Cronaca

Alfano: "Oggi anniversario di speranza". Terrorismo, "45 espulsi dall'Italia nel 2015"

Rapporto del ministro dell'Interno al Viminale: i foreign fighters che hanno avuto relazioni con il nostro Paese sono 81, di cui dieci con nazionalità italiana. Sono i numeri resi noti in occasione del 14esimo anniversario dell'11 settembre

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Sono state 45 le espulsioni nel solo 2015 dal territorio nazionale per motivi legati al terrorismo islamico. Un numero che sale a 228 dal 2002 ad oggi mentre dal dicembre 2014 le persone allontanate dall'Italia sono state in totale 48. Sono i dati resi noti dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che ha voluto fare un bilancio dell'attività antiterrorismo nel nostro paese proprio nella giornata dell'11 settembre che ricorda i tragici schianti di New York e Washington. "Il lavoro di prevenzione ha fin qui funzionato e per l'Italia l'11 settembre rimane di democrazia e liberta'", ha detto il ministro.

"Oggi - ha detto il responsabile del Viminale - ricordiamo l'anniversario di una giornata di paura ma anche di speranza e di un attacco tragico ai fondamenti della nostra democrazia. Un giorno nel quale è stato messo a rischio un bene essenziale della vita dell'uomo d'oggi: la libertà anche dalla paura". Alfano ha sottolineato e ha voluto ringraziare gli uomini delle forze di polizia e dell'intelligence e quanti "in questi anni si sono battuti respingendo l'attacco di organizzazioni - ha detto - pericolosissime che minano la nostra convivenza".

Tra i numeri che il nostro paese può vantare nella lotta al terrorismo ci sono anche i 299 arresti di presunti terroristi dall'11 settembre 2001 ad oggi, 35 dei quali avvenuti solo nel corso di quest'anno. Per quanto riguarda, invece, i cosiddetti "fomentatori dell'odio", Alfano ha voluto ricordare i 19 imam espulsi, sempre dal 2001 ad oggi, confermando che il nostro paese, seguendo il dettame costituzionale, "seguirà sempre la strada del distinguere tra chi prega e, invece, chi spara".

Sono 45 le persone espulse nel corso del 2015 dal territorio italiano per legami con il terrorismo internazionale, mentre sono 81 i foreign fighters 'italiani', ovvero i combattenti di nazionalità italiana o stranieri che hanno avuto a che fare con l'Italia che si sono recati nelle zone di guerra in Siria o in Iraq per unirsi allo Stato Islamico. Degli 81 combattenti quelli con nazionalità italiana sono cinque (tra di essi anche il genovese Giuliano Del Nevo, morto nel 2013) e cinque hanno la doppia nazionalità.

L'impegno di forze dell'ordine e dell'intelligence si è concentrato anche, ha ricordato Alfano, attraverso una serie di provvedimenti normativi che hanno introdotto per la prima volta le fattispecie di reato contro i foreign fighters e i "lupi solitari". Tra questi, appunto, gli 81 combattenti "non tutti ancora vivi", visto che, da fonti della nostra intelligence sarebbero 18, fino ad oggi, i caduti in combattimento.

Nell'azione di contrasto al terrorismo internazionale, la minaccia jihadista è stata anche contrastata attraverso l'attività di monitoraggio e di controllo del territorio messa in atto dalle varie Digos. In questo senso dal gennaio 2015 ad oggi si contano 64 arresti dei quali 32 legati direttamente all'estremismo religioso. Sempre da inizio d'anno ad oggi sono state 105 le motonavi controllate e ben oltre 12mila le persone sottoposte a controllo con 1.152 veicoli perquisiti. Se le perquisizioni domiciliari hanno raggiunto quota 399, 135 sono state le persone indagate in stato di libertà.

 "L'Italia - ha detto Alfano - è in prima linea, ha avuto la forza e la capacità di organizzare un sistema di prevenzione che fin qui ha dato suoi effetti e che si e' tradotto in azioni legislative e di intelligence".