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Il Gay Center sfida Brugnaro: "Facciamo il Pride 2016 a Venezia"

La proposta viene dal portavoce del gruppo che risponde al divieto annunciato dal sindaco di Venezia in un'intervista a Repubblica di ospitare la manifestazione. "Invitiamo Elton John ad aprire il corteo". Anche Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario "dai due cognomi", risponde sulle priorità di Venezia

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"Il gay Pride 2016 si svolga a Venezia". Questa la proposta di Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, che ha risposto in una nota sfidando il sindaco di Venezia. Luigi Brugnaro, infatti, ha dichiarato che non autorizzerà mai un Pride nel capoluogo veneto.

"Il Pride del 2016 - dice Marrazzo - non può che tenersi a Venezia. Brugnaro ne vuole fare il simbolo delle città off limits per i diritti civili lgbt. Serve una risposta. Non si può accettare una così evidente discriminazione. Tutti a Venezia per un Pride nazionale che affermi visibilità e diritti. Elton John potrebbe aprire il corteo", ha concluso. Il cantante e il sindaco, infatti, sono protagonisti di una lite su Twitter. A colpi di cinguettii John ha accusato il sindaco di essere bigotto per aver bandito dalle scuole i libri sul gender e Brugnaro ha attaccato la popstar definendolo "un arrogante che da tre anni non mette piede a Venezia". Che non ha beneficiato, dunque, del suo ricco portafoglio proprio ora che "ha bisogno di soldi" e investimenti.

Il neoeletto sindaco della città, commissariata dal 2014 dopo lo scandalo Mose che ha travolto Orsoni, ha fatto discutere negli ultimi tempi e non solo per la polemica con Elton John. Ha infatti sospeso "Mostri a Venezia", la mostra fotografica sulle crociere che attraversano il bacino di San Marco, firmata da Gianni Berengo Gardin. Il lungo braccio di ferro sulle grandi navi non smette di far parlare di sé.

"Mi dispiace che il sindaco di Venezia nella sua intervista al quotidiano La Repubblica di oggi, abbia ritenuto non di rispondere nel merito degli argomenti sollevati nei miei interventi ma di ricorrere all'insulto personale". Sono le parole di Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni culturali. È lei "il sottosegretario dai due cognomi" cui si riferisce il Brugnaro che l'ha esortata a non occuparsi di dove debbano passare le navi, visto che non conosce Venezia.

L'INTERVISTA Borletti Buitoni: "Sindaco di Venezia poco costruttivo su questioni della sua città"

"Avevo denunciato da tempo, soprattutto in previsione di Expo, il problema dei flussi turistici e di una gestione che fosse adatta alla città di Venezia, alla sua fragilità e alla sua dimensione, e che tenesse in considerazione la vita dei residenti", ha detto la Buitoni. "Allora la città non aveva una amministrazione ed era travolta dai problemi: oggi ce l'ha. Peccato che invece di scegliere un confronto costruttivo si sia scelto di non rispondere, e che il sindaco abbia ritenuto giusto denigrare chi nel mondo ama Venezia e ne ha a cuore la sorte".

"Venezia è un patrimonio mondiale e l'afflusso turistico incontrollato e giornaliero è devastante e non porta sviluppo né occupazione. Questa è oggi la realtà, e la risposta di un sindaco non può essere solo quella di ribadire la decisione di un nuovo scavo nella laguna di un canale abbastanza largo per far passare le grandi navi", conclude il sottosegretario.