ROMA - "Io sono uno degli 80 del VII nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte". Lo scrive su Facebook Fabio Tortosa, classe 1973, un ventottenne ai tempi del G8 di Genova. Poliziotto del reparto mobile di Roma, è dirigente sindacale del Consap, dirigente della federazione italiana di football americano e vicepresidente della squadra di football americano Lazio Marines.
Sul social network il suo commento è del 9 aprile, due giorni dopo la condanna da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha dato ragione a Arnaldo Cestaro, una delle vittime del massacro operato dalle forze dell'ordine alla scuola Diaz. Sul proprio post Tortosa rivendica con orgoglio quanto fatto dalla polizia nella scuola genovese tra le fila del VII nucleo sperimentale inquadrato nel primo reparto mobile, quello dei 'celerini' romani, protagonista dell'irruzione sotto il comando di Michelangelo Fournier.
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Le verifiche. Dopo la pubblicazione su Fb "sono in corso verifiche" da parte del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Si cercherà di accertare se si tratti effettivamente del suo account ufficiale o di un falso e "laddove effettivamente dovesse trovarsi conferma che le stesse sono state opera di un appartenente alla polizia di Stato, si avvieranno le conseguenti procedure disciplinari, laddove l'autorità giudiziaria non dovesse ravvisare profili di rilevanza penale". Non basta. Il dipartimento della pubblica sicurezza precisa che "sull'episodio sono già stati avviati accertamenti anche sull'identità delle persone che hanno commentato ed interagito con le dichiarazioni dello stesso". "Pertanto - spiega il dipartimento - tale attività consentirà di adeguare nella severità l'azione disciplinare alla gravità di quanto emerso sia nei confronti dell'autore del post che nei confronti di tutti coloro che, se appartenenti alla polizia di stato, hanno effettuato commenti censurabili".
Sulla vicenda in serata è intervenuto anche il presidente del Consiglio: No a "capri espiatori" sulle violenze alla Diaz del G8 a Genova, ma ancora non è stata fatta "chiarezza fino in fondo" sulle "responsabilità politiche di chi ha gestito quella vicenda". E ancora: "Da presidente del Consiglio e da segretario del Pd il mio impegno è mettere il reato di tortura" ha detto Renzi, intervistato da Primo canale a Genova. "Genova è stata una pagina terribile per quelli della mia generazione, ne porteranno i segni per sempre", ha sottolineato. "Faremo presto chiarezza su fatti di simile gravità. Con tutta la celerità necessaria e con il dovuto rigore, valuteremo il comportamento del poliziotto" ha confermato il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
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Pubblicato nella notte del 9 aprile alle 23,14, il commento del poliziotto non aveva avuto grossa risonanza. Pochi "amici" sul profilo, circa 150, e nel pomeriggio di oggi aveva raggiunto 190 "like", i pollici all'insù su un massacro che macchia l'Italia davanti all'Europa. Degli ulteriori 194 commenti registrati molti condividevano con entusiasmo le parole del poliziotto. Che il giorno dopo, venerdì 10 aprile, era tornato sul suo ragionamento: "Esistono due realtà, due verità. La verità e la verità processuale. La verità processuale si è conclusa con una condanna di alcuni vertici della polizia di Stato e del mio fratello Massimo Nucera a cui va sempre il mio grande rispetto ed abbraccio. Poi esiste la verità, quella con tutte le lettere maiuscole. Quella che solo io e i miei fratelli sappiamo, quella che solo noi che eravamo lì quella notte sappiamo. Una verità che non abbiamo mai preteso che venisse a galla. Una verità che portiamo nei nostri cuori e nei nostri occhi a distanza di quasi 15 anni, quando quegli uomini incredibili si reincrociano in ogni piazza d'Italia in cui ci sia da avversare i nemici della democrazia. Quegli occhi che si uniscono in un abbraccio segreto. In un convenzionale e silenzioso 'si', lo sappiamo, ci hanno inculato. Ma che importa? non era la gloria quello che cercavamo. Quello che volevamo era contrapporci con forza, con giovane vigoria, con entusiasmo cameratesco a chi aveva, impunemente, dichiarato guerra all'Italia, il mio paese, un paese che mi ha tradito ma che non tradirò".
