ROMA - "Greta ha usato le parole perfette: ci dispiace per il dolore causato, ma non siamo responsabili del nostro rapimento. Siamo state cinque mesi e mezzo chiuse dentro". Sono queste le parole di Vanessa Marzullo, una delle due cooperanti italiane rapite in Siria e liberate nei giorni scorsi. Ha parlato ai giornalisti davanti alla sua casa a Verdello, nel bergamasco, commentando le polemiche di questi giorni sulla loro liberazione. "Adesso stiamo bene - ha continuato - è bellissimo stare con le nostre famiglie. E' un pò difficile stare lontana da Greta, ma c'è la nostra famiglia e stiamo bene". Durante la prigionia, ha raccontato Vanessa, "dormivamo su dei materassi, non in un letto vero. Stiamo state trattate bene in quel contesto, non abbiamo subito violenze. Adesso sicuramente non torneremo in Siria, ma continueremo ad aiutare da qua. Non dimentichiamo che c'è un massacro in corso".
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I ringraziamenti. "Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per la nostra libertà, lo stato l'unità di crisi, tutte le persone che hanno sempre sperato, pregato e pensato a noi". Un giornalista le domanda se abbia avuto paura di non farcela e di non riuscire a tornare: "certo che sì", ha concluso Vanessa.
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Greta: "Non smetteremo di aiutare". Poco dopo interviene anche l'altra volontaria rapita in Siria, Greta Ramelli. "Purtroppo le cose sono andate così ma è la guerra, noi continueremo a dedicarci e ad aiutare da qui - ha detto Greta Ramelli - . Non smetteremo di aiutare, non ci arrendiamo", ha aggiunto, "le ingiustizie che avvengono in Siria vanno combattute anche da qui, continueremo a batterci anche da qui". "Io e Vanessa ci siamo supportate a vicenda", ha aggiunto. Sulle due ragazze filtrano altre indiscrezioni. A parlare è anche la mamma di Greta, Antonella Biasio. "Greta ha trascorso gran parte della notte a parlare con suo fratello - ha detto la mamma - . Greta sta bene è felice, anche se ancora un poco frastornata. Si sta riprendendo piano piano e oggi abbiamo ricevuto alcune visite di amici e parenti. La sua è stata una brutta esperienza che per fortuna è finita bene".
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Boldrini: "Necessaria la prudenza". Sulla vicenda delle due cooperanti Italiane rapite in Siria e sulle polemiche sull'ipotesi del pagamento di un riscatto per la liberazione delle cooperanti, interviene anche la presidente della Camera, Laura Boldrini. "Ritengo che ci siano alcune polemiche veramente inaccettabili, insopportabili e non degne di considerazione. La solidarietà è un valore fondante anche nella nostra Costituzione", ha detto Boldrini. La presidente della Camera ha comunque ricordato quanto, in questi casi, sia necessaria prudenza. "E' bello che sullo slancio della solidarietà Vanessa e Greta siano volute andare lontano - ha concluso Boldrini - . E' anche vero che ci sono alcuni luoghi più pericolosi. Ed è vero che l'esperienza talvolta non serve: abbiamo visto fior fior di inviati di guerra, uomini, essere rapiti, quindi non valgono gli argomenti sul fatto che siano giovani e donne".
Il commento di Salvini. Matteo Salvini non si esime dal rispondere alla presidente della Camera: "La Boldrini è una poveretta. Vada in Siria, l'aspettano", replica su Affaritaliani.it.
IL COMMENTO Roberto Saviano: "L'odio per il bene"
Il tweet di Gasparri. A difendere le due giovani oggi è sceso in campo anche lo scrittore Roberto Saviano, polemizzando su Twitter con Maurizio Gasparri dopo le illazioni sulle due giovani volontarie. "Chi scrive questo è il Vicepresidente del Senato - 'cinguetta' Saviano riportanto il tweet della discordia di Gasparri - Quale autorevolezza potranno mai avere le istituzioni italiane...". Poi torna sull'argomento e lancia una proposta: "Invito i senatori italiani che conservano dignità a uscire dall'Aula quando il Sen. Gasparri la dovesse presiedere".
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