatti, lo hanno descritto come una persona senza problemi, con una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Possibile, quindi, che se di omicidio si è trattato, il movente vada ricercato in qualcosa accaduto il giorno stesso della scomparsa da casa.