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Terremoto: crollo a L'Aquila con 9 morti, assolti i cinque imputati

Erano accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi per il collasso dello stabile in via XX settembre 79 davanti alla Casa dello Studente. Il pm Picuti aveva chiesto l'assoluzione per tutti e il giudice monocratico del tribunale Giuseppe Grieco, ha stabilito che non "hanno commesso il fatto'.  Si tratta di una delle costole del maxiprocesso legato al sisma che nel 2009 distrusse la città e provocò 309 vittime

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L'AQUILA - Il giudice monocratico del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco, ha assolto questa sera con la formula 'per non aver commesso il fatto' i cinque imputati per il crollo, causato dal sisma del 6 aprile 2009, del condominio al civico 79 di via XX Settembre nel quale morirono nove persone. Si tratta di una delle costole del maxiprocesso sui crolli legati al terremoto che distrusse la città dell'Aquila e provocò 309 vittime ed enormi danni in molte altre pari dell'Abruzzo.

Sotto processo con l'accusa di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi erano finiti i costruttori Francesco Laurini, 58 anni, di Magliano dei Marsi (L'Aquila) coamministratore della società 'Belvedere' proprietaria e committente dei lavori di un fabbricato vicino a quello crollato, Armido Frezza, 67 anni, aquilano, socio di Laurini, ex presidente dell'Ance e impegnato nella ricostruzione, Diego Scoccia, 59 anni, di Rocca di Mezzo (L'Aquila) progettista e direttore dei lavori, Pietro Paoloni, 60 anni, di Rocca di Mezzo, anche lui progettista architettonico e direttore dei lavori e infine Enrico De Cristofaro, 59 anni, di Avezzano (L'Aquila), collaudatore statico.

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In realtà in fase di indagini preliminari il pm Fabio Picuti aveva individuato responsabilità in capo ai progettisti e realizzatori dell'edificio poi crollato, tutti morti però nel corso degli anni. L'intera istruttoria dibattimentale è stata caratterizzata dalla "battaglia" legale tra parti civili e difese in relazione all'interazione che il nuovo fabbricato Belvedere sorto accanto a quello preesistente di via XX Settembre civo 79, avrebbe avuto a causa del terremoto, aggravando la situazione sull'edificio crollato.

La svolta c'è stata nella scorsa udienza nella quale i periti del giudice hanno puntato il dito contro il vecchio edificio (per i periti non poteva avere l'abitabilità perché realizzato in 'maniera temeraria') convincendo il pm Picuti a chiedere l'assoluzione per i cinque imputati. Il palazzo, sempre secondo i periti del giudice, era stato realizzato malissimo circa 50 anni fa e sarebbe crollato comunque in quanto vulnerabile in relazione alla progettazione, alla forma e per il cemento che, a causa degli anni, si era deteriorato. Nella precedente udienza, i consulenti hanno rappresentato due diversi scenari sulle cause del crollo ma, al di là dei dubbi che su questa tragedia ci saranno sempre, le lacune costruttive di quell'edificio (progettisti ed esecutori sono deceduti da molti anni) sembrano essere l'elemento che più degli altri ha influito sulla sentenza. Le parti civili hanno annunciato di ricorrere in appello.