Cronaca

Servitù militari, gli indennizzi per il blocco in Sardegna moltiplicano i finti pescatori

Per compensare le mancate giornate di lavoro imposte dalle attività militari, nel 2013 lo Stato ha distribuito 7,6 milioni di euro, con una media annuale di  oltre 16 mila euro a persona. Ma chi a suo tempo si è battuto per ottenere questo riconoscimento, oggi denuncia: "C'è gente che non è mai uscita un giorno in mare in tutta la sua vita"

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CAGLIARI - E' un segreto noto a molti sulla costa sudoccidentale della Sardegna. Un segreto di cui però pochi hanno voglia di parlare ufficialmente. Né gli amministratori pubblici, né, tantomeno, i beneficiari. Ossia i pescatori che da qualche anno percepiscono un indennizzo da parte dello Stato per i mancati introiti della pesca lungo gli ottanta chilometri di costa sarda, perennemente o per buona parte dell'anno interdetta a causa delle esercitazioni militari. Il segreto, naturalmente, non è l'indennizzo, che è pubblico e documentato, ma quel che vi ruota intorno, i meccanismi che lo determinano, le condizioni alle quali è concesso. E di conseguenza il consenso che crea nei confronti dei poligoni militari da parte dei pescatori locali.

Parliamo di cifre notevoli, la fonte è direttamente il ministero della Difesa. Solo nel 2013 lo Stato ha distribuito qualcosa come 7 milioni e 600 mila euro a 465 pescatori, sparsi in 18 comuni costieri, con una media annuale di 16 mila 344 euro a persona. In pratica uno stipendio per ciascuno di loro di circa 1.362 euro al mese. E questo, attenzione, è quanto viene indennizzato non a ciascuna barca, ma a persona.
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Il vecchio pescatore osserva il via vai di piccole barche in uno dei minuscoli porticcioli della costa di Teulada. Scuote la testa quando gli chiediamo degli indennizzi. Niente nomi né immagini. "Guardi che gli indennizzi sono una cosa giusta, li abbiamo ottenuti dopo anni di battaglie ed è bene se li danno, solo che bisogna vedere come li danno. Io sono uno di quelli che ha lottato per averli. C'ero anch'io nell'ottobre del 2004 quando con otto barche di Teulada e con quelli di Sant'Anna Arresi, abbiamo fatto il blocco contro le navi militari che da mesi ci impedivano di pescare."

Quel giorno era prevista sulla costa di Teulada, dove si affacciano i 7.200 ettari del poligono militare, un'esercitazione interforze della Nato denominata Destined Glory 2004, a cui partecipavano quasi tutti i paesi dell'Alleanza. Mezzi anfibi e navi da guerra, tra le quali la nostra San Giorgio e la Portaerei della Sesta Flotta Usa, furono costretti a fare dietro front dal blocco dei pescatori determinati a impedire lo sbarco. Fu la vittoria che portò poi a un accordo con il ministero della Difesa sugli indennizzi. "Noi abbiamo lottato e vinto e gli altri ora se la godono. Da allora i pescatori, veri e falsi, si sono moltiplicati come i pesci di Gesù Cristo". Cosa vuol dire, veri e falsi? "Vada in giro a chiedere quanti di quelli che prendono l'indennizzo sono davvero pescatori. C'è gente che non è mai uscita un giorno in mare in tutta la sua vita. Ora sono tutti pescatori. E c'è gente che ha preso la residenza qui a Teulada e a Sant'Anna Arresi, ma anche negli altri paesi della costa, si finge pescatore e prende gli indennizzi. Affittano una casetta a due soldi, ci mettono la residenza in quattro o cinque, ottengono una licenza per modo di dire e via, lo stipendio è assicurato".

In effetti, pur facendo la tara sulle dicerie, i soldi che si muovono sono da media impresa. Interviene un altro pescatore. "L'indennizzo viene dato al singolo pescatore e non alla barca. Per cui molti, negozianti, artigiani, operai, disoccupati, hanno comprato vecchi scafi, hanno ottenuto la licenza grazie a certe cooperative compiacenti e fanno figurare come equipaggio i parenti: figli, zii, nipoti, qualcuno persino i nonni. Ci sono famiglie che così si portano a casa anche 60 mila euro in un anno. Senza mai uscire in mare e in certi casi senza neanche sapere dove si trovano le coste del poligono. Ma questo non è giusto, perché così ammazzano la pesca".

Nessuno controlla, le domande vengono presentate al Comune dai pescatori che hanno ottenuto la licenza e il comune le trasferisce direttamente al ministero della Difesa, che paga senza nessuna verifica. "Da un lato dobbiamo assicurare il dovuto indennizzo con la maggiore solerzia - dice il Sottosegretario alla Difesa, generale Domenico Rossi - ma dall'altro probabilmente occorre controllare come oggi vengono dati questi indennizzi, per impedire che ci sia chi ne usufruisce senza merito levandoli a chi ne ha diritto."

E' quel che sostiene anche Tore Mocci, focoso ex sindaco di Teulada per 11 anni, oggi facente parte del Comitato paritetico sulle Servitù militari. "Il giorno che controlleranno come si deve e scopriranno che ci sono falsi pescatori, chi ne pagherà la conseguenza saranno quelli che davvero quell'indennizzo se lo meritano. Il problema è che abbiamo la sensazione che lo Stato in questo modo si stia comprando il consenso dei pescatori a favore delle servitù militari".  Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, seppure in maniera più diplomatica, sostanzialmente conferma: "Sarebbe molto grave se l'incentivo dato senza i dovuti controlli dovesse servire a sostituire un'attività come quella della pesca che può essere parte molto importante dell'economia della nostra isola".

Il fenomeno interessa anche comuni lontanissimi dai poligoni di Teulada (28 chilometri di costa estesi per sei miglia al largo) e Capo San Lorenzo (circa 50 chilometri di costa). L'indennizzo è distribuito in maniera decrescente: le marineria più vicine alle servitù militari ricevono i risarcimenti più alti: in certi casi anche 20 mila euro all'anno a testa, fino ad arrivare ai 4/5 mila euro di coloro che distano decine e decine di chilometri dalle zone interessate alle esercitazioni. Sono invece poco più di dieci i chilometri di costa del poligono Capo Frasca, ma finora i pescatori della zona, che fanno capo alle marinerie di Terralba e di Oristano, non hanno ricevuto alcun indennizzo. Pare però che l'accordo sia stato già concluso: da quest'anno anche loro avranno il risarcimento.