Cronaca

Carceri, Pili (Unidos): "Partito piano Dap per portare capi mafia in Sardegna"

Il deputato chiede i collaudi di tutte le strutture carcerarie sarde e pubblica su Fb e Twitter le circolari del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e del Ministero di Giustizia oltre che le foto del cantiere della prigione di Uta, alle porte di Cagliari

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CAGLIARI - La denuncia del deputato sardo di Unidos Mauro Pili, parte da Facebook e Twitter: "Sono iniziate ieri e si concluderanno entro il 16 novembre le grandi manovre del Ministero della Giustizia per trasformare la Sardegna in una vera e propria Cayenna mafiosa. Ad Oristano nelle ultime ore 14 detenuti sono stati trasferiti d'urgenza con giustificazioni fittizie con l'unico obiettivo di liberare il terzo braccio a favore dei capi mafia che sono giunti e che giungeranno nelle prossime ore. Tre dei quattro bracci sono da qualche ora già totalmente occupati dai vertici e subalterni di camorra, mafia e 'ndragheta". Pili pubblica le circolari emanate in queste ultime ore dal Dap e dal Ministero di Giustizia e le immagini del cantiere del nuovo carcere di Uta, alle porte di Cagliari. Il deputato sardo chiede la verifica dei collaudi di tutte le strutture carcerarie sarde.

"Nelle prossime ore, come mostrano le circolari - dice Pili - è previsto un contingente di detenuti del clan dei Casalesi. Nel contempo con la circolare del 29 ottobre sono stati revocati tutti i distacchi degli agenti penitenziari verso altre sedi. Dal 2 novembre tutti in servizio nel carcere di Uta. Restano senza personale i penitenziari di Iglesias, Quartucciu che sono impossibilitate a restare aperte per svuotamento degli organici. Il 16 novembre si apre il carcere di Uta, senza collaudi e con le imprese ancora impegnate nel carcere cantiere. In alto mare - dice Pili - il cantiere del 41 bis, lo spazio dedicato ai capi mafia è ancora senza muri e risulta un vero cantiere come testimoniano le immagini dell'area del 41 bis riprese dentro il carcere che pubblico su facebook oggi".
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La decisione di svuotare il terzo braccio di Oristano, trasformandolo in un carcere destinato all'Alta Sicurezza "è gravissima - scrive Pili - considerato che la carenza di personale nella struttura carceraria è stata denunciata due mesi fa, un agente per ogni singolo braccio con 55 detenuti". "Il trasferimento di 9 agenti da Iglesias a Cagliari - prosegue il deputato - comunicata formalmente ieri conferma lo svuotamento di Iglesias. Una decisione che ha costretto il direttore del carcere a mettere nero su bianco che la struttura è insicura e non può funzionare. Il piano ruota intorno all'apertura del carcere di Uta che dopo lo slittamento di anni viene prevista per il 16 novembre prossimo. Si tratta di una decisione - sostiene il deputato di Unidos - al limite dell'illegalità considerato che non solo il carcere non è stato mai collaudato e soprattutto perché all'interno esiste ancora un cantiere".

"Il '41 bis' di Uta è un cantiere vero e proprio, con celle di massima sicurezza sino a qualche giorno fa senza muri e con strutture totalmente indefinite. A questo si aggiunge l'assenza di un centro clinico compiutamente allestito, visto che la tac non sarebbe stata ancora sistemata come richiesto e soprattutto non sarebbe stato definito il distacco totale del carcere dall'area del '41 bis'. L'apertura di Uta senza collaudi è la dimostrazione più evidente - conclude Pili - di un piano che il Ministero della giustizia vuole portare avanti senza ritegno e con il silenzio complice della Regione e del suo presidente che accetta succube e supino ogni decisione venga assunta a Roma contro la Sardegna".