REGGIO CALABRIA - La Curia Metropolita di Reggio Calabria - Bova ha disposto la sospensione della messa in suffragio di Benito Mussolini. L'intervento della diocesi è stata la conseguenza delle polemiche scoppiate per l'iniziativa promossa da un gruppo di nostalgici, a pochi giorni dalla ricorrenza per i 70 anni della Liberazione dal nazifascismo. In merito alla messa in suffragio di Benito Mussolini, si legge nella nota, la diocesi dispone che "pur essendo lecito celebrare la Santa Messa in suffragio dei defunti, per l'occasione, la Celebrazione venga sospesa per la strumentalizzazione della stessa per fini politici".
La messa era in programma per domani mattina alle 11 nella chiesa di San Giorgio al Corso, promossa dal Movimento politico Alleanza calabrese per ricordare i 70 anni della morte di Benito Mussolini e dei caduti della Repubblica Sociale Italiana. Dopo la messa era in programma un "momento di riflessione e preghiera" presso la lapide di Ciccio Franco, il leader dei moti di Reggio Calabria.
"La messa in ricordo di Benito Mussolini ha radici molto lontane - ha detto il presidente del Movimento Alleanza Calabrese, Enzo Vacalebre . Ma domani il ricordo assumerà un significato più profondo perché ricorre il settantesimo di quello che noi definiamo l'omicidio di Mussolini. Mussolini è stato trucidato con gli altri gerarchi. Fu un'esecuzione vera e propria decisa senza un processo. Ci auguriamo che in molti saranno presenti domani per ricordare i 70 anni di questo omicidio". Il messaggio era stato rilanciato sul sito Facebook del movimento, contribuendo ad alimentare la protesta e la polemica.
Tra i primi a sollevare il caso era stato il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà: "Spero che la Curia sia a conoscenza di questa iniziativa, basata su un presupposto storicamente errato". Dura la nota del Pd calabrese che parlava di "oltraggiosa iniziativa organizzata da un gruppo di sedicenti camerati reggini": "Con superficialità umana e politica - hanno scritto in una nota il segretario regionale Ernesto Magorno e quello provinciale, Sebibi Romeo - viene utilizzata la parola 'omicidio' in relazione alla morte dell'uomo che autorizzò le leggi razziali consentendo così l'assassinio di innumerevoli nostri connazionali, vittime della sua follia. Ancora più irrispettoso che ciò avvenga a ridosso delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione dell'Italia, proprio dal regime fascista e dall'occupazione nazista". "Un'iniziativa chiaramente politica", concludeva la nota Pd, "che ci auguriamo nessuno a Reggio Calabria avalli, a partire dal celebrante della Santa Messa in programma".
Di "iniziativa del tutto fuori luogo" ha parlato l'Anpi reggino: "Perché dissennata e perché tende a fare di Mussolini una vittima, mentre tutti sanno che le vittime furono i milioni di morti della guerra nazifascista", ha affermato il presidente del Comitato provinciale di Reggio Calabria dell'Associazione nazionale partigiani d'italia (Anpi), Sandro Vitale: "Mi auguro - aggiungeva - che tutti condannino senza reticenze l'iniziativa e che la stessa sia annullata in base alla XIII disposizione transitoria della Costituzione. Nessun parroco e nessuna Chiesa dovrebbero dare la possibilità di trasformare una cerimonia religiosa in un'iniziativa politica tesa a falsificare la storia del nostro Paese".
La messa era in programma per domani mattina alle 11 nella chiesa di San Giorgio al Corso, promossa dal Movimento politico Alleanza calabrese per ricordare i 70 anni della morte di Benito Mussolini e dei caduti della Repubblica Sociale Italiana. Dopo la messa era in programma un "momento di riflessione e preghiera" presso la lapide di Ciccio Franco, il leader dei moti di Reggio Calabria.
"La messa in ricordo di Benito Mussolini ha radici molto lontane - ha detto il presidente del Movimento Alleanza Calabrese, Enzo Vacalebre . Ma domani il ricordo assumerà un significato più profondo perché ricorre il settantesimo di quello che noi definiamo l'omicidio di Mussolini. Mussolini è stato trucidato con gli altri gerarchi. Fu un'esecuzione vera e propria decisa senza un processo. Ci auguriamo che in molti saranno presenti domani per ricordare i 70 anni di questo omicidio". Il messaggio era stato rilanciato sul sito Facebook del movimento, contribuendo ad alimentare la protesta e la polemica.
Tra i primi a sollevare il caso era stato il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà: "Spero che la Curia sia a conoscenza di questa iniziativa, basata su un presupposto storicamente errato". Dura la nota del Pd calabrese che parlava di "oltraggiosa iniziativa organizzata da un gruppo di sedicenti camerati reggini": "Con superficialità umana e politica - hanno scritto in una nota il segretario regionale Ernesto Magorno e quello provinciale, Sebibi Romeo - viene utilizzata la parola 'omicidio' in relazione alla morte dell'uomo che autorizzò le leggi razziali consentendo così l'assassinio di innumerevoli nostri connazionali, vittime della sua follia. Ancora più irrispettoso che ciò avvenga a ridosso delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione dell'Italia, proprio dal regime fascista e dall'occupazione nazista". "Un'iniziativa chiaramente politica", concludeva la nota Pd, "che ci auguriamo nessuno a Reggio Calabria avalli, a partire dal celebrante della Santa Messa in programma".
Di "iniziativa del tutto fuori luogo" ha parlato l'Anpi reggino: "Perché dissennata e perché tende a fare di Mussolini una vittima, mentre tutti sanno che le vittime furono i milioni di morti della guerra nazifascista", ha affermato il presidente del Comitato provinciale di Reggio Calabria dell'Associazione nazionale partigiani d'italia (Anpi), Sandro Vitale: "Mi auguro - aggiungeva - che tutti condannino senza reticenze l'iniziativa e che la stessa sia annullata in base alla XIII disposizione transitoria della Costituzione. Nessun parroco e nessuna Chiesa dovrebbero dare la possibilità di trasformare una cerimonia religiosa in un'iniziativa politica tesa a falsificare la storia del nostro Paese".