ROMA - Sta migliorando il primo paziente italiano di Ebola, il medico di Emergency rientrato in settimana dalla Sierra Leone per aver contratto il virus e ricoverato allo Spallanzani di Roma, struttura specializzata nella cura di malattie infettive. I medici che lo hanno in cura fanno sapere, tramite bollettino medico, che le sue condizioni generali sono migliorate. E lui stesso afferma di sentirsi meglio. Il volontario è stato trattato in questi giorni con il plasma di convalescenza, ovvero il plasma di persone che hanno avuto l'Ebola e sono guarite.
"La temperatura corporea - scrivono i sanitari dello Spallanzani - è attualmente inferiore ai 38 gradi. Al momento i parametri vitali sono nella norma. Il paziente è vigile e collaborante, deambula autonomamente nella stanza, interagisce positivamente con il personale sanitario. Migliorati i parametri ematologici (globuli bianchi e piastrine). I parametri della funzionalità epatica e renale sono normali. Nessun nuovo sintomo caratteristico della malattia, né manifestazioni emorragiche".
Nicola Petrosillo, il coordinatore della task force dello Spallanzani che si sta occupando del caso, ha dichiarato ai microfoni di Rainews24 che il paziente "reagisce positivamente ma siamo ancora in una fase che dobbiamo valutare, per ora rimane ancora in prognosi riservata, prognosi che scioglieremo nei prossimi giorni".
Per quanto riguarda lo staff medico che ha lavorato sul paziente, e alla possibilità di contagio, il coordinatore rassicura che sono stati usati tutti gli standard di sicurezza e che i suoi collaboratori non sono mai stati a rischio. "Una volta terminata l'attività - ha chiarito - possono tornare a casa perché non hanno avuto contatti a rischio, per cui non c'è alcun problema relativo all'isolamento degli operatori sanitari".
"La temperatura corporea - scrivono i sanitari dello Spallanzani - è attualmente inferiore ai 38 gradi. Al momento i parametri vitali sono nella norma. Il paziente è vigile e collaborante, deambula autonomamente nella stanza, interagisce positivamente con il personale sanitario. Migliorati i parametri ematologici (globuli bianchi e piastrine). I parametri della funzionalità epatica e renale sono normali. Nessun nuovo sintomo caratteristico della malattia, né manifestazioni emorragiche".
Nicola Petrosillo, il coordinatore della task force dello Spallanzani che si sta occupando del caso, ha dichiarato ai microfoni di Rainews24 che il paziente "reagisce positivamente ma siamo ancora in una fase che dobbiamo valutare, per ora rimane ancora in prognosi riservata, prognosi che scioglieremo nei prossimi giorni".
Per quanto riguarda lo staff medico che ha lavorato sul paziente, e alla possibilità di contagio, il coordinatore rassicura che sono stati usati tutti gli standard di sicurezza e che i suoi collaboratori non sono mai stati a rischio. "Una volta terminata l'attività - ha chiarito - possono tornare a casa perché non hanno avuto contatti a rischio, per cui non c'è alcun problema relativo all'isolamento degli operatori sanitari".