PADOVA - Sei agenti di polizia penitenziaria e un detenuto sono rimasti feriti nella rivolta scoppiata all'interno del Due Palazzi di Padova, tra ieri sera e stamane. Lo riferisce il segretario regionale della Uil penitenziari, Leo Angiulli. Oltre ai 4 di ieri, nella prima fase dei disordini scoppiati al quarto piano della casa di reclusione, si sono aggiunti oggi un altro ispettore ed un agente penitenziario intervenuti per sottrarre delle lamette ad un detenuto, un uomo dell'Europa dell'Est che dopo essersi ferito da solo si era barricato nella propria cella.
L'uomo, secondo quanto risulta al sindacalista, sarebbe colui che ha ispirato la rivolta di ieri sera tra i detenuti del quarto piano, la sezione detentiva sottoposta a vigilanza dinamica, dove le celle sono aperte e che ospita circa 60 persone. Si tratta di soggetti che devono scontare pene definitive superiori ai 4 anni di reclusione, tra i quali però non vi sono uomini accusati di terrorismo. Dei sei feriti, solo due - un agente con una frattura ad un braccio ed un altro con alcune costole incrinate - sono ancora ricoverati in ospedale.
La notizia della rivolta è stata resa nota dal Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, secondo il quale "quel che è accaduto giovedì sera è gravissimo, anche in relazione all'atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba".
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha ricostruito l'accaduto: "Nella sezione detentiva regolamentata dalla vigilanza dinamica, che permette ai detenuti di girare liberi buona parte del giorno e che per questo presenta livelli minimi di sicurezza, si respirava alta tensione, con atteggiamenti palesemente provocatori da parte di buona parte dei detenuti verso i poliziotti. All'atto dell'ingresso nel reparto detentivo di due poliziotti penitenziari questi sono stati aggrediti e feriti senza alcuna giustificazione e le cose sono drammaticamente degenerate con urla e grida. Molti dei detenuti, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all'Isis".
Solo l'intervento di altri poliziotti penitenziari in servizio in carcere ma anche liberi dal servizio e presenti nella caserma del penitenziario ha riportato la situazione alla normalità. "Era comunque qualcosa di organizzato - denuncia Capece - visto che sono stati rinvenuti bastoni e coltelli artigianali".
Nella sua nota il Sappe, che chiede al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo "urgenti provvedimenti a tutela dei poliziotti penitenziari che lavorano nella Casa di Reclusione di Padova e della stessa vivibilità nella struttura detentiva", sottolinea che "indagini condotte negli istituti penitenziari di alcuni paesi europei tra cui Italia, Francia e Regno Unito hanno rivelato l'esistenza di allarmanti fenomeni legati al radicalismo islamico, che anche noi come sindacato dei Baschi Azzurri abbiamo denunciato in diverse occasioni".
L'uomo, secondo quanto risulta al sindacalista, sarebbe colui che ha ispirato la rivolta di ieri sera tra i detenuti del quarto piano, la sezione detentiva sottoposta a vigilanza dinamica, dove le celle sono aperte e che ospita circa 60 persone. Si tratta di soggetti che devono scontare pene definitive superiori ai 4 anni di reclusione, tra i quali però non vi sono uomini accusati di terrorismo. Dei sei feriti, solo due - un agente con una frattura ad un braccio ed un altro con alcune costole incrinate - sono ancora ricoverati in ospedale.
La notizia della rivolta è stata resa nota dal Sappe, il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, secondo il quale "quel che è accaduto giovedì sera è gravissimo, anche in relazione all'atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba".
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha ricostruito l'accaduto: "Nella sezione detentiva regolamentata dalla vigilanza dinamica, che permette ai detenuti di girare liberi buona parte del giorno e che per questo presenta livelli minimi di sicurezza, si respirava alta tensione, con atteggiamenti palesemente provocatori da parte di buona parte dei detenuti verso i poliziotti. All'atto dell'ingresso nel reparto detentivo di due poliziotti penitenziari questi sono stati aggrediti e feriti senza alcuna giustificazione e le cose sono drammaticamente degenerate con urla e grida. Molti dei detenuti, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all'Isis".
Solo l'intervento di altri poliziotti penitenziari in servizio in carcere ma anche liberi dal servizio e presenti nella caserma del penitenziario ha riportato la situazione alla normalità. "Era comunque qualcosa di organizzato - denuncia Capece - visto che sono stati rinvenuti bastoni e coltelli artigianali".
Nella sua nota il Sappe, che chiede al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo "urgenti provvedimenti a tutela dei poliziotti penitenziari che lavorano nella Casa di Reclusione di Padova e della stessa vivibilità nella struttura detentiva", sottolinea che "indagini condotte negli istituti penitenziari di alcuni paesi europei tra cui Italia, Francia e Regno Unito hanno rivelato l'esistenza di allarmanti fenomeni legati al radicalismo islamico, che anche noi come sindacato dei Baschi Azzurri abbiamo denunciato in diverse occasioni".