Cronaca

Scrivi qui i nomi di tutte le donne uccise

Presentata a Perugia una videoinstallazione firmata da Lamastra, un progetto mondiale. Che parte dalla tragica storia delle sorelle Mirabal

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di LEONARDO MALA'

PERUGIA -
Scrivere i nomi di tutte le donne uccise nel mondo. Un intento giusto e al tempo stesso visionario, ambizioso come solo l'arte sa essere. Davì Lamastra, compositore e artista, con al suo attivo collaborazioni illustri con Luciano Berio, John Cage, Brian May, Ravi Shankar, Dario Fo, Tonino Guerra e Milva, figura difficilmente classificabile come ammettono i suoi stessi collaboratori (lo definiscono un "visionario visiosonico"), ha deciso di provarci imbastendo un vero e proprio memoriale destinato ad articolarsi in 25 pannelli, una sorta di polittico intermediale. In ogni Paese del mondo tutti coloro che vorranno aderire al progetto dovranno declamare davanti a una telecamera la stessa formula, solo all'apparenza contraddittoria: "Io sono Laura Rossi e non mi ricordo di Maria Teresa Mirabal".

La frase esemplificativa non è casuale. Si comincia proprio da loro, dalle sorelle Mirabal. Se oggi si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne lo si deve al martirio di Patria, Minerva e Teresa Mirabal, tre eroine della Repubblica dominicana uccise il 25 novembre del 1960 dagli sgherri del feroce dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Le donne, note attiviste del gruppo "mariposas", ovvero farfalle, espropriate dei propri beni e con i rispettivi mariti in carcere, erano dirette all'istituto di pena di Puerto Plata quando vennero intercettate lungo la strada, trascinate di peso in una piantagione di canna da zucchero e ammazzate a colpi di bastone. Un delitto come un altro, nelle intenzioni del sanguinario Trujillo. Non immaginava la rivolta che ne sarebbe seguita, culminata con il suo stesso omicidio, l'anno seguente.

Una storia assolutamente misconosciuta in Europa, malgrado i figli delle tre martiri siano oggi molto attivi nella politica dominicana, allevati da Dedè, la quarta sorella Mirabal, morta di recente. Una vicenda che oggi riprende vita nel diagramma artistico concepito da Lamastra: ogni dichiarazione, o firma intermediale che la si voglia chiamare, costituisce un microtassello di un enorme puzzle, una base visiva e sonora sulla quale il compositore italiano realizzerà la sua opera musicale.

Il progetto, presentato a Perugia, prevede un primo pannello interamente dedicato alle tre sorelle Mirabal, con 625 testimonianze per ciascuna di loro. E sarà proprio l'Umbria a raccogliere le prime firme, in omaggio a san Francesco e a Capitini, coinvolgendo per primi i sindaci e a seguire i singoli cittadini che vorranno testimoniare in favore di questa opera collettiva. L'obiettivo è concludere questa prima fase di lancio entro il 25 novembre del 2015, ad Assisi.

L'iniziativa è supportata dalla Fondazione Paola Decini che, tra le varie iniziative, gestisce una casa di accoglienza per donne che hanno subito violenze.