Cronaca

Lamezia, imprenditore ucciso e bruciato nell'auto

Agguato mafioso sotto casa alle quattro del mattino. La vittima in passato era stato coinvolto in inchieste penali. Gli investigatori seguono la pista del delitto di 'ndrangheta

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LAMEZIA TERME (Catanzaro) - Hanno aspettato pazientemente che rientrasse a casa. Poi, alle quattro del mattino, quando Domenico Maria Gigliotti è arrivato davanti all'ingresso della sua villetta, i killer sono entrati in azione con la freddezza dei professionisti. Lo hanno ucciso con diversi colpi di pistola, sparandogli mentre era ancora seduto alla guida della sua Bmw station wagon. Quindi hanno dato fuoco all'auto provocando un rogo devastante.

E' un'esecuzione mafiosa in piena regola quella di cui è stato vittima un imprenditore quarantenne di Lamezia Terme, assassinato nel cuore della notte alla periferia della città, dove viveva assieme alla moglie e alle due figlie piccole. Un'esecuzione che i sicari della 'ndrangheta hanno portato a termine in maniera feroce, molto probabilmente per lanciare un segnale preciso.

Inutili i soccorsi scattati subito dopo la telefonata disperata della moglie della vittima. Quando le forze dell'ordine sono arrivate sul posto non hanno trovato altro che la macchina in fiamme, ormai quasi completamente distrutta dall'incendio, con all'interno il corpo carbonizzato dell'imprenditore. Domenico Gigliotti era un personaggio particolare, noto alle forze di polizia. Una "testa calda" lo definiscono gli investigatori, che in diverse occasioni aveva più volte fatto parlare di sè. I rapporti di polizia lo descrivono come un personaggio violento, con un passato da ultras della Vigor Lamezia, già raggiunto anche da un Daspo, il divieto di frequentare lo stadio durante le manifestazioni sportive.

In passato l'uomo era anche rimasto coinvolto in un'inchiesta per alcune truffe che ruotavano intorno a una agenzia di viaggi che gestiva insieme alla moglie. Ma già prima il suo nome era spuntato nell'ambito di alcune inchieste sulle cosche lametine. Tra queste, l'inchiesta "Medusa" della Dda di Catanzaro, del 2012, nella quale Gigliotti appariva come un imprenditore edile vicino al clan Giampà. Nessun ruolo di primo piano nell'ambito della cosca, e tuttavia per gli investigatori la pista principale da seguire porterebbe proprio ai suoi rapporti con esponenti di spicco della 'ndrangheta.

Le indagini dei carabinieri di Lamezia Terme per il momento si stanno concentrando soprattutto sulla ricostruzione dell'agguato. Operazione non semplice, visto che l'uomo viveva in una zona piuttosto isolata ed è difficile che ci possano essere stati testimoni. In queste ore sono in corso anche alcuni interrogatori, a partire da quello della moglie della vittima che potrebbe avere sentito qualcosa. Parallelamente gli investigatori stanno sentendo altri familiari e conoscenti, per cercare di risalire ad eventuali contrasti nati con gli ambienti criminali lametini.