Cronaca

Viminale, Alfano: "Non ci faremo intimidire da chi si oppone all'alta velocità"

"Preoccupa che insorgenze e nuovi tentativi di organizzazione possano partire dalle grandi opere" afferma il ministro durante la conferenza stampa sul bilancio di fine anno del Ministero dell'Interno. Nel 2014 in calo omicidi (-11,7%) rapine e furti. Diminuiscono femminicidi e manifestazioni sportive con feriti

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ROMA - Il ministro dell'Interno Angelino Alfano lo dice alla fine della conferenza stampa, ma tutti si aspettavano parole chiare sui nuovi sabotaggi all'alta velocità che ci sono stati oggi a Bologna e che hanno causato il rallentamento della linea ferroviaria nazionale. "Chi si oppone all'alta velocità sappia che non intimidirà lo Stato" ha detto il ministro rispondendo ad una domanda dei giornalisti durante il tradizionale bilancio di fine anno delle attività del ministero dell'Interno. "L'opera - ha aggiunto riferendosi alla Tav Torino-Lione - sarà completata, come democraticamente è stato deciso".

Poi ha lanciato l'allarme dopo la recente sentenza che ha tolto l'aggravante del terrorismo ai giovani condannati per l'attentato al cantiere Tav di Chiomonte: "Questo non fa venire meno la preoccupazione che vi possano essere nuove insorgenze e nuovi tentativi di organizzazione che, invece che dalle fabbriche, partano dall'attacco alle grandi opere da ambienti antagonisti" ha sottolineato.

Alfano ha voluto rinnovare la gratitudine sua e del governo ai tutori dell'ordine pubblico: "Ci sono stati duri attacchi alle forze dell'ordine senza che io sentissi levare parole di solidarietà", ha sottolineato il ministro, che tuttavia non ha nascosto la sua insoddisfazione per i 731 feriti nella polizia nel mantenimento dell'ordine pubblico. "Il diritto alla salute degli operatori delle forze dell'ordine non è un diritto minore" ha ricordato Alfano, che ha voluto anche tranquillizzare in merito ad un'allarme bomba che aveva portato alla chiusura di alcune strade adiacenti al ministero: "Era una borsa con dentro una sveglia, possiamo proseguire tranquillamente" è stata la rassicurazione del ministro.

Il bilancio delle operazioni appare tuttavia carico di buoni risultati, a cominciare dalla diminuzione del numero degli omicidi che sono calati dell'11,1% dal 15 ottobre 2013 ad oggi. Cala anche l'indice di delittuosità in Italia, vale a dire il rapporto tra i delitti commessi e il numero di abitanti, che fa segnare un segno meno del 7,7% nel 2014. Complessivamente ci sono stati 150 mila delitti totali in meno commessi in Italia: oltre al calo degli omicidi si registra quello delle rapine del 13%. Più contenuta la diminuzione dei furti, -1,1% nel 2014.

Quest'anno sono stati arrestati 19 latitanti tra i più pericolosi e 108 latitanti appartenenti ai gruppi di rilievo. Molto positivi anche i dati relativi ai sequestri di droga: nel 2014 sono state sequestrate 150 tonnellate di droga, 884 chili di eroina, 3679 chili di cocaina, 144.720 chili di cannabis. la lotta alla criminalità ha portato al sequestro di oltre 8 miliardi di beni, mentre 3 miliardi è il valore dei beni confiscati. Anche sul fronte delle manifestazioni sportive le ultime norme sembrano aver prodotto dei risultati importanti: nel 2014 sono stati erogati 533 provvedimenti di Daspo (per un totale che supera le 4mila unità), calo del 12% delle partite con feriti, dimunizione del 30% del numero dei feriti tra i tifosi e del 22% dei feriti tra le forze dell'ordine:

In calo anche gli incidenti stradali che nel 2014 sono scesi del 5,8%. "La società italiana è pronta per l'introduzione del reato di omicidio stradale" ha detto il ministro, che ha fornito dati anche in relazione ai femminicidi, diminuiti del 9,4%. 160 sono stati invece i casi di allontanamento del coniuge violento. "La legge ha prodotto dei miglioramenti - ha detto il ministro - ma dobbiamo ancora lavorare". meno positivi i dati rigurdanti l'immigrazione, ma l'aumento degli arrivi è stato causato principalmente "dalla guerra in Siria e dall'instabilità in Libia". Ma per Alfano quello che conta è la fine dell'operazione "Mare Nostrum" e l'avvio di "Triton" con il quale l'Unione europea si prende carico del fronte mediterraneo.

Come ogni bilancio che si rispetti ci sono anche i propositi per il nuovo anno: in cima alla lista stilata da Alfano c'è una legge contro il terrorismo internazionale, poi una nuova legge sulla certezza della pena. Per Alfano "bisognerà pensare a
punire non solo chi recluta in Occidente i combattenti, ma intervenire anche su chi vuole andare a combattere in terra straniera". Alfano ha anche annunciato una legge sulla sicurezza urbana e una riorganizzazione della governance dell'Agenzia dei beni confiscati.