Cronaca

Alle radici della zooerastia, parla il neuropsichiatra

Antonio Fenelli, della Societa italiana di terapia comportamentale e cognitiva e docente di sessuologia, spiega il fenomeno che si consuma in abusi sugli animali. E che spesso nasce da "una relazione confusa e confondente con la figura di attaccamento"

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"POSSIAMO supporre che il meccanismo etiopatogenetico alla base della zooerastia sia analogo a quello delle altre parafilie: una relazione confusa e confondente con la figura di attaccamento. Di qui la formazione di un attaccamento disorganizzato, con sviluppi traumatici", spiega Antonio Fenelli, neuropsichiatra, psicoterapeuta, didatta della Sitcc-Societa italiana di terapia comportamentale e cognitiva e docente di Sessuologia presso le scuole di specializzazione APC e ATC.  "Peculiarità ipotizzabile è la sessualizzazione della relazione centrata sul sistema di rango, con sperimentazione di stati di umiliazione. E se davvero si tratta di pratiche consolidate o addirittura in aumento, si può anche ipotizzare che questo avvenga in modo analogo ad altri comportamenti, vedi il fenomeno trans, gli scambisti, il sadomaso più o meno soft" .

Sesso inteso come espressione di dominio?
"Nella relazione con l'altro si stabilizza anche l'immagine che ognuno ha di sé: se accudisco sono buono, se umilio sono forte e dominante, e così via, il tutto nella reciprocità della relazione".

In quale momento  si scivola nella perversione?
"Quando il sistema sessuale si attiva con emozioni non specifiche, laddove eccitazione e piacere si legano all'umiliazione propria o dell'altro".

Nella zooerastia, l'altro appartiene a un'altra specie.
"Rispetto agli altri viventi, per quanto ne sappiamo, l'uomo  -  di certo il primo predatore al mondo - ha una capacità di astrazione molto maggiore, in cui si contempla il poter agire anche su indicazioni di pensiero. Egli dunque sente di esercitare un potere sugli animali perché di fatto li giudica inferiori, li addomestica. In buona parte, tuttavia, il rapporto con loro cambia nei secoli, trasformando alcune specie da forza lavoro a figure di compagnia".

A quanto pare, la zooerastia include praticanti che professano amore per gli oggetti delle loro pulsioni, senza ravvisare il maltrattamento, mentre un altro e più nascosto fronte si esprime attraverso sadismo, torture e uccisioni.
"Già dagli anni '70 in psichiatria le sevizie agli animali, inermi e sottomessi, sono ritenute atti prognosticamente importanti. A compierle sono individui insicuri e deprivati affettivamente. Capita i che i bambini uccidano le formiche, strappino le ali alle farfalle: è un retaggio dell'essere predatori, sono esercizi di caccia, atti aggressivi gratuiti che però durano poco e svaniscono del tutto, quando l'accudimento è corretto".

Cosa distingue la sessualità umana da quella degli (altri) animali?
"Tranne poche eccezioni, gli animali si accoppiano solo in periodo fertile, guidati dagli ormoni, mentre il sapiens ha rapporti sessuali anche in contesti di evidente infertilità. Tra l'altro, l'ovulazione nei mammiferi avviene durante l'estro, il che rende manifesto il momento della fertilità; al contrario, nella donna l'ovulazione è nascosta, e solo negli anni 30 Ogino e Knaus determinarono come individuarla. Si deduce quindi che nel sapiens il rapporto sessuale abbia una finalità più complessa della mera riproduzione. Se l'uomo funzionasse come gli animali non sarebbe ad esempio possibile una vita sociale come la intendiamo noi: alla presenza di una femmina in calore tutti i maschi lotterebbero per fecondarla!"

Come si arriva allora a considerare gli animali oggetto del desiderio?
"Occorre un passo indietro. L'evoluzione ha coinvolto il nostro sistema nervoso, che ha sviluppato, secondo Mc Lean, tre cervelli: uno antico (rettiliano), uno intermedio, infine il neocerebellum (corteccia cerebrale). Parallelamente, hanno preso forma sistemi motivazionali geneticamente definiti, che regolano le relazioni tra individui, e fra individuo e ambiente. Sono il predatorio, la dominanza/sottomissione o il sistema di rango, accudimento/attaccamento, copulatorio, sessuale, cooperativo paritetico e altri, quali il sistema di gioco".
 
E poi?
"Il sistema copulatorio riproduttivo diventa nel sapiens quello che stabilisce poi la differenza fra fare sesso o fare l'amore, e le emozioni che si attivano con i vari sistemi motivazionali sono diverse. Durante un rapporto sessuale spesso si dice 'ti prendo/prendimi'  e in una cultura omofoba, per esempio, non è raro sentir dire 'me lo inchiappetto' come se ci si vantasse di compiere un atto omosessuale. Ma in tal caso l'atto ipotetico è volto a sottomettere e umiliare l'altro. In modo analogo un gesto di accudimento può essere accompagnato da emozioni sessuali, da qui nasce la pedofilia. Altresì, quando il cane tenta una monta giocando con altri cani, oppure sulla gamba del padrone, sta semplicemente cercando di definire chi sia il capo".

La zooerastia prevede l'antropomorfizzazione dell'animale?
"Certi animali, come individuato da alcuni studi, sono passati nell'umana considerazione da nutrimento del corpo a nutrimento dell'anima. Così, se l'animale diventa un altro, si assimila la relazione a quella fra cospecifici. Estremizzando, anche coloro che, in modo marcato, infiocchettano e soffocano di attenzioni il proprio cane, mettono in atto una sorta di perversione, all'apparenza senza danno. Ma non possiamo sapere se il cane, anziché amato, non si senta mortificato e oppresso; soprattutto, proprio come avviene per il sesso, non potrà dirci se è consenziente".

Diciamo che subire manipolazioni o essere posseduti, spesso sotto l'effetto di narcotici, non dev'essere gradevole per nessuno.
"In Italia, la legge 66/96 definisce chiaramente la possibilità di comportamenti sessuali fra individui che esprimano libero consenso: e non credo che gli animali possano farlo".