Cronaca

Ebola: secondo trattamento plasma per il medico di Emergency

Appena arrivato dalla Germania. Il paziente è ancora in prognosi riservata e le sue condizioni di salute sono stazionarie

1 minuti di lettura
ROMA - Il medico di Emergency ricoverato all'ospedale Spallazani di Roma "ha ben tollerato il terzo trattamento sperimentale, cioè il farmaco che agisce sulla risposta immunitaria" e nel pomeriggio gli verrà somministrato un ulteriore trattamento con plasma di convalescente, arrivato questa volta dalla Germania. Lo riferisce il bollettino medico odierno. Le sue condizioni sono stazionarie ed è ancora  in prognosi riservata. Persistono i disturbi gastrointestinali, la febbre elevata, la profonda spossatezza e l'esantema cutaneo diffuso.


LEGGI Commissario Ue: "Fermare l'epidemia in Africa"

E' una cura completamente su misura quella a cui viene sottoposto il medico catanese. Il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito, subito dopo la lettura documento sulle condizioni del medico di Emergency, usa parole di grande cautela. Alla domanda se oggi è una buona giornata risponde solo: "E' presto per dirlo, è una giornata dove possiamo fare un nuovo trattamento con il plasma". Si tratta della seconda infusione dopo quella effettuata con il plasma arrivato dalla Spagna.
[[ge:rep-locali:repubblica:101789679]]
Il plasma è appena arrivato, questa volta dalla Germania, grazie ad una catena di supporto e di solidarietà istituzionale (Ministero della Salute italiano e tedesco, Ospedale Universitario di Francoforte, Centro Nazionale Sangue), scientifica (coordinamento internazionale per la gestione dell'Ebola dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), e delle società di trasporto. "Il tutto è stato effettuato con una grande partecipazione umana" è stato ribadito da Ippolito.
FOTO L'ospedale di Emergency in Sierra Leone - Misure di sicurezza per il ricovero a Roma
FOTO Così i medici intervengono in un caso sospetto L'INTERVISTA Ippolito: "Siamo pronti a tutto. Personale e macchine unici al mondo" FOTO Cronistoria dell'epidemia

Il medico si trovava in Sierra Leone per assistere i malati di Ebola dal 18 ottobre, quando è stato contagiato.