Cronaca

Giovanni Bignami: "Puntiamo sugli asteroidi, più facili della Luna da sfruttare"

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"LA Luna? Solo fumo negli occhi. La strada da seguire sono gli asteroidi". Giovanni Bignami, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, darà alle stampe nelle prossime settimane "Oro dagli asteroidi e asparagi da Marte", un libro dedicato allo sfruttamento delle risorse spaziali.

Non crede allo sfruttamento della Luna?
"I depositi di ghiaccio da cui si estrarrebbe l'idrogeno si trovano a oltre 200 gradi sotto zero. Scendere sulla Luna in modo morbido, cercare il luogo migliore per scavare, costruire impianti in condizioni tanto ardue e poi risalire trasportando l'idrogeno liquido sono imprese possibili, ma dubito che un'azienda riesca a renderle convenienti. Molto diversa è la prospettiva degli asteroidi".

Perché?
"Non c'è bisogno di spendere energia per atterrare e ripartire, essendo la gravità debole. E mentre la Luna è una sorta di Terra, gli asteroidi offrono elementi più interessanti".

Qual è la differenza?
"La Terra è rimasta semiliquida per quasi un miliardo di anni. I metalli pesanti interessanti per uno sfruttamento economico come uranio, torio, platino, oro, sono precipitati verso il centro. Gli asteroidi, essendo più piccoli, non hanno vissuto questo fenomeno. Basterebbe un corpo celeste di qualche decina di chilometri tutto di ferro per rendere interessante una missione spaziale".

Come si trasporterebbe il ferro sulla Terra?
"Una sonda potrebbe agganciare l'asteroide e trasportarlo in un'orbita comoda per lo sfruttamento, ad esempio attorno alla Luna. E un corpo celeste ricco di platino varrebbe molto più di un asteroide tutto d'oro".