Cronaca

Paolo Veronesi: "Geni mutati? possiamo intervenire"

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Sia benedetta Angelina Jolie. Grazie alla sua notorietà planetaria, la sfortuna di essere predisposta geneticamente a sviluppare il tumore al seno ha fatto più di tante campagne informative. "Si è infatti sottoposta a una "mastectomia profilattica bilaterale" dopo aver scoperto questa predisposizione, e il caso ha avuto un'enorme risonanza mediatica. Da allora non c'è paziente che non ci chieda di andare a fondo in questo tipo di indagine ", spiega Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Veronesi.

Quanto è diffusa questa mutazione genetica?
"I tumori che si sviluppano in donne predisposte geneticamente sono il 5% del totale: è una mutazione che si trasmette dalla madre - ma anche dal padre - alla figlia. Il fatto è che il rischio di ammalarsi nel corso della vita arriva fino al 90%".

È complesso l'esame a cui si devono sottoporre?
"Lo era, ma sta diventando sempre più semplice. Basta un prelievo di sangue e nell'arco di un mese al massimo si riesce a sapere. Comunque, nel caso di questa "familiarità" è bene approfondire perché le donne predisposte geneticamente al tumore al seno possono sviluppare anche quello alle ovaie".

Un intervento al seno come quello di Angelina Jolie elimina totalmente il rischio?
"La sicurezza totale purtroppo non c'è mai, ma il rischio si riduce di oltre il 90 %".

Quali novità ci sono nel campo della prevenzione?
"Riguardo alla prevenzione "secondaria", che si identifica con la diagnosi precoce, ormai sappiamo quali sono gli esami da fare, a che età iniziare e così via. E anche riguardo a quella "primaria", cioè tutte quelle misure che si possono prendere per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore, è molto chiaro quello che si deve fare: si tratta di modificare il proprio stile di vita. Ciò che preoccupa è la mancanza di consapevolezza. Pensiamo alle giovani donne: dalla nostra indagine emerge che poco o nulla sanno di prevenzione, nemmeno di quella primaria. Per esempio non sanno che l'assunzione eccessiva di alcol, soprattutto dallo sviluppo fino alla prima gravidanza, aumenta molto il rischio di tumori al seno. Eppure oggi, per giovani e giovanissime bere troppo è la regola".

Dunque per il secondo anno lanciate il progetto di sensibilizzazione "Pink is Good"... "La campagna serve a raccogliere fondi per la ricerca e a divulgare le informazioni sulla prevenzione in modo che le donne possano fare scelte consapevoli: sottoporsi periodicamente ai controlli e adottare uno stile di vita sano evitando sovrappeso, sedentarietà, alimentazione ricca di grassi animali e carni rosse, eccesso di alcol e fumo. Non è difficile".