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Poi, l'attacco a chi non condivide il suo orgoglio, la nostalgia di non poter tornare ancora alla Diaz "mille e mille volte". "Per quanto riguarda tutti voi; tranquilli, non vogliamo la pietas di nessuno. Sappiamo che siamo quelli ignoranti, scampati alla disoccupazione, lontani dai vostri salotti radical chic, dal vostro perbenismo becero, dal vostro politically correct. Siamo quelli che dopo un servizio di 10 ore dove abbiamo respirato odio, siamo pronti a rientrare nelle nostre case a dare amore ai nostri figli e alle nostre mogli. Ci troverai con una ceres in mano, ti odieremo perchè non hai la nostra tuta da op, ma non te lo faremo sapere. Saremo sempre al tuo servizio, anche se quando ti rubano in casa, meriteresti, e sarebbe più coerente, che chiamassi batman".
[[ge:rep-locali:repubblica:111953830]]
I commenti sono vari. "D'altronde in un paese dove 'giuliani' è ritenuto un santo che ti vuoi aspettare......", uno dei primi. Un altro è pronto all'irruzione: "Ti stimo e se fosse per me verrei pure io". Fabio Tortosa gradisce e assicura: "Pagherei per tornare indietro ed avere al mio fianco oltre ai miei fratelli di allora le tante persone che ho conosciuto negli anni tra cui tu". La presenza di Tortosa alla Diaz suscita anche invidia: "Ti ho invidiato! grande!" dice un utente. "La prossima volta kiama ... E' sarò al tuo fianco ...." un altro. Qualcuno inizia ad apparire anche su Twitter.
[[ge:rep-locali:repubblica:111955984]]
E c'è anche chi era al fianco di Tortosa alla Diaz: "In quegli anni e specialmente in quei giorni ho vissuto dei momenti che resteranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore...Eravamo 80 ma la nostra forza era inarrestabile...80 Torturatori con le palle piene de stemmerde. Ora nn sono piu con te Fabio come allora ma avrei dato chissa cosa per continuare a vivere con gente come te".
Un altro allarga l'orizzonte: "per quel poco che serve avete tutta la mia stima, e a quelle merde che ogni volta tirano fuori i nomi di cucchi, aldrovandi etc etc... Ricordatevi le vittime o i feriti delle forze dell'ordine durante l'ordine pubblico, raciti etc etc... Io ero a casa con dei compagni di squadra a guardare cosa combinavano quei 'bravi ragazzi' e tifavamo per la polizia, come dovrebbe fare ogni cittadino che ci tiene al proprio paese".
[[ge:rep-locali:repubblica:111953832]]
Su Carlo Giuliani, poi, si apre un dibattito. Tortosa prova a metterci la parola fine: "Non ci sono mezze misure. O si sta con quella merda di Giuliani o si sta con quelli che a Giuliani gli fanno saltare la testa se attenta alla tua vita. Tu con chi stai? quelli come me pensano che sia morto perché è una merda che stava provando ad ammazzare tre giovani ragazzi, il più grande di 20 anni. E mi auguro che sotto terra faccia schifo anche ai vermi".
[[ge:rep-locali:repubblica:111968117]]
"Le mie parole sono state travisate". "Il VII nucleo a Genova nell'irruzione alla scuola Diaz ha rispettato tutte le norme, le leggi e le prassi" afferma Tortosa. "Quella dell'irruzione alla scuola Diaz rimarrà una pagina nera per questo Paese ma chi c'era sa che è venuta fuori solo una parte della verità". "Crediamo che questa voglia di verità debba albergare anche nelle alte sfere, non solo in me, nei miei colleghi che erano con me e nelle vittime, alle quali - conclude - va tutta la mia solidarietà".
Le reazioni politiche. "E' evidente che diventa sempre più necessaria l'istituzione di un commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti, sulle manovre, sui comportamenti di apparati dello Stato e sulle troppe zone d'ombra che segnarono il G8 di Genova del 2001. In attesa che la politica faccia questo atto di coraggio, oggi dopo la pubblicazione delle farneticazioni, con la rivendicazione delle torture, sui social di un appartenente alla Polizia di Stato, presente nel 2001 a Genova alla Diaz, ci aspettiamo parole chiare dal Ministro dell'Interno". Lo afferma in una nota Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Così anche la presidente del gruppo misto-Sel Loredana De Petris e i senatori di Sel Peppe De Cristofaro e Luciano Uras: "Le folli dichiarazioni di un poliziotto che, dopo aver partecipato alla bestiale aggressione alla Diaz, rivendica ora orgogliosamente le torture inflitte a persone inermi è gravissima e impone un intervento immediato, deciso e senza ambiguità del ministro degli interni e del capo della polizia". Per il responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano è necessario che "il ministro Alfano apra un'inchiesta su questo episodio proprio per il rispetto che dobbiamo alle vittime di quella vicenda, alle sentenze della magistratura e alle decine di migliaia di donne e uomini che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza".
