Cronaca

Emilio Sacchetti: "Non vanno affrontate solo le fasi acute"

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"LE medicine sono qualcosa di estraneo per l'uomo, già ai tempi di Lucrezio ci si doveva inventare qualcosa per spingere le persone a prenderle ". Emilio Sacchetti è presidente della Società italiana di psichiatria e professore a Brescia.

Perché tanti malati non si curano?
"I motivi possono essere moltissimi. Per questo è così difficile intervenire contro questo fenomeno. Possono avere a che fare con il paziente, con la sua famiglia, con la terapia e con il modo in cui funziona il sistema sanitario ".

Partiamo dal paziente.
"Tutti noi accettiamo più volentieri di curarci quando vediamo la malattia nelle fasi acute. Quando diventa cronica tutto cambia. E poi questo problema riguarda molti anziani, che magari si scordano le pillole".

E i parenti?
"Spesso minimizzano il problema, oppure ricordano ossessivamente al malato di prendere la pasticca. L'effetto può essere controproducente".

Che problemi ci sono nel sistema sanitario?
"Se mette ostacoli all'acquisto dei farmaci, come ticket o tetti per le prescrizioni, risparmia in termini immediati ma abbassa l'aderenza alle terapie. Poi spesso i medici fanno più prescrizioni del dovuto e quando si devono prendere tanti farmaci cala la voglia di seguire le terapie. Il dottore deve parlare con il paziente, spiegare bene pro e contro dei medicinali".

Tra chi non ha niente e abusa di farmaci e chi è malato e non li prende ci sono collegamenti?
"Forse nel modo distorto di rapportarsi alle sostanze. Ci sono tossicodipendenti abituati agli abusi che magari hanno paura di fare una terapia, dicono che gli fa male. Un altro esempio sono gli ipocondriaci. Temono di ammalarsi ma magari sono farmacofobici. Leggono i bugiardini e non si curano".