Cronaca

Salerno-Reggio Calabria, blocchi e proteste: chilometri di code

(fotogramma)
Un gruppo di lavoratori ferma il traffico a Cosenza e agli imbarcaderi calabresi sullo stretto di Messina. Il blitz dopo che il Senato ha bocciato la stabilizzazione dei precari. Poi l'annuncio di un maxiemendamento del governo e la rimozione dei blocchi
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VILLA SAN GIOVANNI -  Due diversi blocchi stradali hanno paralizzato il traffico sulla Salerno-Reggio Calabria e in transito verso la Sicilia per gran parte della giornata. Un folto gruppo di Lavoratori socialmente utili (Lsu) e di Pubblica Utilità (Lpu) ha protestato tra gli svincoli di Cosenza nord e Cosenza sud, causando per ore code di oltre cinque chilometri in entrambe le direzioni. Un altro blocco è stato attuato a Villa San Giovanni: coinvolti gli imbarcaderi calabresi sullo Stretto di Messina e parzialmente la stazione ferroviaria. Le manifestazioni sono scattate questa mattina dopo la decisione con la quale il Senato ha bocciato l'emendamento, inserito nel decreto legge sugli enti locali, che prevedeva la stabilizzazione dei precari. Da qui la protesta che ha riguardato quasi cinquemila lavoratori calabresi. Poi, nel pomeriggio, l'annuncio che il Governo ha inserito in un maxiemendamento alla legge il provvedimento con il quale stabilisce che la Regione "dispone con propria legge finanziaria la copertura finanziaria" per la stabilizzazione, permettendo di violare il Patto di stabilità. E dopo le 16 sono stati rimossi i blocchi.

Nel frattempo, però, la Calabria ha vissuto una giornata di paralisi. Il primo blocco è scattato a Cosenza nelle prime ore del mattino. Pochi minuti dopo sono scesi in strada anche i lavoratori della provincia di Reggio Calabria che hanno fatto muro sui moli di Villa bloccando l'accesso ai traghetti. Nel Cosentino, le autorità hanno attivato dei percorsi alternativi che tuttavia non hanno evitato imponenti code di automobilisti. Macchine e mezzi pesanti sono stati fatti uscire a Cosenza, con rientro a Montalto Uffugo; in direzione sud invece l'uscita è stata a Tarsia con rientro a Cosenza. Ancora più complicata la situazione a Villa, dove è stato a lungo completamente paralizzato l'attraversamento dello Stretto: i manifestanti hanno impedito la partenza dei traghetti in entrambe le direzioni creando enormi disagi in pieno esodo estivo.
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Già ieri sera il presidente della Regione, Mario Oliverio, aveva parlato di una scelta grave da parte del Senato e di una decisione che "impedisce ai comuni calabresi di portare a compimento il percorso di contrattualizzazione di 5.000 lavoratori precari a cui sono affidate le fondamentali attività di erogazione dei servizi primari". Secondo quanto spiega il governatore si tratta di "lavoratori che da oltre vent'anni sono tenuti in una condizione di precarietà che assorbe ingenti quantità di risorse finanziarie pubbliche".  Da Roma, rivendica Oliverio, "si dovrebbero limitare ad autorizzare la spesa di 38 milioni di euro a totale carico della Regione, impedendo che i comuni siano bloccati dalla tagliola del Patto di stabilità".

All'attacco anche il coordinamento regionale del sindacato autonomo Usb, secondo cui si tratta di persone che "lavorano in nero per conto dello Stato": "Le proteste - dice il sindacato - non si fermeranno, nella speranza che il governo si ravveda e individui una soluzione a questa vertenza, attendendo anche dei passi ben precisi da parte della politica calabrese". La bocciatura dell'emendamento iniziava ad avere anche una serie di ripercussioni sul piano politico. Il Pd regionale si è schierato con i lavoratori e le opposizioni stanno sfidando i parlamentari calabresi del Partito Democratico a votare contro il Governo. Poi la schiarita, con l'annuncio del maxiemendamento.