Sul social network il suo commento è del 9 aprile, due giorni dopo la condanna da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha dato ragione a Arnaldo Cestaro, una delle vittime del massacro operato dalle forze dell'ordine alla scuola Diaz. Sul proprio post Tortosa rivendica con orgoglio quanto fatto dalla polizia nella scuola genovese tra le fila del VII nucleo sperimentale inquadrato nel primo reparto mobile, quello dei 'celerini' romani, protagonista dell'irruzione sotto il comando di Michelangelo Fournier.
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Le verifiche. Dopo la pubblicazione su Fb "sono in corso verifiche" da parte del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Si cercherà di accertare se si tratti effettivamente del suo account ufficiale o di un falso e "laddove effettivamente dovesse trovarsi conferma che le stesse sono state opera di un appartenente alla polizia di Stato, si avvieranno le conseguenti procedure disciplinari, laddove l'autorità giudiziaria non dovesse ravvisare profili di rilevanza penale". Non basta. Il dipartimento della pubblica sicurezza precisa che "sull'episodio sono già stati avviati accertamenti anche sull'identità delle persone che hanno commentato ed interagito con le dichiarazioni dello stesso". "Pertanto - spiega il dipartimento - tale attività consentirà di adeguare nella severità l'azione disciplinare alla gravità di quanto emerso sia nei confronti dell'autore del post che nei confronti di tutti coloro che, se appartenenti alla polizia di stato, hanno effettuato commenti censurabili".
Sulla vicenda in serata è intervenuto anche il presidente del Consiglio: No a "capri espiatori" sulle violenze alla Diaz del G8 a Genova, ma ancora non è stata fatta "chiarezza fino in fondo" sulle "responsabilità politiche di chi ha gestito quella vicenda". E ancora: "Da presidente del Consiglio e da segretario del Pd il mio impegno è mettere il reato di tortura" ha detto Renzi, intervistato da Primo canale a Genova. "Genova è stata una pagina terribile per quelli della mia generazione, ne porteranno i segni per sempre", ha sottolineato. "Faremo presto chiarezza su fatti di simile gravità. Con tutta la celerità necessaria e con il dovuto rigore, valuteremo il comportamento del poliziotto" ha confermato il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
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Pubblicato nella notte del 9 aprile alle 23,14, il commento del poliziotto non aveva avuto grossa risonanza. Pochi "amici" sul profilo, circa 150, e nel pomeriggio di oggi aveva raggiunto 190 "like", i pollici all'insù su un massacro che macchia l'Italia davanti all'Europa. Degli ulteriori 194 commenti registrati molti condividevano con entusiasmo le parole del poliziotto. Che il giorno dopo, venerdì 10 aprile, era tornato sul suo ragionamento: "Esistono due realtà, due verità. La verità e la verità processuale. La verità processuale si è conclusa con una condanna di alcuni vertici della polizia di Stato e del mio fratello Massimo Nucera a cui va sempre il mio grande rispetto ed abbraccio. Poi esiste la verità, quella con tutte le lettere maiuscole. Quella che solo io e i miei fratelli sappiamo, quella che solo noi che eravamo lì quella notte sappiamo. Una verità che non abbiamo mai preteso che venisse a galla. Una verità che portiamo nei nostri cuori e nei nostri occhi a distanza di quasi 15 anni, quando quegli uomini incredibili si reincrociano in ogni piazza d'Italia in cui ci sia da avversare i nemici della democrazia. Quegli occhi che si uniscono in un abbraccio segreto. In un convenzionale e silenzioso 'si', lo sappiamo, ci hanno inculato. Ma che importa? non era la gloria quello che cercavamo. Quello che volevamo era contrapporci con forza, con giovane vigoria, con entusiasmo cameratesco a chi aveva, impunemente, dichiarato guerra all'Italia, il mio paese, un paese che mi ha tradito ma che non tradirò".
