ROMA - Finisce la latitanza di Fabio Riva, patron dell'Ilva di Taranto su cui pende un mandato di cattura del tribunale pugliese. Secondo quanto si è appreso, Riva è stato rintracciato dall'Interpol a Londra e atterrerà stasera all'aeroporto di Fiumicino. Polizia di frontiera e guardia di finanza gli notificheranno l'ordinanza di arresto.
Fabio Riva, il cui rientro in Italia è previsto in serata all'aeroporto di Fiumicino, dove - a quanto si è appreso - sarà preso in consegna dai finanzieri del comando provinciale di Taranto e accompagnato al carcere del capoluogo ionico, era destinatario dal 26 novembre 2012 di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmato dal gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Ambiente svenduto'.
E' accusato, in concorso con altri (tra cui suo fratello Nicola, mentre il padre Emilio è deceduto nell'aprile 2014), di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento delle sostanze alimentari, all'omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, corruzione, falso e abuso d'ufficio ed è tra i 52 imputati per i quali la procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio. Fabio Riva si trovava a Londra ed aveva ingaggiato una battaglia legale per evitare l'estradizione, ma l'8 maggio scorso la Corte di Londra ha dato il suo assenso. Un'altra ordinanza di custodia cautelare fu emessa dal gip di Milano Fabrizio D'Arcangelo per una presunta truffa ai danni dello Stato da circa cento milioni di euro, per cui Fabio Riva è stato già condannato in primo grado a 6 anni e mezzo di carcere. Ai Riva era stati sequestrati anche 1.2 miliardi di euro, poi sbloccati per avviare la bonifica dell'Ilva.
Fabio Riva, il cui rientro in Italia è previsto in serata all'aeroporto di Fiumicino, dove - a quanto si è appreso - sarà preso in consegna dai finanzieri del comando provinciale di Taranto e accompagnato al carcere del capoluogo ionico, era destinatario dal 26 novembre 2012 di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmato dal gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Ambiente svenduto'.
E' accusato, in concorso con altri (tra cui suo fratello Nicola, mentre il padre Emilio è deceduto nell'aprile 2014), di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento delle sostanze alimentari, all'omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, corruzione, falso e abuso d'ufficio ed è tra i 52 imputati per i quali la procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio. Fabio Riva si trovava a Londra ed aveva ingaggiato una battaglia legale per evitare l'estradizione, ma l'8 maggio scorso la Corte di Londra ha dato il suo assenso. Un'altra ordinanza di custodia cautelare fu emessa dal gip di Milano Fabrizio D'Arcangelo per una presunta truffa ai danni dello Stato da circa cento milioni di euro, per cui Fabio Riva è stato già condannato in primo grado a 6 anni e mezzo di carcere. Ai Riva era stati sequestrati anche 1.2 miliardi di euro, poi sbloccati per avviare la bonifica dell'Ilva.