Cronaca

Michele De Lucchi: "Expo di Milano, pensare al futuro"

1 minuti di lettura
Appariranno come colline e valli, il Padiglione Zero e l'Expo centre.
E rappresenteranno un simbolo che, per l'architetto Michele De Lucchi, può guardare al futuro. È stato lui a disegnarli come "un pezzo di crosta terreste sezionato e sollevato in modo da poterci entrare dentro".

In campo architettonico, qual è la particolarità dell'Expo di Milano?
"Questa Expo ha posto con grande evidenza la permanenza e la temporaneità dell'architettura e sta dimostrando quanto sia importante e difficile gestire tale tema. Non possiamo andare avanti costruendo per l'eternità.
Servono soluzioni che ottimizzino e valorizzino l'uso del suolo che è già stato occupato. Spero che il sito espositivo possa essere in parte riportato allo stato naturale e in parte utilizzato per realizzare edifici temporanei ad alta efficienza tecnica e funzionale".

Come è riuscito a declinare il richiamo alla sostenibilità nelle strutture?
"Entrambe le costruzioni sono senza fondazioni e non hanno bisogno di essere fissate al suolo. Questo le rende teoricamente smontabili e ricostruibili.
Una valida soluzione da sviluppare in futuro. Non possiamo pensare di smettere di costruire e di cercare soluzioni per abitare meglio il pianeta".