Giallo di Ancona, forse due le persone coinvolte nell'omicidio
Prime rivelazioni sull'assassinio di Giancarlo Sartini, il 53enne ucciso nella notte del 26 dicembre
ANCONA - Iniziano a emergere i primi dettagli. Potrebbero essere almeno due i ladri che hanno massacrato, con colpi di spranga alla testa, Giancarlo Sartini, 53 anni, ex dipendente di un'impresa di pulizie degli appalti ferroviari, nella sua abitazione di Chiaravalle. L'uomo, molto corpulento, aveva problemi di deambulazione e di respirazione, tanto che aveva ancora la mascherina dell'ossigeno sul volto quando è stato aggredito nel sonno. Sartini non avrebbe reagito, e questo rende ancora più inquietante l'omicidio, commesso su un uomo inerte che dormiva o comunque non sarebbe stato in grado di difendersi.
I carabinieri sono convinti che il movente sia il furto, anche se non escludono altre ipotesi e continuano a passare al setaccio la vita del pensionato, un uomo schivo e apparentemente senza ombre, che viveva con una pensione di 1.200 euro al mese e non aveva certo tesori nascosti in casa. Il ladro, o i ladri, hanno portato via la collanina e il braccialetto d'oro che l…
I carabinieri sono convinti che il movente sia il furto, anche se non escludono altre ipotesi e continuano a passare al setaccio la vita del pensionato, un uomo schivo e apparentemente senza ombre, che viveva con una pensione di 1.200 euro al mese e non aveva certo tesori nascosti in casa. Il ladro, o i ladri, hanno portato via la collanina e il braccialetto d'oro che l…
ANCONA - Iniziano a emergere i primi dettagli. Potrebbero essere almeno due i ladri che hanno massacrato, con colpi di spranga alla testa, Giancarlo Sartini, 53 anni, ex dipendente di un'impresa di pulizie degli appalti ferroviari, nella sua abitazione di Chiaravalle. L'uomo, molto corpulento, aveva problemi di deambulazione e di respirazione, tanto che aveva ancora la mascherina dell'ossigeno sul volto quando è stato aggredito nel sonno. Sartini non avrebbe reagito, e questo rende ancora più inquietante l'omicidio, commesso su un uomo inerte che dormiva o comunque non sarebbe stato in grado di difendersi.
I carabinieri sono convinti che il movente sia il furto, anche se non escludono altre ipotesi e continuano a passare al setaccio la vita del pensionato, un uomo schivo e apparentemente senza ombre, che viveva con una pensione di 1.200 euro al mese e non aveva certo tesori nascosti in casa. Il ladro, o i ladri, hanno portato via la collanina e il braccialetto d'oro che l'uomo indossava, il portafogli e un cellulare. Non è escluso, però, che questi oggetti si trovino ancora in casa. I carabinieri perquisiranno l'appartamento quando non ci sarà più il rischio di inquinare la scena del crimine, dove sono ancora al lavoro i militari del Ris.
Chi ha agito ha usato tutti gli accorgimenti, il che denota che si tratta di professionisti, ma ha lasciato una traccia di sangue sul davanzale di una finestra da cui si presume che i ladri-assassini siano entrati e poi usciti, dopo aver sfruttato un cordolo per salire fino a due metri di altezza. Sartini, peraltro, era stato già vittima di un furto nel settembre scorso. Le indagini sono condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Ancona e dalla Compagnia di Jesi, coordinati dal pm Paolo Gubinelli. L'arma del delitto, con cui sono stati inferti tre colpi, forse anche un quarto, non è stata ancora ritrovata.
I carabinieri sono convinti che il movente sia il furto, anche se non escludono altre ipotesi e continuano a passare al setaccio la vita del pensionato, un uomo schivo e apparentemente senza ombre, che viveva con una pensione di 1.200 euro al mese e non aveva certo tesori nascosti in casa. Il ladro, o i ladri, hanno portato via la collanina e il braccialetto d'oro che l'uomo indossava, il portafogli e un cellulare. Non è escluso, però, che questi oggetti si trovino ancora in casa. I carabinieri perquisiranno l'appartamento quando non ci sarà più il rischio di inquinare la scena del crimine, dove sono ancora al lavoro i militari del Ris.
Chi ha agito ha usato tutti gli accorgimenti, il che denota che si tratta di professionisti, ma ha lasciato una traccia di sangue sul davanzale di una finestra da cui si presume che i ladri-assassini siano entrati e poi usciti, dopo aver sfruttato un cordolo per salire fino a due metri di altezza. Sartini, peraltro, era stato già vittima di un furto nel settembre scorso. Le indagini sono condotte dal Reparto operativo dei carabinieri di Ancona e dalla Compagnia di Jesi, coordinati dal pm Paolo Gubinelli. L'arma del delitto, con cui sono stati inferti tre colpi, forse anche un quarto, non è stata ancora ritrovata.