Cronaca

Delitto di Ismaele, la procura: "E' stata un'esecuzione premeditata"

I due ragazzi in carcere per il delitto (ansa)
La fidanzata macedone di Igli ha ammesso di aver ricevuto decine di messaggi dal ragazzo prima dell'omicidio: "Quello lo ammazzo, non si doveva permettere". Si aggrava la posizione dei due albanesi
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PESARO. Quella di Ismaele Lulli è stata una esecuzione premeditata. Organizzata, "covata" da giorni e infine realizzata dall'albanese Igli Meta. Adesso ne è convinta la procura di Urbino, dopo che Ambera, la fidanzata macedone contesa, è stata di nuovo sentita d'urgenza lunedì sera. E, soprattutto, dopo che la ragazza ha rivelato il contenuto delle decine di messaggi che Igli le ha inviato sul telefono nei giorni precedenti all'omicidio. "Quello lo ammazzo, non si doveva permettere", "Gliela faccio pagare, te lo giuro", "E' morto", "Lo uccido". Il tenore era questo. Quanto basta per spingere il pm che segue l'indagine, Irene Lilliu, a contestare ai due albanesi, Igli e Marjo Mema, anche l'accusa di premeditazione, finora evitata.

Ambera custodisce dei segreti, che sta consegnando agli inquirenti pezzo dopo pezzo. Nell'ultima deposizione, avrebbe anche ammesso di aver confessato a Igli il tradimento con Ismaele, motivo scatenante della rabbia del ventenne albanese. Venerdi sera si era allontanata con la famiglia da Lunano, dove vive da anni, per sfuggire alla pressione dei giornalisti e dei compaesani (su facebook sono apparse diverse minacce nei suoi confronti). Però gli investigatori l'hanno richiamata, chiedendole di rimanere in zona, dopo che era uscita la notizia dell'sms esca: il messaggino che aveva convinto Ismaele Lulli a presentarsi alla fermata degli autobus nel primo pomeriggio della domenica in cui è stato ammazzato è stato inviato dal cellulare di lei. Non è ancora chiaro chi lo abbia scritto, se Ambera su ordine di Igli o Igli stesso.

Ambera sarà presto sentita in incidente probatorio, davanti al giudice per le indagini preliminari. Non è indagata, al momento, perché viene ritenuta testimone attendibile quando, a proposito degli sms di Igli precedenti allo sgozzamento, spiega: "Mai mi sarei immaginata una cosa del genere, io pensavo che Igli scherzasse. E' geloso, ma non aveva mai fatto del male a nessuno".

Si fa poi l'ipotesi che oltre ai due albanesi possano aver partecipato, in qualche modo, altre persone in qualità di complici. Al momento si tratta di una ricostruzione giornalistica, non riscontrata dagli investigatori e contenuta in un articolo del Resto del Carlino di oggi, che parla di un presunto "branco". A suggerirla, però, sono la logica  -  è più facile tramortire o legare alla croce un ragazzo di 1 metro e 80 come Ismaele se si è in più di due  -  e la lettera di scuse che Igli ha inviato alla famiglia della vittima. Inizia così: "Sono uno dei ragazzi che ha portato la morte al vostro carissimo figlio...". Uno dei ragazzi, scrive. Cosa che farebbe pensare alla partecipazione di più persone, e non del solo Marjo. O, forse, è solo una frase scritta da un ragazzo in carcere da una settimana che non parla benissimo l'italiano.