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Poi, l'attacco a chi non condivide il suo orgoglio, la nostalgia di non poter tornare ancora alla Diaz "mille e mille volte". "Per quanto riguarda tutti voi; tranquilli, non vogliamo la pietas di nessuno. Sappiamo che siamo quelli ignoranti, scampati alla disoccupazione, lontani dai vostri salotti radical chic, dal vostro perbenismo becero, dal vostro politically correct. Siamo quelli che dopo un servizio di 10 ore dove abbiamo respirato odio, siamo pronti a rientrare nelle nostre case a dare amore ai nostri figli e alle nostre mogli. Ci troverai con una ceres in mano, ti odieremo perchè non hai la nostra tuta da op, ma non te lo faremo sapere. Saremo sempre al tuo servizio, anche se quando ti rubano in casa, meriteresti, e sarebbe più coerente, che chiamassi batman".
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I commenti sono vari. "D'altronde in un paese dove 'giuliani' è ritenuto un santo che ti vuoi aspettare......", uno dei primi. Un altro è pronto all'irruzione: "Ti stimo e se fosse per me verrei pure io". Fabio Tortosa gradisce e assicura: "Pagherei per tornare indietro ed avere al mio fianco oltre ai miei fratelli di allora le tante persone che ho conosciuto negli anni tra cui tu". La presenza di Tortosa alla Diaz suscita anche invidia: "Ti ho invidiato! grande!" dice un utente. "La prossima volta kiama ... E' sarò al tuo fianco ...." un altro. Qualcuno inizia ad apparire anche su Twitter.
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E c'è anche chi era al fianco di Tortosa alla Diaz: "In quegli anni e specialmente in quei giorni ho vissuto dei momenti che resteranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore...Eravamo 80 ma la nostra forza era inarrestabile...80 Torturatori con le palle piene de stemmerde. Ora nn sono piu con te Fabio come allora ma avrei dato chissa cosa per continuare a vivere con gente come te".
Un altro allarga l'orizzonte: "per quel poco che serve avete tutta la mia stima, e a quelle merde che ogni volta tirano fuori i nomi di cucchi, aldrovandi etc etc... Ricordatevi le vittime o i feriti delle forze dell'ordine durante l'ordine pubblico, raciti etc etc... Io ero a casa con dei compagni di squadra a guardare cosa combinavano quei 'bravi ragazzi' e tifavamo per la polizia, come dovrebbe fare ogni cittadino che ci tiene al proprio paese".
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Su Carlo Giuliani, poi, si apre un dibattito. Tortosa prova a metterci la parola fine: "Non ci sono mezze misure. O si sta con quella merda di Giuliani o si sta con quelli che a Giuliani gli fanno saltare la testa se attenta alla tua vita. Tu con chi stai? quelli come me pensano che sia morto perché è una merda che stava provando ad ammazzare tre giovani ragazzi, il più grande di 20 anni. E mi auguro che sotto terra faccia schifo anche ai vermi".
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"Le mie parole sono state travisate". "Il VII nucleo a Genova nell'irruzione alla scuola Diaz ha rispettato tutte le norme, le leggi e le prassi" afferma Tortosa. "Quella dell'irruzione alla scuola Diaz rimarrà una pagina nera per questo Paese ma chi c'era sa che è venuta fuori solo una parte della verità". "Crediamo che questa voglia di verità debba albergare anche nelle alte sfere, non solo in me, nei miei colleghi che erano con me e nelle vittime, alle quali - conclude - va tutta la mia solidarietà".
Le reazioni politiche. "E' evidente che diventa sempre più necessaria l'istituzione di un commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti, sulle manovre, sui comportamenti di apparati dello Stato e sulle troppe zone d'ombra che segnarono il G8 di Genova del 2001. In attesa che la politica faccia questo atto di coraggio, oggi dopo la pubblicazione delle farneticazioni, con la rivendicazione delle torture, sui social di un appartenente alla Polizia di Stato, presente nel 2001 a Genova alla Diaz, ci aspettiamo parole chiare dal Ministro dell'Interno". Lo afferma in una nota Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Così anche la presidente del gruppo misto-Sel Loredana De Petris e i senatori di Sel Peppe De Cristofaro e Luciano Uras: "Le folli dichiarazioni di un poliziotto che, dopo aver partecipato alla bestiale aggressione alla Diaz, rivendica ora orgogliosamente le torture inflitte a persone inermi è gravissima e impone un intervento immediato, deciso e senza ambiguità del ministro degli interni e del capo della polizia". Per il responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano è necessario che "il ministro Alfano apra un'inchiesta su questo episodio proprio per il rispetto che dobbiamo alle vittime di quella vicenda, alle sentenze della magistratura e alle decine di migliaia di donne e uomini che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza".