ROMA - "Nessuno vuole sostituire un modello di famiglia a un altro, né imporre "ideologie". Ma la scuola deve educare al rispetto delle differenze per prevenire le discriminazioni che purtroppo sono una realtà". Micaela Ricciardi, preside dello storico liceo classico Giulio Cesare di Roma, spiega così il senso dei progetti che la scuola ha intrapreso contro l'omofobia.
Che tipo di iniziative avete portato avanti?
"Essenzialmente progetti contro le discriminazioni, di qualunque tipo, e contro la violenza sulle donne, con il Telefono Rosa. Durante le assemblee, quest'anno, su richiesta degli studenti, abbiamo affrontato in particolare il tema delle discriminazioni di genere, con il confronto fra posizioni diverse: abbiamo ospitato ad esempio, in uno stesso incontro, rappresentanti dell'Arcigay e del movimento "Manif pour tous"".
In passato, però, alcune iniziative della scuola suscitarono polemiche. Lo scorso anno due associazioni pro-vita arrivarono a denunciarvi per aver proposto agli alunni V ginnasio il romanzo "Sei come sei" di Melania Mazzucco, in cui era presente un brano che raccontava di un rapporto orale omosessuale.
"Sì. E ricordo però che, in quell'occasione, a difendere i docenti fu lo stesso ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, certificando come la lettura - proposta e non imposta - facesse parte di un progetto più vasto contro le discriminazioni".
Perché secondo lei sono temi che la scuola non può ignorare?
"Perché fanno parte della vita dei ragazzi e dell'attualità. Sempre più spesso capita che alunni di 15 o 16 anni facciano coming out in classe. E la scuola non può far finta di nulla, ma deve lavorare per educare al rispetto, combattere gli stereotipi e prevenire eventuali fenomeni di discriminazione o bullismo".
Che tipo di iniziative avete portato avanti?
"Essenzialmente progetti contro le discriminazioni, di qualunque tipo, e contro la violenza sulle donne, con il Telefono Rosa. Durante le assemblee, quest'anno, su richiesta degli studenti, abbiamo affrontato in particolare il tema delle discriminazioni di genere, con il confronto fra posizioni diverse: abbiamo ospitato ad esempio, in uno stesso incontro, rappresentanti dell'Arcigay e del movimento "Manif pour tous"".
In passato, però, alcune iniziative della scuola suscitarono polemiche. Lo scorso anno due associazioni pro-vita arrivarono a denunciarvi per aver proposto agli alunni V ginnasio il romanzo "Sei come sei" di Melania Mazzucco, in cui era presente un brano che raccontava di un rapporto orale omosessuale.
"Sì. E ricordo però che, in quell'occasione, a difendere i docenti fu lo stesso ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, certificando come la lettura - proposta e non imposta - facesse parte di un progetto più vasto contro le discriminazioni".
Perché secondo lei sono temi che la scuola non può ignorare?
"Perché fanno parte della vita dei ragazzi e dell'attualità. Sempre più spesso capita che alunni di 15 o 16 anni facciano coming out in classe. E la scuola non può far finta di nulla, ma deve lavorare per educare al rispetto, combattere gli stereotipi e prevenire eventuali fenomeni di discriminazione o bullismo".