Cronaca

Alfonso Mastropietro: "È venuto da me proprio tre giorni fa, ha disturbi cronici, ma aveva interrotto la sua terapia"

Il neuropsichiatra aveva in cura il padre in fuga per mezza Europa con il figlio neonato:"Sono tenuto al segreto professionale e non posso riferire della patologia del mio paziente, ma posso dire che si tratta di un disturbo che finora era stato perfettamente compensato dai farmaci, che gli avevano permesso di affrontare una vita normale, sia in famiglia che al lavoro. La terapia era talmente consolidata che non lo vedevo dal 2012"

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TORINO - Enzo Costanza, il padre in fuga per mezza Europa con il figlio neonato, era in cura dal 2006 per disturbi psichici, "ma da un mese non prendeva i farmaci che negli ultimi anni avevano tenuto sotto controllo la sua patologia, che è cronica", conferma il neuropsichiatra che lo seguiva, Alfonso Mastropietro. "Sono tenuto al segreto professionale  -  dice il medico  -  e non posso riferire della patologia del mio paziente, ma posso dire che si tratta di un disturbo che finora era stato perfettamente compensato dai farmaci, che gli avevano permesso di affrontare una vita normale, sia in famiglia che al lavoro. La terapia era talmente consolidata che non lo vedevo dal 2012".

Perché martedì è venuto da lei?
"Mi aveva chiamato lunedì pomeriggio, dicendomi che non si sentiva bene e che aveva bisogno di vedermi il prima possibile. Io quel giorno ero a Milano e abbiamo fissato un appuntamento per il giorno dopo a mezzogiorno a Torino. Mi ha detto che da un mese aveva interrotto di sua iniziativa la terapia, più o meno da quando la moglie era stata ricoverata una decina di giorni prima del parto per alcune complicanze, poi risolte, nella gestazione".

Pensa che possano esserci dei legami tra la nascita del figlio e l'aggravarsi dei disturbi?
"Assolutamente no, è venuto con il bambino proprio per farmelo conoscere, per cui con lui c'era anche la moglie. L'ho trovato molto presente come padre: ha tenuto a lungo il bambino in braccio, ha voluto che lo coccolassi anch'io. Non c'è alcun nesso".

Dal punto di vista clinico, invece, come l'ha trovato?
"Non scendo in dettagli e non è opportuno che si dicano cose azzardate sul suo stato di salute. Posso dire che gli ho comunicato che doveva riprendere la terapia e aumentare la dose dei farmaci".

Lui come ha reagito?
"Certamente c'è stata un po' di discussione, ma non posso dire che la visita lo abbia turbato. Gli ho dato anche diversi campioni del suo farmaco al dosaggio che ritenevo corretto, così che potesse subito iniziare la terapia e ci siamo salutati dandoci appuntamento per una nuova visita tra un mese".

Perché non è stato fatto un appello per il suo ritorno?
"Con la famiglia abbiamo concordato la strada del silenzio, crediamo che sia la soluzione più opportuna, vista la delicatezza di questo momento ".